Eastern Cape - Gran Karoo

Il nord è caratterizzato da paesaggi montani, picchi rocciosi, ma anche dalle assolate e brulle distese del Gran Karoo, la vasta area geografica che occupa gran parte dell’altopiano sudafricano e che raggiunge, con i suoi spazi sterminati, anche questa zona della Provincia del Capo Orientale. Regione fuori dalle consuete rotte turistiche, merita una visita per le sue cittadine storiche, testimoni di grandi eventi del passato e legate all’epopea dei Trekboer che si spinsero fin quassù nella seconda metà del Settecento, il Mountain Zebra National Park, e ancora per i panorami strepitosi della Valley of Desolation e la casa-museo della singolare artista Helen Martins a Nieu Bethesda.

La N10 punta decisamente verso nord dopo il bivio con la N2, 36 km a est di Port Elizabeth. Superato l’Addo Elephant National Park si sale progressivamente fino a Cookhouse (115 km); qui si imbocca il bivio per Somerset East (24 km) situata ai piedi dei boscosi monti Bosberg (1600 m). La cittadina, attorniata da ruscelli e cascate, possiede lussureggianti giardini ricchi di fiori e di querce, e presenta numerosi edifici d’epoca, vittoriani e georgiani. Distante pochi chilometri si estende la Riserva Naturale di Bosberg: 2000 ettari di fynbos, boschi di stinkwood, arbusti, praterie e burroni.
Ritornati a Cookhouse, si continua con la N10 per 90 km, fino a Cradock, centro principale delle Midlands dell’Eastern Cape, dall’interessante patrimonio culturale. Animato centro agricolo sul fiume Great Fisch, sorse come avamposto militare nel 1813; nella parte centrale si trova la sontuosa chiesa (1867), copia fedele di St. Martin’s in the Fields di Londra. La Olive Schreiner House Museum fu la dimora della nota scrittrice, autrice del celebre Story of an African Farm, che trascorse qui parte della sua vita (tel. 8815251. Orario: lunedì-venerdì 8-12.45 e 14-16.30.


Usciti dalla cittadina e percorrendo la R61 in direzione ovest, dopo 10 km si imbocca la strada bianca che conduce al Mount Zebra National Park (8 km). Nei suoi 6536 ettari, immersi in una natura rocciosa di travolgente bellezza con olivi selvatici e sweet thorn (un tipo di acacia), vivono 200 zebre di montagna (animale a rischio di estinzione) che si differenziano dalle altre per la loro statura inferiore, il naso marrone-rossiccio e per un frammento di pelle che pende sotto la gola denominato pagliolaia; sono presenti, inoltre, vari tipi di antilopi, il caracul, piccolo predatore simile alla lince, e 220 specie di uccelli. Il parco è attraversato da agevoli strade sterrate, di cui la Rooiplatz Route è la più spettacolare; ma si può visitare anche a piedi percorrendo il Mountain Zebra Trail, un sentiero di 26 km che si percorre in almeno 3 giorni di cammino.

Seguendo il tracciato della R61 si raggiunge in circa 90 km Nieu-Bethesda, minuscolo e remoto villaggio costituito da poche case e ancora legato ai ritmi lenti e arcaici dei paesini di campagna di un tempo. Situato al centro del Gran Karoo, la sua celebrità è dovuta all’opera di Helen Martins (1898-1976): l’artista allestì qui un centro di ricerca di arti plastiche, dove si trovano le opere da lei realizzate durante la sua lunga esistenza; le sue creazioni, prevalentemente sculture, sono all’interno della Owl House (Casa del Gufo), dove visse (Orario: tutti i giorni 9-17. Ingresso: 20R). Rifugio di artisti, Nieu-Bethesda possiede gallerie d’arte e gradevoli caffè un po’ bohemien; il Village Inn Tea and Cofee Shop prepara torte golose e semplici piatti e, inoltre, funge da ufficio turistico: il suo padrone è in grado di trovare una sistemazione per dormire.
Si prende la N9 e ci si dirige verso sud: in soli 49 km si è a Graaff-Reinet (40.000 abitanti). Questa gradevole cittadina, la quarta del Paese per antichità tra le città fondate da Europei, è posta ai piedi dei monti Sneeuberg, all’interno della Riserva Naturale del Karoo e racchiusa da un’ansa del Sundays River; è sormontata a sud-ovest dallo Spandau Kop, esempio tipico dei koppies di questa regione. Situata a 751 m di altezza, deve il suo nome al governatore del Capo Van der Graaff e a sua moglie Reinet; il governatore, infatti, la fondò nel 1786 come avamposto all’interno di un’area particolarmente turbolenta, dove i Trekboer si scontravano continuamente con i Khoisan e gli Xhosa. Divenne successivamente (1824-40) una tappa importante della migrazione e dell’espansione dei Voortrekker in direzione nord. Chiamata la «Gemma del Karoo», ha conservato la sua atmosfera ottocentesca di borgo rurale; grazie ai suoi 220 palazzi storici, dichiarati monumento nazionale, è una sorta di museo all’aperto che riporta al passato. Graaff-Reinet è attraversata da Church Street, dove si affaccia, a nord, la Grootkerk (1866), Chiesa Riformata Olandese in stile neogotico; dietro vi sono il Municipio e, su una collina, il Magazzino delle polveri da sparo (1831). La Reinet House (1812), mirabile esempio di architettura olandese del Capo e un tempo casa parrocchiale, è oggi un museo dove è possibile ripercorrere la storia della città e visitare una pregevole collezione di mobili del XVIII secolo (Murray St. Orario: lunedì-venerdì 9-12.30 e 14-17, sabato 9-12, domenica 10-12. Ingresso: 5R). La Old Residency è una bella residenza che presenta una vasta raccolta di armi da fuoco (Parsonage St. Orario: lunedì-venerdì 9-12.30 e 14-17, sabato 9-12, domenica 10-12. Ingresso: 5R). La Old Library, invece, possiede raccolte di libri e fotografie rare (Cnr Church & Somerset St. Orario: lunedì-venerdì 9-12.30 e 14-17, sabato 9-12, domenica 10-12. Ingresso: 5R).
Nelle immediate vicinanze si estende la Karoo Nature Riserve, 16.000 ettari di veld di montagna; ovunque prosperano le tipiche piante succulente del Karoo, che offrono riparo a innumerevoli uccelli. La Valley of Desolation, situata nella parte occidentale della riserva, dichiarata monumento nazionale (1935), è caratterizzata da guglie e cupole rocciose di dolerite; numerosi sono i trekking e i belvedere all’interno di questo spettacolare ambiente e vi si accede mediante una ripida e vertiginosa strada asfaltata lunga 18 km.

 

testi di: Pietro Tarallo