Storia antica

 Il Sudafrica –  ma anche South Africa e Suid-Afrika, come lo Stato viene chiamato in inglese e in afrikaans – ha una storia molto complessa, in cui le vicende delle popolazioni autoctone si intrecciano con quelle dell’epopea della colonizzazione, prima olandese, poi boera e infine inglese.

Le prime civiltà

Le ossa umane trovate nel Transvaal, risalenti a tre milioni di anni fa, rilevano la presenza di ominidi nel Paese e dimostrano come questo sia stato una delle principali culle dell’umanità. A conferma di ciò, si sono trovati anche resti di Homo erectus, risalenti al Pleistocene (circa un milione di anni fa); sono invece databili all’Età del Ferro i primi insediamenti umani stabili e organizzati in Sudafrica, di cui si sono rinvenute parecchie tracce significative. I Boscimani, o San, fecero la loro comparsa circa diecimila anni fa; cacciatori-raccoglitori nomadi, furono autori di splendidi graffiti e pitture rupestri anche in questa parte dell’Africa Australe. Seguirono gli Ottentotti, o Khoikhoi (duemila anni fa), pastori nomadi che dal Botswana scesero verso sud e nel corso dei secoli celebrarono matrimoni misti con i San, dando luogo al gruppo dei Khoisan. Un nuovo popolo, i Bantu, sopraggiunse dal nord, insediandosi nell’attuale KwaZulu-Natal (III secolo d.C.); dediti all’allevamento e all’agricoltura, vivevano in villaggi stanziali e lavoravano il ferro e il rame. Tra il XII e il XV secolo si espansero nella Provincia Settentrionale, nel Guateng e nel Free State, convivendo pacificamente con i Khoisan e adottandone i click fonetici, ovvero suoni realizzati facendo schioccare le labbra e la lingua, attualmente comuni a tutte le lingue dell’Africa Australe.

Secondo la leggenda furono i Fenici i primi a circumnavigare l’Africa intorno al 1000 a.C., ma, secondo i documenti storici, furono invece i Portoghesi, che erano alla ricerca di nuove vie commerciali dirette in India. Le loro caravelle, infatti, doppiarono il Capo delle Tempeste, che fu chiamato Cabo da Boa Esperança (Capo di Buona Speranza), grazie all’ardimentosa impresa di Bartolomeu Diaz (fine del 1487); Vasco da Gama, invece, passò di qui nel 1497 per arrivare l’anno dopo in India.