Architettura

È difficile ritrovare in Norvegia testimonianze di una produzione architettonica monumentale precedente l’XI secolo, perché prima della cattedrale di Trondheim, voluta dal primo re cristiano Olav Tryggvason agli inizi dell’anno 1000, e delle fortezze di Akershus e Båhus costruite agli inizi del Trecento per iniziativa di Haakon V, i Norvegesi utilizzarono esclusivamente il legno come materiale per costruzione. L’impiego della pietra fu importato dall’estero insieme al Cristianesimo, ma per diversi decenni, a testimonianza della difficile comunicazione tra il fantastico mondo simbolico pagano e il rigido simbolismo della liturgia cristiana, i Norvegesi continuarono a costruire gli edifici destinati alla preghiera totalmente in legno. Questi edifici sono chiamati stavkirker e per la loro originalità rappresentano una delle più interessanti attrattive di carattere architettonico esistenti in Scandinavia. Si stima che in Norvegia siano state edificate, tra l’XI e il XIV secolo, qualcosa come 1300 chiese in legno, due terzi delle quali furono costruite secondo il metodo stav. Di queste, 29 sono sopravvissute miracolosamente fino ai nostri giorni nella loro forma originale e sono concentrate nelle regioni centrali della Norvegia meridionale, principalmente nell’area in cui si insinua il Sognefjord. A nord del Sognefjord si trovano le stavkirker di Kaupanger e Urnes, a sud quelle di Hopperstad e Borgund. A est del fiordo si trovano concentrate altre 14 stavkirker: sono quelle di Høre, Øye, Vang, Lomen, Hegge, Reinli, Heddal, tutte nei pressi del Parco nazionale di Jotunheimen, le stavkirker di Vågå e Lom più a nord, quelle di Garmo, Fåvang e Ringebu più a est. Nei pressi della costa, poco a sud di Trondheim, si trovano altri quattro altri esemplari, ma è a ovest di Oslo che possono essere ammirate alcune delle stavkirker più interessanti, fra cui quelle di Uvdal, Torpo e Urnes. In particolare la chiesa di Urnes, considerata la più antica, figura nella World Heritage List dell’Unesco.
Con la Cattedrale di Trondheim, fece la sua comparsa in Norvegia il Gotico di origine nord-europea, che ispirò anche l’architettura di tipo militare come le fortezze di Akershus e Båhus. Allo stesso modo, nel XVI secolo, i pochi edifici monumentali costruiti sotto la dominazione danese furono ispirati allo stile rinascimentale che si impose nel Nord Europa; si tratta ancora una volta di esempi di architettura militare, tra i quali la Torre di Rosenkrantz a Bergen costruita nella seconda metà del Cinquecento, perché nel campo civile i grandi palazzi continuarono a essere costruiti in legno. L’influenza danese, olandese e tedesca si rivelò anche dopo il 1814, quando cominciarono a essere costruiti i primi edifici pubblici in stile Neoclassico; tra questi, i più significativi sono il Palazzo Reale e l’Università di Oslo. Infine, anche grazie allo stimolo offerto dalla ricca tradizione architettonica svedese, la Norvegia ha assimilato a partire dal 1920 i princìpi del Funzionalismo, adattandoli di volta in volta alle esigenze poste dall’industrializzazione e dalla crescita demografica nelle città più importanti.