KwaZulu-Natal - Maputaland

Costituito da un susseguirsi di parchi naturali, laghi costieri, lagune, barriere coralline e spiagge infinite, il Maputaland è la parte più selvaggia e integra del Sudafrica. Deve il suo nome al fiume Maputo, che si divide in due corsi d’acqua, Usutu e Pongola, e che segna il confine con il Mozambico.
L’itinerario inizia a Richards Bay, baia che fino a poco tempo fa era il regno di ippopotami e di coccodrilli; da alcuni decenni è stato costruito un frequentatissimo porto, diretto concorrente di quello di Durban. Alkantstrand è la più nota spiaggia cittadina della zona ed è caratterizzata da alte dune ricoperte di vegetazione.
L’Enseleni Nature Reserve è la prima riserva naturale che si incontra lungo la N2, dopo appena 13 km in direzione nord-est; ospita zebre, ippopotami e coccodrilli, che vivono nello Nseleni River, il fiume che l’attraversa (Orario: tutti i giorni 8-17).
Superato il ponte sopra l’Umfolozi River, la N2 tocca Mtubatuba; poco oltre si diparte verso est la R618, che arriva a St. Lucia, porta d’ingresso del Greater St. Lucia Wetlands Park. Istituita nel 1897, questa zona protetta comprende una vasta area umida di notevole importanza naturalistica, che si estende da Mapelane, a sud, fino a Sodwana Bay, a nord. La parte centrale è costituita dal Lago St. Lucia: in realtà non si tratta di un lago, ma della foce di un fiume (lunga 60 km, larga 10 km e profonda due metri) sbarrata da cordoni sabbiosi litoranei, che danno origine a un’ampia laguna, parallela alla costa e dotata di una sola angusta uscita sull’oceano. Dappertutto vi sono canneti ed erbe palustri, mentre lungo la costa si elevano alte dune (120 m) coperte di macchia e arbusti; protagonisti di questo habitat unico e particolarmente importante sono rinoceronti neri, antilopi, pangolini, tartarughe marine, pellicani dal dorso rosa, rondini di mare, coccodrilli, ippopotami, cervicapre del Sudafrica e un numero incredibile di uccelli acquatici e migratori, fra cui moltissimi fenicotteri. Dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, il parco tutela cinque ecosistemi differenti, strettamente integrati fra di loro, che vanno dalle barriere coralline, alle spiagge, alle paludi con mangrovie, alla foresta sabbiosa e al bushveld. Suddiviso in cinque parchi e riserve, tutti amministrati dal Natal Parks Board, è molto frequentato dagli amanti del birdwatching e dai vacanzieri locali, in particolare in estate, per le sue spiagge e per la diffusissima pratica di pesca.
St. Lucia è l’unico centro urbano di quest’area; dotato di tutti i servizi turistici, residence e hotel compresi, è la tappa obbligata per organizzare la visita di questa zona, le cui località possono essere raggiunte solo con un robusto fuoristrada.

 

testi di: Pietro Tarallo