Eastern Cape - La terra degli Xhosa

Gli Xhosa comprendono un insieme di tribù di origine Nguni, che, provenienti dal KwaZulu-Natal, dopo aver attraversato il fiume Kei, si insediarono in questi territori all’inizio del XVII secolo. Nel Settecento tentarono a lungo di contrastare l’invasione dei loro territori da parte dei coloni bianchi (Boeri); le guerre durarono dal 1779 fino al 1878: un secolo di eccidi e di razzie. A tutto questo bisogna aggiungere la pressione ideologica esercitata sugli Xhosa da parte dei missionari cristiani che, attraverso la loro opera di evangelizzazione, mutarono i riti e i costumi di questo popolo, favorendo così la sua integrazione nella società dei bianchi, che usarono  gli Xhosa come mano d’opera agricola.
Nel 1840 il capo Sandile riuscì a unificare tutti i gruppi xhosa sotto il suo comando e li guidò nell’estrema lotta per la difesa dei loro territori e della loro cultura. Durante il suo regno si verificò il «grande sacrificio del bestiame» (1857): una sorta di suicidio di massa degli Xhosa che ubbidirono alle parole profetiche di Nongqawuse, una giovane maga e indovina che predicava la distruzione del bestiame e dei raccolti; la donna sosteneva di aver saputo dagli spiriti che solo con questo estremo sacrificio gli dei si sarebbero placati e avrebbero cacciato i bianchi in mare. Il risultato fu catastrofico: 30.000 Xhosa morirono di fame, 30.000 dovettero emigrare per sopravvivere e gli altri 30.000 rimasero sui loro territori ormai del tutto sottomessi ai bianchi.
 

testi di: Pietro Tarallo