Architettura e Design

A partire dai secoli XII e XIII, cioè dopo la conquista svedese e con l’avvio della cristianizzazione, in Finlandia si cominciarono a costruire le prime chiese romaniche, prima in legno poi in pietra. Per le loro dimensioni, seppur abbastanza contenute, e per l’impegno in termini economici che la loro costruzione richiese, le prime chiese in pietra rappresentarono un’assoluta novità nel panorama architettonico finlandese, caratterizzato fino ad allora da un’estrema povertà dei materiali e delle forme, soprattutto per le difficoltà di lavorazione del materiale disponibile in loco, la pietra eratica. Alla fine del XIII secolo comparvero inoltre i primi castelli romanici, composti da un grande edificio utilizzato come residenza privata e circondato da possenti mura con torri. Seguendo gli esempi della Svezia e delle regioni della Germania settentrionale, fu poi introdotto lo stile Gotico, rappresentato dalla Cattedrale di Turku e dalla Chiesa di S. Enrico a Nousiainen. La maggior parte delle chiese medievali presenta grandi affreschi a secco, ricchi di colore, realizzati da artisti finlandesi, ma notevole fu l’influenza esercitata dalla produzione artistica svedese: soprattutto le sculture sacre, di grande interesse, furono inizialmente importate dall’isola di Gotland e successivamente dall’interno della Svezia e da Anversa. La Riforma luterana provocò un’interruzione nella costruzione di monumenti religiosi e, mancando in Finlandia un’aristocrazia che potesse organizzare il mecenatismo, fu necessario attendere il Seicento per vedere nuovi castelli e una rinnovata produzione artistica di carattere monumentale. Quando la Svezia tornò a consolidare il suo ruolo di potenza nel Baltico, in Finlandia si registrò una nuova vitalità della pittura decorativa sacra di indirizzo popolare e della scultura di carattere monumentale e sepolcrale. 

La conquista russa restituì all’architettura un ruolo importante, e all’inizio dell’Ottocento anche la Finlandia fu influenzata dal Classicismo di impronta palladiana che si diffuse in tutta Europa. Protagonista assoluto di questo rifiorire dell’architettura di ispirazione neoclassica fu il tedesco Carl Ludwig Engel (1778-1840), interprete rigoroso del gusto «impero» di Pietroburgo. Sotto il dominio russo la capitale si trasferì da Turku a Helsinki ed Engel, chiamato in Finlandia nel 1814, fu incaricato di occuparsi del piano regolatore di quella che doveva essere la nuova capitale e degli edifici più rappresentativi, tra cui il palazzo del governo, l’università, la biblioteca universitaria. 

Nei primi anni del Novecento l’architettura finlandese fu rappresentata da Lars Sonck (1870-1956), Armas Lindgren (1874-1929) ed Eliel Saarinen (1873-1950), i quali sostennero una rigorosa ispirazione all’architettura sacra medievale e all’Art Nouveau. Questa direzione sfociò poi in un ritorno ai principi dell’architettura classica, guidata principalmente da Johann Sirén, autore del mastodontico Palazzo del Parlamento di Helsinki, completato nel 1931. Dopo il 1923, anno in cui Eliel Saarinen, al quale si deve la Stazione Ferroviaria di Helsinki, emigrò negli Stati Uniti, Johann Sirén continuò da solo a sostenere una tendenza opposta a quella espressa dal Funzionalismo allora emergente, che aveva trovato in Erik Bryggman e Alvar Aalto interpreti di statura mondiale. 
Architetto e urbanista, Alvar Aalto (1898-1976) è stato uno dei maggiori esponenti della tendenza che ha portato al recupero della fondamentale relazione «organica» tra l’edificio e l’ambiente in cui esso viene costruito. Molte sue opere sono per esempio riconoscibili per il fatto che insiemi anche complessi di abitazioni sono disposti in modo tale da rispettare la natura contorta del territorio, in contrasto invece con i centri urbani e industriali con cui avrebbero dovuto integrarsi. D’altra parte ciò che ha contraddistinto l’opera di Aalto è il costante richiamo a un’esperienza estremamente individualizzata, che trova la sua giustificazione nell’appartenenza dell’architetto alla generazione che, nonostante il progressivo passaggio della Finlandia all’Europa e alla modernità, ha continuato a rappresentare la cultura contadina finlandese. L’attività dell’architetto finlandese non ha mai conosciuto confini. Egli fu chiamato a lavorare su vari progetti in tre diversi continenti e tra le tante opere sparse in tutto il mondo che portano il suo nome si possono citare il Seniors Dormitory del MIT a Cambridge (1947), la Biblioteca di Mount Angel nell’Oregon, il Teatro dell’Opera di Essen (1959). In Finlandia si possono ammirare, tra le tante, la Casa della Cultura e il Centro Direzionale di Helsinki, la Chiesa di Vuoksenniska a Imatra, la cattedrale e la biblioteca di Seinäjoki, la biblioteca e il teatro di Rovaniemi.
Dopo Alvar Aalto, l’architettura finlandese si è dedicata all’approfondimento dei temi sociali, e quindi alla relazione tra l’uomo e il suo ambiente, ma secondo criteri abbastanza diversi dal passato: l’attenzione si è spostata verso i materiali utilizzati per la costruzione e le rifiniture, come anche verso l’ubicazione della struttura abitativa, che ha offerto importanti stimoli al ripensamento dell’architettura moderna in chiave funzionale e ecologica.
 
Il design 
L’abbondanza del legno e la costante presenza, anche entro il contesto urbano, delle forme e dei colori con cui la natura esprime in Finlandia tutta la sua bellezza, hanno favorito lo sviluppo di una tradizione di design e di lavorazione artigianale che pur avendo raggiunto livelli molto elevati già in passato continua a migliorarsi e a tenersi al passo con le esigenze della vita moderna. 
La natura seguita a ispirare i maestri del design finlandese nella ricerca dei motivi, delle forme, dei colori, ma soprattutto di nuovi materiali che siano pratici e facilmente lavorabili  e allo stesso tempo economici ed ecologici. 
Il design finlandese non per nulla conobbe un momento di grande popolarità grazie ad Alvar Aalto, che mai lo considerò fratello minore dell’architettura e che vide nel disegno di oggetti per uso quotidiano la possibilità di dipingere paesaggi della memoria; il suo famoso vaso di fiori, che ricorda la riva di un tranquillo lago della Finlandia, ha aperto nuove strade nella produzione di forme che evocano i luoghi più cari nell’immaginario collettivo.
Nel design tessile si ritrova invece l’ispirazione ai cambiamenti di colore associati al succedersi dellle stagioni e al mutare della luce nel corso della giornata, cambiamenti che in Finlandia assumono connotati del tutto particolari; gli esempi sono rappresentati sia dalle pesanti coperte fabbricate secondo la tradizione sami (i ranuu), sia dai coloratissimi tappeti tradizionali finlandesi, i ryijy, che si trovano oggi in disegni e fogge sempre più moderni. 
Sempre nel campo del design tessile vanno ricordati i nomi di Marimekko, Vuokko, Metsovaara e Pentik, che hanno trovato un importante riconoscimento anche sul mercato internazionale. 
Nel design finlandese abbonda l’impiego del legno, ma un posto importante è occupato da tutta la produzione in vetro e ceramica, rappresentata a livello internazionale dai nomi dei laboratori in cui vengono spesso realizzati pezzi unici, venduti come opere d’arte seppur pratici e funzionali; vanno ricordate le fabbriche di Iittala e di Nuutajärvi, che insieme al marchio Arabia hanno fatto conoscere in tutto il mondo la produzione in vetro disegnata da Alvar Aalto e da altri importanti designer.