Cucina Sudafricana

 La cucina è molto buona e sempre in evoluzione, grazie all’impegno di giovani cuochi che stanno elaborando una nuova cultura gastronomica: attualmente spicca la «cucina creativa sudafricana», in cui si coniugano i piatti tradizionali con le ricerche innovative e sperimentali, sempre improntate all’uso di prodotti freschi e genuini. I prodotti alimentari del Paese sono tutti di prima qualità e offrono una larga varietà di scelta; in più le varie etnie hanno contribuito ad arricchire la gastronomia sudafricana introducendo i piatti dei loro Paesi d’origine. In questo modo i sapori indiani si intrecciano con quelli mozambicani, malesi, indonesiani, cinesi, giapponesi, olandesi, francesi, inglesi e anche italiani. Molto singolare è la cucina malese di «Cape Malay», elaborata dalla comunità musulmana di Città del Capo. 

La gastronomia

Enormi bistecche, di ottima carne, trionfano sulle tavole dei bianchi, soprattutto su quelle degli Afrikaner, insieme a patate fritte o cotte al forno nella stagnola e verdure bollite. La cucina multietnica oltre ai piatti indiani, cinesi e del Sud-Est asiatico, ha poi introdotto delle singolari contaminazioni, non sempre condivisibili, come il pollo alla thailandese servito con salsa di miele. 

Di origine Afrikaner è il boerewor, salsiccia piccante campagnola fatta per il 90% di carne e per il 10% di grasso, come il biltong, sottili strisce di carne secca, il bredie, stufato di verdure e carne, e il potjiekos, un mix di verdure, carni e cereali cotti in una pentola nera poggiata su di un treppiede, come ai tempi dei pionieri. Da quei tempi lontani arriva anche il braai, barbecue con vari tipi di carne cotti alla griglia, fatto su un sostegno o in una buca e grande passione dei sudafricani bianchi.

Piatti delle comunità nere più comuni sono il mielie, polenta di mais servito con stufato di carne e verdure, che presso gli Zulu si chiama pap, e il riso con ragù di carne. Non mancano le pietanze a base di cacciagione (kudu, eland, bufalo, impala), che viene preparata al forno, alla brace, marinata o stufata. Molto diffuso anche il braised kudu in red wine sauce, brasato di kudu (grande antilope) in salsa di vino rosso, che ha un sapore molto simile a quella del cervo. Buona è anche la carne di coccodrillo, il cui gusto ricorda quello del pesce; molto apprezzata è la sua coda affumicata e servita con salsa di limone. È amata anche la carne di struzzo, simile a quella del tacchino e priva di colesterolo; impareggiabili le frittate preparate con le sue enormi uova, ognuna delle quali è pari a 24 di gallina. Per i palati pronti a tutte le sperimentazioni ci sono i mopane worm, bruchi lunghi 7/8 cm che vivono negli alberi del mopane e che vengono cucinati in umido o fritti. 

I ristoranti sono quasi sempre di buon livello e il conto non è mai salato. Si va dai locali semplici a quelli più raffinati: Take-away, self-service, pub, tavole calde, ma anche cene a lume di candela con porcellane e posate d’argento nei ristoranti più esclusivi. Nel conto non è incluso quasi mai il servizio, per cui si deve lasciare almeno il 10% di mancia.