KwaZulu-Natal - Zululand

Il nome della regione proviene da quello di un antico capo i cui eredi venivano chiamati abakwaZulu, ossia il «popolo di Zulu». Lo Zululand si estende a sud e a ovest dalla foce del fiume Tugela a Kosi Bay, quasi al confine con il Mozambico, a nord dal Mozambico fino allo Swaziland e a est da Piet Relief a Vryheid e a Tugela.

Nel regno di Shaka
Lasciandosi alle spalle la costa e continuando sulla N2 in direzione nord, si arriva a Stanger, distante 72 km da Durban, dove iniziano subito le testimonianze storiche dei grandi regni zulu. La cittadina, che deve la propria prosperità alla canna da zucchero e alla sua lavorazione, fu fondata nel 1873 nei pressi del luogo dove Shaka aveva costruito Dukuza (labirinto), capitale del suo potente regno (1825) formata da 2000 capanne, dove venne ucciso (settembre 1829) dai suoi fratellastri Dingane e Mlhlangane. Gli Shaka Memorial Gardens, in King Shaka St, sono costituiti da un monumento commemorativo, un kraal, una capanna ad alveare e una lapide, posta nel 1932 su quella che si ritiene essere la tomba del re, a ricordo di questo luttuoso evento. Poco discosto si trova il Dukuza Interpretive Center, piccolo museo con documenti e armi risalenti al tempo del grande re (tel. 97120. Orario: lunedì-venerdì 8-16, sabato e domenica 9-16. Ingresso gratuito).
Ovunque sulle morbide colline si hanno coltivazioni di canne da zucchero, che il vento e la luce radente fanno sembrare d’argento. In 20 km si è a Tugela Mouth: si attraversa il ponte sul fiume Tugela, gonfio d’acque limacciose, e si imbocca una stradina che conduce alla Harold Johnson Nature Reserve, all’interno della quale sorge il Fort Pearson (1878), modesta fortezza inglese. Accanto svetta l’Ultimatum tree, albero secolare sotto il quale il re Cetshwayo respinse le improponibili richiese degli Inglesi (1878) e fu costretto alla Guerra Anglo-Zulu (1879).
Superato il fiume Tugela si raggiunge, dopo 25 km, Gingindlovu (Colui che ingoia l’elefante), posta all’incrocio tra la N2 e la R68; qui, durante la Guerra Anglo-Zulu, si svolsero due aspre battaglie (aprile 1879), che videro protagonista Cetshwayo.

Procedendo verso l’interno sulla R68, dopo 20 km si incontra Eshowe, gradevole cittadina dai lunghi viali alberati, distesa su amene colline, dove Cetshwayo pose il suo kraal (1860); sotto gli Inglesi, nel 1887, divenne la sede amministrativa dello Zululand. Il Vukani Museum, posto accanto alla Town Hall, è stato allestito nell’Old Post Office: all’esterno spicca un murale di A. Palmer che rappresenta la vita dei pionieri; all’interno sono esposte la più vasta collezione di cestini zulu e una pregevole selezione di ceramiche, arazzi, oggetti in legno, dipinti su linoleum di artigiani locali e costumi tradizionali (Osborn St, tel. 4745274. Orario: martedì-giovedì 9-13. Ingresso: 3R).
All’interno del Fort Nongqayi – costruito nel 1883-85, dopo la Guerra Anglo-Zulu del 1879 – è allestito lo Zululand Historical Museum (1961) con documenti che ricostruiscono la fondazione della città, le guerre fra gli Inglesi e gli Zulu e quelle con i Boeri. Vi sono copie del Sausage Wrap (letteralmente «involucro per salsicce»), quotidiano del tempo; importante è la collezione di oggetti di uso quotidiano, armi, abbigliamento zulu e reperti che testimoniano lo stretto rapporto fra i re zulu e i missionari norvegesi della Ntmeni Lutheran Mission, in particolare fra il vescovo Schreuder e il re Cetshwayo (Nongqayi Rd, tel. 474541. Orario: lunedì-venerdì 7.30-16, sabato e domenica 9-16. Ingresso: 8R).

L’antica capitale
Continuando sulla R68 si entra nell’amena e idilliaca Nkwalini Valley; dopo 14 km tutti in salita, una deviazione su una strada in terra battuta porta a Shakaland (4 km). Qui è stato ricostruito un intero villaggio zulu per realizzare il serial televisivo Shaka Zulu, che narra la storia avvincente di questo re e della sua ardimentosa madre; attualmente è una sorta di museo all’aperto delle tradizioni e della storia di questo popolo e vi si svolgono tour guidati e spettacoli di danze tribali (Orario: tutti i giorni alle 10 e alle 16. Ingresso: 80R).
Ritornando sulla strada principale e superando Melmoth, grosso centro di servizi, si giunge, fra colline tempestate di boschi, a Ulundi (50 km); posta sulle rive del fiume White Umfolozi, la cittadina dal recente passato è stata fino al 1994 la capitale dell’Homeland KwaZulu. Sede legislativa della provincia, mira a diventare capitale a tutti gli effetti dell’intero KwaZulu-Natal, così da sostituirsi a Pietermaritzburg: per realizzare questo obiettivo cerca di valorizzare il proprio passato e d’incrementare le proprie strutture ricettive e logistiche. Di fatto, però, rimane una cittadina appartata e sonnolenta, con il suo tessuto urbano disseminato fra le colline, nel cuore dello Zululand; l’unica parvenza di centro urbano si è aggregata attorno all’Ondini Plaza, costituito da una serie di supermercati, distributori di benzina e Kentucky Fried Chicken, la sola alternativa esistente al buon ristorante dell’Holiday Inn, che è in realtà l’unico albergo decente della città.
Nel 1873 il re Cetshwayo vi stabilì la sua nuova capitale, che chiamò uluNdi (Luogo alto) e che andò distrutta durante la Guerra Anglo-Zulu (1879). Su tutto domina il complesso dell’Assemblea Legislativa, situato di fronte alla R66, dalle armoniose linee moderne; all’esterno si erge un’enorme statua in bronzo di Shaka, mentre al suo interno ci sono arazzi multicolori, veri capolavori d’arte che narrano la storia gloriosa degli Zulu (tel. 744035. Orario: lunedì-venerdì 9-17). Dietro l’Ondini Plaza, in King Pandi St, si trova KwaNodwengu, capitale del re Mpande dal 1840 al 1873; vi sono rimasti alcune grandi capanne ad alveare, il kraal e le tombe reali.
Percorrendo la strada sterrata diretta alla Mfolozi Game Reserve, si supera l’aeroporto e poco dopo, disperso nei campi, si incontra l’Ulundi Battle Monument (Ulundi Battlefield), monumento in pietra a vista sovrastato da una cupola argentea, eretto proprio dove il 4 luglio 1879 gli Zulu si scontrarono con gli Inglesi.
Dopo 5 km di strada ghiaiosa si arriva all’Ondini Historical Riserve, un complesso monumentale immerso nel verde; al suo interno si trova il KwaZulu Cultural Museum, che possiede una vasta collezione di oggetti zulu, una sezione dedicata alla Guerra Anglo-Zulu e una sala in cui viene proiettato un audiovisivo di 20 minuti sulla vita al tempo del re Cetshwayo (tel. 702052. Orario: tutti i giorni 8-16. Ingresso: 8R). Su una breve altura sorge la residenza del re Cetshwayo, l’ultimo sovrano indipendente dello Zululand, ricostruita sui resti rinvenuti dagli archeologi; l’imponente kraal è costituito da una doppia palizzata, dalla grande capanna del re, che ebbe ben 49 mogli e 117 figli, e da quella della regina.

I luoghi della storia zulu
Nei pressi di Ulundi si trovano alcuni siti di grande interesse per quanto riguarda gli Zulu e la loro storia. Il primo che si incontra è Fort Nolela (2 km), il forte dove gli Inglesi guidati da Lord Chelmsford si accamparono prima di scontrarsi con gli Zulu. Di notevole importanza per la tradizione e la religiosità degli Zulu è eMakhosini (4 km), chiamato anche la «Valle dei Re e delle Regine», dove sono sepolti i makhosi nkhosinkulu (capi zulu), fra cui Dingane e Dinizulu; i sepolcri sono difficili da raggiungere, anche se esiste un cartello esplicativo riguardante la loro localizzazione, quindi è preferibile ingaggiare una guida locale, con la quale si effettua una visita in parte a piedi e in parte in fuoristrada.
Mgungudlovu (6 km sulla R34) fu la capitale del regno di re Dingane dal 1829 al 1838; il suo nome significa «il luogo segreto dell’elefante» e qui Piet Retief, insieme ai suoi Voortrekker, fu ucciso nel 1838 in un agguato teso dagli zulu: un monumento a obelisco ne ricorda l’eccidio. A poca distanza è stato allestito un museo che ripercorre la storia degli zulu e dei loro insediamenti in questa regione (tel. 4502254); più in alto (1200 m), gli scavi, iniziati nel 1969, hanno riportato alla luce le capanne del kraal regale di Dingane (Orario: tutti i giorni 8-17. Ingresso: 8R). Mr. Kenneth Buthelezi, che lavora nel museo, organizza visite guidate, dalla durata di quattro ore, ai siti storici della zona per 50R a persona.

Al confine col Mozambico

Lasciata Ulundi, la strada R66 corre dritta in direzione nord fino al confine con lo Swaziland, attraversando ancora una regione collinosa con sparsi villaggi e piccole cittadine abitate da comunità zulu. Nongoma (70 km) è il centro economico e sociale della zona, fornito di tutti i servizi: ospedale, scuole, banche e supermercati; anonimo e privo di interesse, alla sua periferia sorge però il Palazzo Reale, residenza dell’ultimo sovrano zulu.
Percorrendo altri 70 km, sulla R69, si arriva alla Itala Game Reserve, riserva naturale di 30.000 ettari composta per il 25% da bushveld e per il resto da praterie e da formazioni rocciose; tutti gli animali che la popolano (rinoceronti bianco e nero, topi, nyala, iene, bufali, leopardi, ghepardi, babbuini e 320 specie di uccelli, fra cui il Geronticus calvus, che è un tipo di ibis in pericolo di estinzione) sono stati reintrodotti. A Ntshondwe, che è il centro logistico principale della riserva, vi sono bungalow, un campeggio, un ristorante e un negozio (Informazioni e prenotazioni: tel. 0388/75239. Ingresso: 10R a persona e 25R per l’automobile).
Da qui sempre con la R66, in 40 km si raggiungono Pongola e Golela (4 km), dove si trova il posto di frontiera del Sudafrica; si supera il confine e a pochi metri c’è Lavumisa, con gli uffici doganali dello Swaziland. Le formalità per l’attraversamento del confine vengono sbrigate rapidamente da entrambe le parti: occorre solo esibire i documenti e compilare la solita scheda.
 

testi di: Pietro Tarallo