KwaZulu-Natal - Battlefields Route

Le Midlands, e in particolare la zona del Thukela, sono state teatro di alcune tra le più significative e sanguinose battaglie verificatesi nel corso di oltre 200 anni di storia sudafricana. Su queste dolci e amene colline e in queste verdeggianti pianure i Voortrekker dovettero affrontare le armate zulu per impossessarsi dei loro territori; in seguito gli Zulu si scontrarono anche contro il potente esercito inglese e sempre qui divamparono i combattimenti mortali della Guerra Anglo-Boera. L’area dei campi di battaglia è nota anche per la strenua resistenza opposta dagli Afrikaner alla colonizzazione imperialistica britannica durante le guerre fra Boeri e Inglesi. Pagine di storia luttuose, dense di eroici e disperati episodi, costellate da un numero incredibile di morti, che dimostrano ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, come in Sudafrica lo strapotere dei colonizzatori bianchi abbia violentato questa terra, distruggendo e schiavizzando i suoi popoli nativi.

Questa parte del KaZulu-Natal, che si trova alle sorgenti del Tugela River (Il Sorprendente) e a est del Drakensberg, può essere visitata partendo da Pietermarizburg e toccando le principali località legate a tali avvenimenti storici; si tratta di luoghi che sono ben segnalati e posseggono monumenti e musei che ne ricostruiscono le vicende.
Le cittadine
Da Pietermaritzburg in 94 km con la N3 si raggiunge Estcourt, importante centro di allevamento del bestiame; qui fu eretto nel 1874 il Fort Dunford, per proteggere la cittadina dagli assalti degli Zulu, in cui è stato allestito un museo con documenti e oggetti dell’epoca e la ricostruzione di un villaggio zulu (Orario: lunedì-sabato 9-12 e 13-16).
Continuando sulla N3 in direzione nord, dopo 47 km, si incontra il bivio che conduce a destra a Ladysmith e a sinistra a Spioenkop. La collina di Spioenkop si eleva a 12 km dal bivio: completamente isolata, è un monumento solenne a un inutile eccidio e a un insensato sacrificio umano.
Ladysmith, a 11 km dal bivio sulla N3, fu così chiamata in onore di Lady Juana Maria de los Dolores, consorte di sir Harry Smith, governatore di Città del Capo. La cittadina subì un lungo assedio, durato 118 giorni (2 novembre 1899-28 febbraio 1900), da parte delle truppe boere, che tennero in scacco le forze inglesi, decisamente superiori numericamente e come potenza di fuoco. Il Siege Museum, allestito nella Market House (1884), dove furono immagazzinate le derrate alimentari per sopravvivere all’assedio, fa rivivere con documenti e oggetti quei mesi terribili (Cnr Murchison & Queen Sts, tel. 0361/22231. Orario: lunedì-venerdì 9-16, sabato 9-13. Ingresso: 2R).
I resti dello Zulu Fort si trovano in Cnr King St & Settlers Dr, all’interno della sede della polizia; il forte era stato edificato per impedire le incursioni degli impi zulu.
Dopo Ladysmith, lasciando la N3 e percorrendo la N11 per 29 km, si arriva al bivio per Dundee, gradevole cittadina raccolta sulla R33 (30 km), che deve il proprio nome al suo presunto fondatore: pare, infatti, che l’abbia fondata un colono nativo di un paesino nei pressi dell’omonima città scozzese. Il Talana Museum, a circa 2 km dal centro sulla strada per Vryheid, è un interessante e composito complesso di musei attorniato da alberi secolari (tel. 22654. Orario: lunedì-venerdì 8-16.30, sabato 10-16.30, domenica 12-16.30. Ingresso: 8R). Testimonianza delle lotte fra Zulu, Boeri e Inglesi, conserva alcuni edifici e negozi storici della città e illustra inoltre gli aspetti della locale industria del carbone, grazie anche alla ricostruzione di una miniera; attorno vi sono le tombe dei soldati britannici caduti durante la Guerra Anglo-Boera e la Miner’s Rest Tea Garden (tel. 21794), casa vittoriana trasportata qui nel 1988 da Newcastle.

Tra i campi di battaglia
Seguendo i cartelli stradali recanti il disegno di un cannone, si raggiungono i vari campi di battaglia. Il primo che si incontra è il Isandlawana, 70 km a sud-est di Dundee, vicino alla R68: qui venne combattuta un’aspra battaglia (22 gennaio 1879) che costò la vita a migliaia di soldati inglesi e zulu. La vittoria questa volta toccò agli Zulu, numericamente superiori (25.000), che ebbero la meglio grazie all’effetto sorpresa, in quanto attaccarono all’improvviso la postazione britannica. L’Isandlawana Interpretive Center conserva testimonianze di quell’epico scontro, mentre le tombe dei caduti si allineano alla base della parete di roccia che sovrasta il campo di battaglia (tel. 034/2710634. Orario: lunedì-venerdì 8-16; sabato-domenica 9-16. Ingresso: 6R).
Rorke’s Drift, invece, è 42 km a sud-est di Dundee e a 7 km dall’Isandlawana; il Rorke’s Drift Interpretive Center ricorda l’assedio effettuato, dopo la battaglia di Isandlawana, da 4000 Zulu nei confronti di 100 soldati britannici, che questa volta resistettero tutta la notte, finché non giunsero altre forze in loro aiuto (tel. 6421687. Orario: lunedì-venerdì 8-16, sabato-domenica 9-16. Ingresso: 6R).
Non si ricordano solo eccidi e morti: una pagina di vita e di luminosa creatività è scritta dall’Umpumulo Handcraft Center, dove sono esposti splendidi arazzi e tappeti tessuti a mano dagli 80 artigiani che lavorano nell’Arts and Crafts Center, creato dall’Evangelican Lutheran Church (tel. 6421627. Orario: lunedì-venerdì 8-16, sabato-domenica 10-15).

I musei di guerra
Il Blood River Museum è situato 20 km a sud-est dalla R33 e lo si raggiunge con un tratto di strada non asfaltata; in questa spianata solitaria, dove è stato combattuto uno degli scontri più sanguinosi avvenuti fra Boeri e Zulu, è stata ricostruita accuratamente la Blood River Battlefield. Vi sono 64 carri in bronzo, disposti in cerchio come allora, e alcuni cannoni, riproduzioni fedeli di quelli usati dai Voortrekker nella battaglia sacra alla memoria degli Afrikaner. Su questo fiume, che appunto si colorò del rosso del sangue di migliaia di morti, i Voortrekker sconfissero l’esercito zulu (16 dicembre 1838), composto da 12.000 uomini, e ne uccisero 3000. La vittoria fu considerata espressione del volere divino, in base al quale Dio aveva affidato ai Boeri il compito di conquistare e civilizzare questo Paese, diffondendovi la parola del Signore a qualsiasi costo; loro erano il «popolo eletto» e finalmente avevano raggiunto «la terra promessa», come stava scritto nella Bibbia. Da questo episodio venne fatta discendere successivamente la giustificazione religiosa e storica del regime dell’apartheid, espressione di una perversa manipolazione ideologica. Oltre al lager, si può visitare un piccolo museo (tel. 6321695. Orario: tutti i giorni 8-17. Ingresso: 8R). A 3 km di strada fangosa, che si dispiega attraverso i campi, è posto lo Zulu Museum, la risposta zulu alla protervia vessatrice dei Boeri: si tratta di una struttura circolare con due abitazioni tradizionali; all’interno sono esposti oggetti della cultura zulu e grandi scudi bianchi e neri, simili a quelli usati dagli impi (soldati zulu), sono effigiati sulla parete esterna, rivolta in direzione dei carri boeri che si intravedono lugubri nella pianura (Orario: tutti i giorni 8-17. Ingresso: 8R).

Le colline del carbone
Ritornando sulla N11 si possono visitare altri luoghi storici. A 73 km da Dundee, fra miniere di carbone a cielo aperto, si trova Newcastle, dove sorge il Fort Amiel Museum, che, edificato dagli Inglesi nel 1876 e situato fra Fort St e Allen St, conserva cimeli della Guerra Anglo-Boera (tel. 27211. Orario: lunedì-venerdì 10-16, sabato 9-13).
Dopo 40 km si incontra O’Neill’s Cottage, dove si svolsero le trattative di pace fra i rappresentanti dei Boeri e quelli degli Inglesi; oggi vi è un piccolo museo con documenti e fotografie dell’epoca (Orario: lunedì-venerdì 10-16, sabato 9-13).
Ancora 10 km e si è a Majuba Hill, un altro luogo caro agli Afrikaner: su questa collina, infatti, gli Inglesi furono sconfitti dai Boeri (1881); sulla sua sommità sorge il Majuba Battlefield Museum, che espone documenti e bandiere del tempo (tel. 01773/51962. Orario: lunedì-venerdì 10-16, sabato 9-13. Ingresso: 7R).

testi di: Pietro Tarallo