Western Cape - Capo di Buona Speranza e Baie a Ovest

Capo di Buona Speranza

La Cape of Good Hope Nature Reserve è formata da 7750 ettari, dove vivono antilopi, gnu, zebre, volpi, rock dassie, struzzi e babbuini che si nutrono di frutti di mare; vi crescono 2700 specie vegetali (fra cui 368 tipi di protea e 600 di erica, gigli, gerani e orchidee) che formano il fynbos, ma sono rari gli alberi, a causa del forte vento che soffia senza tregua. In primavera la sua fioritura è stupefacente per quantità e varietà di fiori multicolori profumatissimi; numerosi anche gli uccelli (160 specie), tra cui l’aquila nera, l’albatro, il cormorano e lo struzzo. È bene attenersi a quanto sta scritto sui vari cartelli, che intimano di non dare da mangiare ai babbuini, solitamente molto aggressivi quando sentono odore di cibo; inoltre, gli alimenti che consumano gli uomini, con zuccheri e grassi animali, sono per loro nocivi, in quanto abituati a una dieta totalmente vegetariana. Le lunghe spiagge di sabbia bianca e le vertiginose scogliere rocciose sono sovente sferzate da un vento violento.
L’ingresso è nell’interno, a pochi chilometri dalla costa; qui si paga il biglietto e si trova la carta dettagliata del parco (Tel. 7809204. Orario: tutti i giorni 8-18. Ingresso: 10R, più 10R per autoveicolo). 
La penisola qui si divide in due: Cape Point e Capo di Buona Speranza.
La strada asfaltata raggiunge prima il Field Museum, piccolo museo con un centro informazioni, poi Diaz Cross, una croce bianca e moderna, e infine Cape Point, sulla cui sommità si arriva a piedi oppure con una cremagliera (Orario: tutti i giorni, 9-18. Biglietto: 21R a/r, 13R solo andata). Qui si trovano un bar, un ristorante e alcuni negozi. Con un sentiero a gradoni si sale ancora fino al faro in ferro (1860-1919), che un tempo era il più potente del mondo in quanto posto sul promontorio, alto più di 249 m sul livello del mare; da qui si può godere di una vista vertiginosa sull’immensità dell’oceano e sui flutti che ruggiscono spumeggiando mentre si avventano contro le rocce sottostanti.
Più avanti e ancora più isolato e proiettato sull’oceano è posto il faro situato sul Diaz Point (1919), attualmente in funzione, che è stato costruito a 87 m sul livello del mare dopo il naufragio del Lusitania (1911).
Un sentiero verso ovest porta al Capo di Buona Speranza (circa due ore tra andata e ritorno), a cui si arriva anche con la strada carrozzabile che si ferma dinanzi a una spiaggia sassosa, dove seccano al sole enormi alghe simili a gomene, cadaveri di albatri e cormorani e dove pescano indomiti sub. Il Capo, finis terrae, sospeso fra mito e leggenda, è costituito da uno spuntone di roccia stratificata; una croce ricorda che il portoghese Diaz lo doppiò per primo con le sue fragili imbarcazioni.

La costa ovest: baie incantate
Usciti dalla riserva, la strada M65, in direzione nord-ovest, si fa ancora più spettacolare, regalando visioni indimenticabili e vertiginose sulla costa alta e rocciosa per oltre 60 km, fino a raggiungere Cape Town.
Con la M65, dopo 15 km, si giunge a Kommetjie, villaggio di pescatori di aragoste; dominato dal grande faro bianco, è prediletto dai surfisti, che con le loro tavole cercano le grandi onde davanti alle spiagge di Outer Kom e Inner Kom.
La Chapman’s Peak Drive è la parte più panoramica di tutto il percorso; la strada, lunga 10 km e costruita durante la Seconda Guerra Mondiale dai prigionieri italiani, è affacciata su baie e spiagge alla moda, regno dei patiti dell’abbronzatura integrale e del surf. Qua e là vi sono piazzole belvedere mozzafiato.
Proseguendo, si vedono sfilare Long Beach e Noordhoek, dagli ampi arenili bianchi, fino ad arrivare, dopo 15 km, a Hout Bay, incastonata tra la piccola baia quasi circolare, la parete verticale del Sentinel e gli scoscesi pendii del Chapmann’s Peak. Hout in afrikaans significa «legno» e, infatti, alle sue spalle si estendono ancora fitti boschi, che nel passato venivano intensamente sfruttati e che fecero la fortuna della cittadina. Attivo porto di pesca, vi sono parecchi ristoranti, pub e mercati del pesce dove si possono comprare ostriche ancora chiuse, all’interno delle quali, se si è fortunati, si possono trovare delle perle. Mischiato tra le case dei pescatori si trova l’Hout Bay Museum, che ricostruisce la storia del paesino (4 St Andrew’s Rd, tel. 7903270. Orario: martedì-domenica 9-17. Ingresso: 5R).
Un po’ fuori dal centro abitato si trova il World of Birds, enorme aviario che ospita migliaia di uccelli di 450 specie in più di 100 gabbie molto grandi all’interno delle quali i visitatori possono camminare liberamente osservando incantati i volatili e ascoltandone i richiami (Valley Rd. Orario: tutti i giorni 9-18. Ingresso: 10R).
Al di là del tozzo promontorio un sentiero conduce a Sandy Bay (8 km), spiaggia isolata per naturisti; ancora 5 km e si è a Llandudno, esclusiva località marina con ville sospese lungo i vertiginosi declivi che scendono verso l’oceano, racchiusa in una minuscola baia contornata da alti scogli.
Subito dopo la M6 prende il nome di Victoria Drive, scende a livello del mare e, dopo 10 km, arriva a Camps Bay, famosa per la sua lunga e bella spiaggia. Centro di vacanze, ormai a soli 15 km da Cape Town, è sempre molto animata; molti i suoi ristoranti e caffè, quasi tutti allineati lungo la passeggiata a mare. Tra i migliori locali con specialità di pesce e ostriche e con vista mare, bisogna ricordare il Vilmoura (The Promenade Broadway Center, Victoria Rd, tel. 4381850), The Beach Club (tel. 4381213) famoso anche per i suoi ottimi piatti mediterranei, e il ristorante italiano Tuscany Beach (41 Victoria Rd, tel. 4381213).
Due spiagge alla moda, ormai quasi raggiunte dall’espansione urbana della città, sono Clifton e Seapoint.
 

testi di: Pietro Tarallo