KwaZulu-Natal - Durban

In lingua zulu Durban viene chiamata eThekwini, che significa «il luogo dove la terra incontra l’oceano». Terza città del Sudafrica (3.600.000 abitanti), il 73% della sua popolazione è formato da neri, il 16% da Indiani e l’11% da bianchi. Mare, surf, attività sportive, oltre 6 km di spiagge dorate, una travolgente vita notturna, laboratori artigiani, mercati animati, bazar dai penetranti profumi di spezie e di incenso, teatri con spettacoli d’avanguardia e produzioni etniche, gallerie d’arte, ristoranti con tutti i patti del mondo: questo è il cocktail esplosivo e sensuale di Durban, dove l’India pare dietro l’angolo.
Come nel passato, la città continua ad attirare i vacanzieri del Paese, anche perché la criminalità è stata arginata, la situazione è sotto controllo, il centro non è divenuto un ghetto nero off-limits come a Johannesburg, le sue acque sono tiepide, vi splende il sole per 230 giorni l’anno e il suo clima è sempre mite, anche se in estate fa molto caldo e l’umidità è elevata. Le sue onde sono famose fra i surfisti di tutto in mondo, che arrivano anche dall’Australia e dalla Nuova Zelanda con le loro tavole per cavalcare the big tube, l’onda più grande e più alta.
La posizione della città, in riva all’Oceano Indiano, equidistante dall’Europa e dall’Asia, ha da sempre favorito la sua economia: nel suo porto naturale (Natal Bay), dove sono occupate 6000 persone, arrivano ogni anno 5000 navi da ogni parte del mondo e vengonoo movimentati circa un milione di container all’anno, con un aumento annuale del 10%; il traffico portuale corrisponde al 65% di quello di tutto il Sudafrica.

Un po’ di storia
Da quando venne scoperto da Vasco da Gama, Port Natal fu rifugio di pirati, avventurieri e mercanti di schiavi per quasi tre secoli; solo nel 1824 gli inglesi Henry Fynn e Francis Farewell posero qui la loro base commerciale, dopo avere avuto l’autorizzazione da Shaka. Attorno a questo primo nucleo, nel 1835 si formò una vera e propria cittadina, che venne chiamata Durban in onore del governatore della Colonia del Capo di quel tempo. Successivamente anche i Boeri, che riuscirono a sconfiggere gli Zulu, occuparono gran parte del Natal (1840) e si impadronirono della città, dopo aver vinto gli Inglesi nella battaglia di Congella (1842) sotto il comando di Andries Pretorius. L’anno seguente Durban venne riconquistata dal giovanissimo Dick King e l’intero Natal ritornò sotto il controllo britannico (1844). Con l’arrivo degli Indiani (1860) la città cambiò volto e,  grazie anche all’operato di Mohandas Gandhi che era giunto a Durban nel 1893, fu al centro di movimenti e lotte politiche per il riconoscimento dei diritti civili sia di questa comunità sia di quella nera e contro le discriminazioni razziali già allora presenti.

Golden Mile
Tutta la città gravita attorno a Marine Parade, il lungomare che corre parallelo alla grande spiaggia ed è contornato da grossi alberghi, grattacieli, ristoranti e locali notturni; l’elegante e animata promenade continua verso sud con Erskine Parade fino a The Point, che chiude la Natal Bay, e verso nord con Snell Parade. Il centro è attraversato da tre grandi strade parallele, Commercial Rd, Pine St e West St, mentre il quartiere indiano si estende fra Grey St e Victoria St.
Scenografica e spettacolare, la passeggiata a mare è il palcoscenico rutilante della città: oltre 6 km da Blue Lagoon alla foce dell’Umgeni River, fino a Addington e a The Point; giardini curatissimi, alberi, altissime palme, siepi potate alla perfezione e aiuole dai coloratissimi fiori si alternano a fontane, bar all’aperto e pavimentazioni a mosaico. Cinque moli si protendono nel mare scandendo gli spazi infiniti della lunga spiaggia color biscotto con le alte onde dove fare surf e le reti antisqualo tra cui nuotare tranquillamente. Da nord a sud le principali attrazioni sono l’Umgeni River Bird Park, che possiede alcune voliere dove vivono 3000 specie di uccelli (490 Riverside Rd, tel. 5794600. Orario: tutti i giorni 8.30-17. Ingresso: 10R); il Bartolomeu Diaz Monument, monumento donato dal Portogallo in ricordo del grande navigatore che approdò anche qui (North Beach); lo Snake Park, che ospita 80 delle 140 specie di serpenti esistenti in Sudafrica (Snell Promenade, tel. 3376546. Orario: tutti i giorni 8.30-17. Ingresso: 10R); il Funworld, un frequentatissimo parco di divertimenti con funicolare panoramica.
I Rickshaw Rides stazionano quasi sempre nel tratto di Lower Marine Parade, dinanzi all’Hotel Holiday Inn; furono introdotti nel 1893 dal magnate dello zucchero Sir Marshall Campbell perché portassero sua moglie a fare shopping e ora sono un’attrazione turistica. Gli uomini-cavallo non faticano più come un tempo e sono divenuti una nota di folklore; si vestono come antichi guerrieri zulu con complicati e alti copricapo, decorati e coloratissimi come i loro risciò. Procedendo in direzione sud si trovano il Sea World, dove si possono ammirare il mondo sottomarino e spettacolari esibizioni di delfini (2 West St, tel. 33773536. Orario: tutti i giorni 9-21, show 10-11.30-14-15.30-17. Ingresso: 15R), e il Military Museum.

Victoria Embankment
Il largo e alberato boulevard che corre lungo la parte nord della Natal Bay, dove si trovano le attrezzature portuali, si chiama Victoria Embankment. Gran parte del porto (Point Waterfront) è stato ristrutturato e dotato di ristoranti, caffè, boutique, musei, mercati all’aperto, jazz club, hotel e altre attrazioni; ma si tratta di un progetto ancora in fase di attuazione.
Il primo monumento che si incontra è il Vasco Da Gama Clock: posto nel parco, è un padiglione sormontato da un orologio, donato dal governo portoghese nel 1897 per commemorare l’anniversario dell’impresa che portò il grande navigatore fino all’India e a scoprire anche le coste del Natal (1497). Il Natal Maritime Museum ricostruisce la storia marinara del Paese ed espone vari tipi di imbarcazioni sulle banchine del porto (Maritime Place, tel. 3006324. Orario: lunedì-sabato 8.30-16, domenica 11-16. Ingresso: 5R). L’Old House Museum, invece, è una dimora ottocentesca restaurata dove visse il primo capo del governo del Natal (31 St. Andrews St, tel. 3006250. Orario: lunedì-sabato 8.30-16, domenica, 11-16. Ingresso: 5R). Lo Sugar Terminal, infine, si visita con l’aiuto di guide esperte, che spiegano la storia dello zucchero nel Paese (57 Maydon Rd, Maydon Wharf, tel. 3010331. Orario: tutti i giorni 8.30-10-11.30-14. Ingresso: 10R).

City Center
The Old Station Building è il simbolo del centro cittadino: costruita nel 1894 e completata nel 1898, la vecchia stazione ferroviaria è un edificio massiccio sormontato da cupole in rame, che ricorda le coeve costruzioni londinesi. Appena si entra, si incontra il busto in bronzo di Gandhi, che a Durban esercitò la professione di avvocato; lo scalone conduce al primo piano, dove si trovano l’Ufficio del Turismo e alcune gallerie d’arte e di artigianato (160 Pine St, tel. 3044934).
La Durban City Hall, in stile edoardiano neobarocco, è opera di Stanley Hudson (1910): una scalinata porta all’ingresso, preceduto da un pronao neoclassico; tutto il complesso è arricchito da numerose sculture (West St, tel. 3006911). Al suo interno, dove si trovano anche un Café Shop e un Gift Shop, sono allestiti due musei: la Durban Art Gallery, una delle più note del Paese e la seconda del Sudafrica per grandezza e per numero di opere esposte (tel. 3006212. Orario: lunedì-sabato 8.30-16, domenica 11-16. Ingresso: 5R), e il Natural Science Museum, nelle cui sale ottocentesche dominano teste di elefanti e giraffe imbalsamati e le ricostruzioni di un Tyrannosaurus rex e dei maggiori ecosistemi del Paese (tel. 3097559. Orario: lunedì-sabato 8.30-16, domenica 11-16. Ingresso: 5R).
L’Old Court House Museum ospita oggetti che risalgono alla vita quotidiana e ai fatti storici del passato del KwaZulu-Natal (Cnr Aliwal & Smith St, tel. 3006241. Orario: lunedì-sabato 8.30-16, domenica 11-16. Ingresso: 5R).
Il KwaMuhle Museum, ordinato in un vecchio edificio, ricostruisce i tempi bui dell’apartheid e allestisce mostre temporanee sulla cultura locale; sono esposti i famigerati pass che ogni nero doveva portare con sé e gli shanty, le baracche delle township (130 Ordnance Rd, tel. 3006130).
La Campbell Collection comprende opere di artisti neri sudafricani, artigianato zulu, mobili e oggetti dello stile Cape Dutch, utilizzato anche per la realizzazione dell’edificio (220 Marriott Rd, Berea, tel. 2073432. Orario: lunedì-sabato 8.30-16. Ingresso: 15R). I giovani artisti locali esprimo la loro creatività ormai da alcuni anni realizzando dei murali sui diritti umani in Pine St, Walnut Rd e Old Fort Rd.

I quartieri etnici
Appena superato l’incrocio fra Grey St e Commercial Rd, si entra nel cuore del vecchio quartiere indiano, profumato di curry, dove le moschee si alternano ai templi indù. La Juma Musjid Mosque (Grey St, tel. 3041518), la più grande moschea dell’Africa Australe, fu costruita nell’Ottocento dai musulmani immigrati in città; può contenere fino a 5000 persone e viene frequentata solo da uomini, perché le donne pregano nelle case.
Il Durban Cultural & Documentation Center (Cnr Epsom Rd & Derby St, tel. 3097559) documenta la storia e i costumi della comunità indiana della città, mentre la Biblioteca dedicata a Gandhi (138 Queen St) conserva i documenti del Mahatma, che qui iniziò la sua attività politica di pacifista. La Colombo Tea & Coffee House (465 West St), invece, è una residenza vittoriana sfuggita alla speculazione edilizia che ha in parte trasformato il centro storico; nelle sue antiche stanze si vendono infusi, miscele, tè e caffè provenienti da tutto il mondo.
Tutti i misteri, profumi, sapori e odori d’Oriente sono racchiusi in un edificio rosa e viola nel cuore del quartiere commerciale indiano: il Victoria Market. Il grande mercato, eretto nel 1880, è stato ricostruito nel 1992 secondo lo stile originale (Cnr Victoria St & Grey St, tel. 3064021. Orario: lunedì-venerdì 6-18, sabato 6-14, domenica 10-14).
A mezz’ora d’automobile sorge il Temple of Understanding (Chatsworth, tel. 433328): eretto nel 1985, è dedicato al dio Krishna, venerato dalla setta indù degli Hare Krishna (i famosi Arancioni), particolarmente diffusa tra la comunità indiana della città.

I dintorni
Alle spalle della città, in direzione est, si pare una regione mossa da rilievi dolci e verdeggianti, punteggiata di villaggi zulu: è il primo incontro con questo popolo, fiero e ardimentoso, che merita di essere scoperto nella sua dimensione più naturale, lontano dalla vita incalzante di Durban.
Il PheZulu Safari Park, nelle Botha’s Hill, sulla R103 (16 km), è una replica di un villaggio zulu dove si può assistere alle danze tradizionali e apprendere gli usi e costumi di questa popolazione (5 Old Main, tel. 7771405. Orario: tutti i giorni 9-16, show 10-11.30-13.30-15.30. Ingresso: 15R). La Valley of 1000 Hills si trova nella Umgeni Valley, che si estende a est della città fino alla Nagle Dam, e vi si arriva procedendo per 30 km sulla strada per Pietermaritzburg; la zona si raggiunge con la R103, che inizia a Hillcrest, o con la N3: si tratta di una regione formata da colline ondulate, abitata da insediamenti tradizionali zulu. La Gandhi Pheonix Settlement, invece, è una fattoria che si trova a Pheonix, a 12 km, dove Gandhi nel 1903 iniziò a organizzare il suo movimento, a stampare i suoi libri e il quotidiano Indian Opinion. Il suo nome era Satyagrahis, vi si conduceva una esistenza semplice e rigorosa, secondo i principi di non violenza del Mahatma; venne distrutta nel 1985, quando i senzatetto dell’Inanda Township occuparono la zona.
A sud di Durban si estendono la Sunshine e l’Hibiscus Coast. Una serie di paesini si allineano lungo la costa, lunga oltre 200 km; ville, alberghi e condomini per vacanzieri si affollano nelle località più alla moda e non mancano riserve e parchi naturali. Amanzimototi (25 km) presenta due piccole riserve naturali, l’Ilanda Wilds Nature Reserve, con sentieri ben tracciati, e l’Umdoni Bird Sanctuary (Umdoni Rd), che accoglie 150 specie di uccelli e presenta laghetti e percorsi nella foresta. A Port Shepstone (210 km), invece, si può visitare il National Museum, che espone oggetti di storia marinara (Princess Elizabeth Drive, tel. 6821507); il Banana Express, treno a vapore d’epoca, parte sbuffando ogni giorno dalla stazione ferroviaria locale per effettuare brevi percorsi turistici (Informazioni, tel. 6825003).Nell’immediato entroterra si estende l’Oribi Nature Reserve (tel. 6791644).
A nord della città, invece, si allunga la Dolphin Coast, che deve il suo nome ai numerosi delfini, facilmente avvistabili, che vivono in queste acque; protagonisti, come sempre, l’oceano, con le sue onde ideali per il surf, le spiagge infinite dalle alte dune e le località di villeggiatura, più tranquille e meno mondane di quelle della costa a sud di Durban. A 15 km dal centro città si trova Umhlanga Rocks, un piacevole centro di vacanza ben attrezzato. A 2 km da qui, verso l’interno, sorge il Natal Sharks Board, un istituto di ricerca dedicato ai grandi predatori dei mari, compreso lo squalo bianco, che vive lungo le coste del KwaZulu-Natal (Cnr Umhlanga Rocks Drive & Hickary Drive, tel. 5661001. Orario: lunedì-venerdì 8-16. Ingresso: 10R).
Un chilometro a nord di Umhlanga, sulla foce di un fiume, si incontra l’Umhlanga Lagoon Nature Reserve, riserva naturale di soli 26 ettari popolata da un numero incredibile di uccelli; diversi sentieri portano alla spiaggia attraverso la foresta. Accanto si estende la Hawaan Forest Nature Reserve (tel. 5611101), che ha alberi endemici molto rari, sui quali dimorano parecchi uccelli. A 20 km da Umhlanga Rocks, sulla N2, si può visitare Tongaat, un centro di lavorazione della canna da zucchero che conserva alcune dimore d’epoca. Nel Crocodile Creek vengono allevati 7000 coccodrilli nilotici, alligatori, caimani e serpenti; all’interno della fattoria, ubicata sulle sponde del fiume Tongaat nel bush tropicale, vi sono cascate e sentieri (Road D809, tel. 23845. Orario: tutti i giorni 8-17. Ingresso: 10R).
 

testi di: Pietro Tarallo