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Architettura berbera

Le espressioni architettoniche berbere sono ben visibili soprattutto nel Marocco centrale e meridionale. È nelle vallate dell’Alto Atlante che si incontrano gli ksour – plurale di ksar, il termine che identifica il villaggio fortificato berbero – più spettacolari del Paese. Da lontano questi ksour, arroccati per lo più in cima alle montagne, assomigliano a dei castelli di sabbia rossa: hanno una struttura di base quadrata, cinta da mura inframmezzate da quattro torri di avvistamento, qualche volta merlate e decorate, che si ergono agli angoli della struttura di base. L’unico accesso è dato da una porta che conduce direttamente alla via centrale. All’interno delle mura si ha un vero e proprio paese fortificato che racchiude tutti gli edifici necessari per resistere a un assedio nemico. Le abitazioni – anch’esse di quel color ocra dato dal fango impastato e cotto al sole – si trovano a ridosso l’una dell’altra creando un intersecarsi di viuzze strette dove a malapena la luce del sole riesce ad aprirsi un varco. 
Simile allo ksar, anche se decisamente più piccola, è la casbah rurale, della quale si ha il massimo esempio nella celebre Route des Kasbahs (strada delle casbah), che si snoda all’interno della Valle del Dadès nell’Alto Atlante. Si tratta di residenze fortificate dei vari signori della zona che fornivano protezione a piccole guarnigioni e, in caso di attacco nemico, potevano diventare un ottimo rifugio per la popolazione del luogo.
Un’altra struttura architettonica tipica delle zone centrali e meridionali del Marocco è l’agadir, il granaio comunitario fortificato. Simbolo, come le casbah rurali, del perenne stato di conflittualità esistente tra le varie tribù, l’agadir è quasi sempre in posizione strategica: arroccato in cima alle rocce, sovrasta il villaggio sottostante per meglio dominare gli assalitori. All’interno di questa robusta struttura fortificata veniva nascosto il grano in caso di attacchi, ma venivano messi al riparo dal nemico anche oggetti di valore e scorte alimentari e, col passare del tempo, gli agadir assunsero sempre più la funzione di rifugio per donne e bambini dalle incursioni nemiche. Per questo motivo, spesso ospitano al loro interno piccole moschee, sale per le riunioni o generici luoghi di incontro. Un bellissimo esempio di agadir arroccato si ha nelle montagne dell’Alto Atlante, nel villaggio di Amtoudi.
testi di: Anna Prouse