Shopping in Sudafrica

Norme restrittive regolano in Italia l’importazione illegale di souvenir di animali e prevedono pene severe, fino a tre anni di reclusione. Questo non significa che non si deve comprare nulla. Anzi. Le occasioni per lo shopping non mancano, visto il creativo e fantasioso artigianato locale.

L’artigianato locale

Secondo le usanze africane, che vengono rigorosamente osservate anche nell’artigianato, vi è una netta divisione di compiti fra uomini e donne: i primi lavorano il legno, scolpendolo e intagliandolo mirabilmente, e intrecciano cesti con fibre differenti; le seconde creano ceramiche, monocrome e colorate, e ornamenti in perline variopinte, il cui disegno, colore e disposizione hanno precisi significati simbolici. Molto creativo e pregiato, l’artigianato è venduto a prezzi bassi, in particolare nei mercatini che si tengono lungo le strade nei pressi di luoghi turistici e nelle città principali. Di buona fattura sono anche le pellicce di karacul (ottenute da pecore dal corto pelo arricciato importate nell’Ottocento dall’Asia Centrale), le borsette, le cinture, i portafogli di coccodrillo e di struzzo, i gioielli d’oro con diamanti e tormaline, gli arazzi e le tovaglie ricamate a mano. 

L’Association of Potters of Southern Africa (APSA), costituitasi nel 1972, raccoglie i più celebri ceramisti del Paese, di cui promuove le opere, organizza esposizioni e seminari.

Sono numerosi i mercati delle pulci e i negozi di antiquariato, dove si possono scoprire pezzi d’epoca, in particolare di fine Ottocento, liberty e deco, a prezzi decisamente convenienti.

Assolutamente da comprare, anche perché costano davvero poco e sono bellissime, le khangas, stoffe stampate con i ritratti di uomini politici sudafricani (Mandela compreso), con gli stemmi e le bandiere delle formazioni politiche e le riproduzioni di date e di manifesti riguardanti eventi sociali e storici. Si tratta di enormi parei che le donne usano per farne dei vestiti. 

Prezzi e tasse

L’Iva qui è chiamata Value Added Tax (VAT) ed è pari al 14%; viene applicata su tutti i prezzi delle merci e dei servizi. I turisti stranieri possono richiederne il rimborso, per i beni acquistati che abbiano un valore superiore ai 250R, prima della partenza negli appositi uffici degli aeroporti internazionali, dei porti e degli uffici doganali. 

Occorre conservare gli scontrini e le ricevute rilasciate dai negozi (ricordarsi di richiederli ai negozianti), compilare l’apposito formulario e esibire le merci comprate.