Architettura

Prima di visitare la Svezia è bene sapere che, pur essendo un Paese di lunghissima storia, offre ben poche testimonianze della produzione architettonica precedente l’anno 1100. Il motivo principale è piuttosto semplice: si trattava soprattutto di strutture abitative e luoghi di culto costruiti in legno, che non avrebbero mai potuto resistere ai frequentissimi incendi e alla decomposizione. I nuclei originari dei più antichi centri abitati sono nella maggior parte dei casi andati perduti, ed è persino difficile immaginarne i tracciati, essendo stati completamente sostituiti dai più regolari nuclei di edifici in pietra. Fanno eccezione i dolmen e le tombe funebri, che sono state scoperte soprattutto nella Svezia meridionale, risalenti fino all’anno 2000 a.C., e alcuni reperti risalenti alle età del Bronzo (1800 - 500 a.C.) e del Ferro (500 a.C. - 800 d.C.). Sull’isola di Öland si possono inoltre visitare le possenti fortificazioni costruite dai Celti a Ismantorp, che risalgono al V secolo dell’era cristiana.


Le antiche chiese


L’avvento del Cristianesimo segnò anche l’avvio delle grandi opere monumentali destinate a durare nel tempo. In realtà, molte delle prime chiese, edificate nella maggior parte dei casi sui resti degli antichi altari pagani, furono costruite in legno, perché per l’introduzione dell’uso del mattone, più versatile della pietra, occorse attendere l’arrivo dei predicatori tedeschi.
Nei secoli XI e XII la pressione culturale e morale esercitata dagli ordini monastici e dai rappresentanti ecclesiastici spinse all’edificazione di monasteri e chiese. Tra i più antichi spicca il monastero di Alvastra, costruito intorno al 1140 a sud di Vadstena. La chiesa più interessante sotto il profilo architettonico costruita in questo periodo è quella in stile romanico ralizzata a Lund, consacrata nel 1145, che si presenta come una basilica con due torri gemelle; ma ancora prima, nell’XI secolo, a Sigtuna vennero edificate addirittura tre chiese, tra le quali si fa notare, per la bella volta, quella di San Pietro. 
In Svezia lo stile gotico, affermatosi a partire dal Duecento, prende il colore del mattone e segue un’interessante ispirazione all’architettura che si impone nello stesso periodo nel Nord della Germania; per questo motivo si parla, in riferimento a molte opere, di stile anseatico. Gli esempi più interessanti di chiese costruite in mattone in stile gotico sono la cattedrale di Strängnäs, a est di Stoccolma, e la chiesa di S. Pietro, costruita a Malmö. Non si può però trascurare in tal senso la cattedrale di Uppsala, la più grande di tutta la Scandinavia, che fu edificata sulla base di un progetto di un architetto francese: l’impronta del gotico francese è evidente, ma appare del tutto originale per l’impiego nella costruzione dei mattoni. Completa il quadro dell’architettura gotica svedese il grande insieme di chiese ricche di sculture medievali che si trova sull’isola di Gotland e in particolare nella sua capitale, Visby, che divenne a quei tempi una tappa fondamentale per i pellegrini diretti in Terra Santa.


Rinascimento e Barocco


Il castello di Kalmar (la località nel sud dello Smäland dove nel 1397 fu firmata la cosiddetta Unione di Kalmar), il castello di Vadstena (nelle vicinanze del Lago Vättern) e quello di Borgholm (sull’isola di Öland) rappresentano gli esempi più significativi dell’influenza esercitata sull’arte e l’architettura dal movimento di rinascita civile e culturale guidato da Gustav Vasa nel Cinquecento. È da notare, in tutte queste grandi opere in stile rinascimentale, la ricerca di magnificenza che fu costante nell’attività di Gustav Vasa, grazie anche al ricco bottino conquistato tramite la confisca delle proprietà della Chiesa nel 1527. 
L’imponente castello di Kalmar, circondato da mura e bastioni, fu edificato su un’isola dove esisteva, fin dall’anno 1000, un insieme di costruzioni religiose, fra cui una chiesa che fu poi completata alla fine del XVI secolo. Il castello di Vadstena, che deve la sua origine a un convento fondato nel 1346 da Santa Brigida, ricorda quello di Kalmar, mentre il castello di Borgholm appare totalmente originale: seppure seriamente danneggiato da un incendio all’inizio dell’Ottocento, mostra ancora oggi l’imponenza delle mura, che furono costruite alla fine del Cinquecento in sostituzione di un’antica rocca. 
All’architetto tedesco Nicodemus Tessin Il Vecchio (così detto per distinguerlo dal figlio, anch’egli architetto), che si recò nel Sud Europa più volte, si deve l’introduzione del Barocco in Svezia: gli elementi più rigorosi della tradizione architettonica locale si uniscono così ai caratteri di novità che provengono principalmente da Italia e Spagna. Sono opere disegnate da Nicodemus Tessin il castello reale di Drottningholm, costruito sull’isola di Lovön a partire dal 1662, e la cattedrale di Kalmar, costruita al centro della città vecchia intorno alla metà del 1600. A ben vedere, il castello di Drottningholm è piuttosto l’esito di una costante ispirazione al castello di Versailles, mentre la cattedrale di Kalmar rispecchia lo stile di una chiesa barocca italiana. In ogni caso, si ritrova abbondantemente in entrambe le opere il desiderio di sfoggiare opulenza e maestosità caratteristico del Barocco, che in Svezia si affermò con l’ascesa al trono della regina Cristina, figlia di Gustav II Adolfo. 
Nicodemus Tessin Il Giovane seguì l’insegnamento del padre a partire dalla fine del Seiceno. Mostrano così l’ispirazione allo stile Barocco le opere principali da lui progettate: il Palazzo Reale di Stoccolma, che sostituì il precedente distrutto dall’incendio del 1697, e due chiese a Karlskrona, la Fredrikskyrkan (completata nel 1744) e la Trefaldighetskyrkan (nel 1709).
 È da notare che nel XVII secolo, dopo innumerevoli distruzioni di interi agglomerati di abitazioni per opera di incendi, a Stoccolma fu proibito l’uso del legno per la costruzione delle abitazioni.


Rococò, Neoclassico e Romanticismo


Dopo una fase di transizione caratterizzata dall’affermazione dello stile Rococò, sostenuto da una nuova classe composta da commercianti e uomini d’affari che amavano prendere ispirazione dalla Francia, si verificò anche in Svezia quella ricerca di eleganza e maestosità che in tutta l’Europa continentale portò alla nascita dello stile Neoclassico. Sostenitore di questo stile fu Gustav III, con il quale, a partire dal 1771, la Corona divenne di nuovo ereditaria. 
Sotto il regno di Karl Johan, l’ex generale di Napoleone che fu invitato a guidare le sorti della Svezia nel 1812, il Paese conobbe un momento di prosperità, che diede impulso alla costruzione di grandi opere di interesse pubblico quali il canale di Göta (lungo 190 km). Nello stesso periodo fu edificata la Fortezza di Karlsborg (dove il canale di Göta sfocia nel Lago Vättern), un complesso di edifici racchiuso entro mura e fossati che a quei tempi divenne residenza della famiglia reale e oggi ha ancora importanza militare. L’origine francese del sovrano riuscì comunque a far sentire la propria influenza sull’architettura, che continuò a rispecchiare l’ispirazione al neoclassico svedese ma questa volta interpretato secondo un gusto francese; si affermò così il cosiddetto stile Impero e un ruolo importante nella sua diffusione fu svolto dall’architetto Fredrik Blom di Karlskrona, al quale si deve il progetto del palazzo Rosendal racchiuso nel parco di Djurgården a Stoccolma, area di caccia per la famiglia reale dal XVI al XVIII secolo.
Il periodo più felice per l’architettura e la cultura svedese in generale, il cosiddetto Romanticismo svedese, è rappresentato dagli ultimi due decenni dell’Ottocento, quando artisti come August Strindberg, Anders Zorn e Prince Eugene raggiunsero l’apice della loro fama e in campo architettonico si avvertirono gli effetti di una presa di coscienza del proprio patrimonio culturale: si iniziò a utilizzare prevalentemente il legno, materia prima svedese per eccellenza, in combinazione con il mattone per la costruzione di edifici caratterizzati da linee semplici e lineari. Il Municipio di Stoccolma, la cui costruzione terminò nel 1923, è l’esempio più significativo delle opere realizzate nel rispetto di questo nuovo stile. Merita però di essere segnalata anche la residenza di James Dickson, un ricco commerciante di origine scozzese che visse a Tjolöholm, a sud di Göteborg. Allo scopo di costruire una villa che mettesse in luce le proprie origini britanniche e fosse in grado, nello stesso tempo, di esaltare l’eleganza del Romanticismo svedese, Dickson organizzò addirittura un concorso di architettura, che fu vinto dal giovane Lars Israel Wahlmann, al quale si deve il magnifico progetto dell’intero villaggio di Tjolöholm, costituito da piccoli cottage bianchi e rossi costruiti in legno.


Il Funzionalismo


All’architetto Gunnar Asplund si deve la guida del Funzionalismo svedese, un movimento che si sviluppò, a partire dalla fine degli anni Venti, in campo architettonico ma che raccolse un forte consenso anche nel settore del design. La prima apparizione pubblica del Funzionalismo viene fatta risalire al 1930, quando si svolse la Fiera di Stoccolma progettata da Asplund in collaborazione con Gregor Paulsson. 
Caratterizza tutti gli edifici progettati da Asplund, semplici ma sofisticati al tempo stesso, l’uso prevalente di materiali di produzione industriale quali l’acciaio inossidabile e il cemento armato. Un esempio emblematico del tentativo di utilizzare materiali industriali in modo originale e innovativo è dato dalla sede del Tribunale penale di Göteborg, il Rådhus, i cui interni sono stati riammodernati da Asplund nel 1936: spiccano ascensori in vetro, fontane a forma di conchiglia e linee morbide e arrotondate realizzate con legno laminato. Il Funzionalismo continuò a dominare la produzione architettonica in Svezia fino agli anni Sessanta, riflettendo un’ostinata ricerca nell’ambito dei problemi sociali dell’abitare che ha prodotto anche tante schematizzazioni e ripetizioni. 
Nel secondo dopoguerra, anche in Svezia furono costruiti orrendi palazzi in vetro e senza alcun legame stilistico con quelli esistenti, seguendo l’ansiosa corsa verso la modernità che si verificò un po’ in tutta Europa. Tuttavia, già a partire dalla fine degli anni Settanta, si registrò un’inversione di tendenza con il recupero della capacità insita nella tradizione architettonica svedese di progettare gli spazi abitativi in relazione e armonia con gli spazi in cui si collocano. 
Non si può trascurare, infine, il successo di Ikea, la società svedese fondata nel 1950 che oggi vanta negozi di successo in tutta Europa, Nord America e Asia. Il design semplice e funzionale (ogni mobile deve poter essere assemblato nella casa di destinazione), ma nello stesso tempo confortevole e rassicurante, che caratterizza tutti i mobili e i complementi d’arredo proposti da Ikea affonda le proprie radici nelle proposte a quei tempi rivoluzionarie di Asplund. Una curiosità: il nome è un acronimo del nome del fondatore e dei nomi di due paesi situati nella sua zona di origine: Ingvar Kamprad Elmtaryd Agunnaryd.