North West Province - Mmbatho-Mafikeng

Il nome originale della capitale della Provincia in lingua Tswana vuol dire «Madre delle genti». Di recente costruzione, ha edifici moderni splendidamente decorati che si amalgamano armoniosamente con la parte storica costituita da Mafikeng, risalente all’Ottocento: il sobborgo di Mafikeng, infatti, venne fondato in seguito alle difacane ai tempi di Shaka, il potente re zulu.

Capitale del Bechuanaland (1885), protettorato inglese corrispondente all’attuale Botswana, durante la Guerra Anglo-Boera subì un duro assedio, che durò sette mesi (14 ottobre 1899-17 maggio 1900), da parte delle forze boere. Qui il colonnello Robert Baden-Powell, a capo della guarnigione inglese assediata, diede vita al corpo dei cadetti costituito dai ragazzi della città, dai quali ebbe poi origine il movimento internazionale dei Boy Scout. 

Memorie della Guerra Anglo-Boera

Megacity, in Moroka Dr. St, costituisce il centro moderno della città con il suo Mall Complex, dotato di teatri, cinema, ristoranti, negozi, bar e stazione degli autobus. Numerose le attrazioni della città, tutte facilmente raggiungibili anche a piedi. La vicina Cannon Kopje, collina panoramica che domina il villaggio di Barong, deve il suo nome al conflitto del 1882 fra i Boeri e i Barolong Tshid, etnia locale. Nei cimiteri vi sono le tombe delle donne e dei bambini morti nel campo di concentramento di Mafikeng, precursore dei lager nazisti, durante i conflitti fra Boeri e Inglesi. La Riserva Imperiale, dove un tempo vi erano gli uffici governativi, oggi è la sede centrale della polizia.

Il Museo di Mafikeng espone oggetti riguardanti i Barolong e i Boscimani (tel. 816102). Lo Mmabatho Botanic Park, in stile vittoriano, conserva il meglio della flora del Sudafrica (Orario: lunedì-venerdì 8-16, sabato 10-12.30). La Chiesa anglicana di San Giovanni Evangelista fu progettata da Sir Herbert Baker (1903).

A pochi chilometri dal centro si incontra il Lotlamoreng Cultural Village, costituito da alcuni villaggi tradizionali tswana, xhosa, zulu, ndebele e san; fedelmente ricostruiti, sono disposti sulle sponde dell’omonimo bacino artificiale.

 

 

testi di: Pietro Tarallo