Sudafrica

Superficie: 1.219.912 km
Popolazione: 49.052.489 ab 
Densità: 40 ab per kmq
Capitale legislativa: Città del Capo, sede del Parlamento, 3.500.000 ab 
Capitale giudiziaria: Bloemfontein, 370.000 ab 
Capitale amministrativa: Pretoria, sede del governo, 1.884.000 ab
Moneta: Rand (R) 
Lingue ufficiali: inglese, afrikaans, isiZulu, isiXhosa, seSotho, saLebowa, setswana, tshivenda, xitsonga, siSwati, isiNdebele
Religioni praticate: cristiana, animista, induista, musulmana 

Rainbow Nation (Nazione arcobaleno), la Repubblica multietnica e multiculturale del post-apartheid, è stata finalmente riscoperta dai viaggiatori provenienti da ogni parte della Terra che rimangono estasiati dinanzi alla bellezza straordinaria di questo «mondo in un solo Paese», unico per la fauna, i maestosi paesaggi, le spiagge infinite, le terre dei diamanti e il mosaico delle etnie. Per non parlare delle caleidoscopiche città: ne è un esempio Cape Town, una delle più belle e cosmopolite del mondo, dove sicuramente è stimolante vivere e da dove sarebbe bene iniziare il viaggio attraverso il Sudafrica, visto che Città del Capo è ben collegata all’Italia con voli comodi e frequenti e che costituisce senz’altro un atterraggio morbido, che permette un progressivo avvicinamento al «Continente Sudafrica» e alla sua realtà complessa e problematica.

Un viaggio da compiere sulle note di Nkosi Sikelele Africa (Dio protegga l’Africa), canzone in lingua xhosa, simbolo di lotta e di libertà, divenuta l’inno contro l’apartheid. Composta nel 1897 da Enoch Sontonga, insegnante nero di una scuola metodista, da allora è stata cantata, ed è cantata tuttora, dai Sudafricani, indipendentemente dal colore della loro pelle, che vogliono la pace e la convivenza civile nel loro Paese.

Fuori dal Sudafrica, ma dentro il Sudafrica, i minuscoli Lesotho e Swaziland per secoli hanno tessuto la loro storia intrecciandola con quella del loro grande e potente vicino, mantenendola comunque sempre separata e rivendicando orgogliosamente l’indipendenza delle loro terre. Ultimi regni autocratici dell’Africa, creati rispettivamente dai Basotho e dagli Swazi, sono incastonati tra montagne inespugnabili che hanno costituito per secoli una sorta di fortezza inafferrabile, difendendoli così dai nemici esterni, Boeri e Inglesi compresi che invano hanno tentato di conquistarli e dalla follia dell’apartheid. Da tempo si stanno aprendo a un progressivo processo di democratizzazione e di modernizzazione: i loro re, sempre molto amati, non hanno più potere assoluto come un tempo; a ogni modo tradizioni, usi, costumi e culture autoctone sono sopravvissuti nella loro completezza e senza contaminazioni, gioielli preziosi e patrimonio inalienabile di questi popoli. 

Viaggiare sulle strade del Lesotho e dello Swaziland consente di assaporare non solo una natura spettacolare fatta di foreste, pascoli e ardite montagne, dove è possibile visitare parchi nazionali di notevole interesse ambientale e faunistico, ma permette anche di entrare nel cuore palpitante e generoso dei Basotho e degli Swazi, e di conoscerne la complessa e fantasiosa esistenza.