Johannesburg - Northern Suburbs

Ghetti dorati, township di lusso, i quartieri settentrionali accolgono circa 600.000 abitanti fra bianchi e neri che contano e che possono vantare almeno un reddito di oltre 25.000R al mese. La loro è una vita blindata, trascorsa tra un centro commerciale sorvegliato dalla polizia privata e un’automobile a prova di proiettile e chiusi dentro a ville lussuose circondate da muri altissimi e da reticolati di filo spinato percorsa dall’alta tensione; dovunque, infatti, si vedono cartelli con la scritta «iswazi/ranger» e l’inconfondibile teschio con le ossa incrociate e altri con scritto «Security Armed Response» (risposta armata). Non ci sono dubbi, qui «chi tocca muore» e se qualcuno riesce a superare le difese può essere freddato da un colpo di pistola di uno dei numerosi solerti guardiani in servizio 24 ore su 24 o può venire sbranato dagli immancabili pitbull o rottweiler sguinzagliati nei giardini delle ville. I proprietari vanno in giro tutti armati fino ai denti, ossessionati dal terrore di essere derubati, rapiti o assassinati.
Sandton è il quartiere-vetrina della città, tutto marmi, cristalli, fontane e torri neorinascimentali: protagonista incontrastato è il mega shopping center con le vetrine di Gucci, Louis Vuitton, Christian Dior, Versace. Fotocopia di Sandton è Rosebank, dove si riproduce lo stesso modello edile lussuoso e consumista.
Nel quartiere residenziale di Lower Houghton, tra viali di jacaranda e di acacie, sorge la villa di Nelson Mandela, al numero 4 di 13th Avenue. Ma non ci sono solo shopping center e dimore fastose: gli Zoological Gardens consentono di ammirare tutte le specie animali esistenti nel Paese, compresi i «big five», accolti all’interno di un vasto parco (Jan Smuts Av. Orario: tutti i giorni 8.30-17. Ingresso: 10R).
Vicino allo Zoo, il Museo Sudafricano di Storia Militare raccoglie cannoni, divise e armi delle varie guerre combattute in Sudafrica e di quelle mondiali (Jan Smuts Av, tel. 6465513. Orario: tutti i giorni 9-16.30. Ingresso: 5R). Il Bernberg Museum, invece, ricostruisce il bizzarro cammino della moda femminile dal Settecento in poi (Jan Smuts Av, tel. 3397170).
 

testi di: Pietro Tarallo