Western Cape - Wine Route

Le Terre del Vino, attraversate dalla Via del Vino, sono ormai divenute un itinerario classico, che coniuga le attrazioni enogastronomiche con la natura, l’arte e la storia; vi si producono i migliori vini sudafricani. Bellissima è la campagna, ondulata e pettinata in geometrici filari, che si estende tra ciuffi di boschi verdissimi di gesonheid, pini imponenti e secolari, e dimore padronali in stile Cape Dutch.
I primi insediamenti dei coloni olandesi, che occuparono i terreni fertili attorno a Stellenbosch e a Paarl, risalgono al 1670; prima Simon Van der Stel (1679), signore di Groot Costantia, e poi gli Ugonotti francesi (1688-90) trasformarono queste terre in un fragrante giardino e in odorosi vigneti, che dal livello del mare salgono fino a 1500 m di altezza. Un profumo d’Europa, o meglio di Provenza e di Baviera, emana dai suoi paesini e dalle sue cittadine, dove non si risparmiano lussi e ospitalità nelle antiche dimore trasformate in hotel de charme, peccati di gola nei ristoranti grand gourmet e brindisi sempre più inebrianti nelle cantine, dove si possono degustare i migliori vini della zona.


Minerva e Bacco: cultura e vino
Il maggiore centro della zona, 45 km a est da Città del Capo, è Stellenbosch (75.000 ab), prezioso gioiello di architettura, con case dalle facciate barocche e dai tetti in paglia, bagnato dallo Eerste River. In questa famosa cittadina (1679), chiamata anche «la città delle querce», tutto ricorda i secoli trascorsi: l’Università (1918) è la più antica del Paese e, con i suoi 12.000 studenti, ha svolto nel passato, e continua a svolgere oggi, un ruolo significativo nell’ambito della cultura afrikaner, di cui rimane un’inespugnabile roccaforte; rari sono, infatti, i neri e altrettanto raro è l’inglese. Dorp Street, la via principale, è monumento nazionale per il suo gran numero di edifici storici; la Braak (la piazza centrale) è costituita da un vasto prato verde: al centro si trova il VOC Kruithuis (1777), deposito di armi e polvere da sparo, che ospita un piccolo museo militare; sull’angolo nord-occidentale il Burgerhuis (1797), un tempo sede del consiglio cittadino; sul lato nord la St. Mary’s on the Braak (1852), bianca chiesetta dedicata alla Vergine Maria.
Il Village Museum è stato allestito all’interno di sei abitazioni d’epoca (1705-1929) con signore in crinolina affaccendate a ricamare (18 Ryneveld St, tel. 8872902. Orario: martedì-sabato 9.30-17, domenica 14-17. Ingresso: 5R).
Il Stellenryck Wine Museum, invece, narra la storia della viticoltura della zona; un enorme torchio, posto all’esterno, è forse il pezzo più significativo (Cnr Blersch & Drop Sts. Orario: martedì-sabato 9.30-17, domenica 14-17. Ingresso: 5R).

Fra vigneti e cantine
La vallata dove sorge Franschloek, a 24 km, ricorda un po’ la Provenza: qui vissero e lavorarono gli Ugonotti fuggiti dalla Francia e nacquero i primi vigneron. Le case coloniche fondono gli elementi architettonici francesi con quelli olandesi e vittoriani; lo stile di vita è più ricercato, meno austero, e la cucina, gustosa e saporita, è chiamata Cape-Provençale.
Franschloek è un minuscolo villaggio fondato verso la fine del Seicento; l’Huguenot Memorial Museum ricorda l’epopea dei 200 protestanti francesi che, dopo aver trovato rifugio in Olanda, si spinsero fino a queste estreme latitudini per ricrearvi un angolo della loro patria perduta. Costruito nel 1967, il museo conserva una rara collezione di mobili in stile del Capo risalenti al XVIII secolo (Orario: lunedì-venerdì 9-17, sabato 9-13 e 14-17, domenica 14-17. Ingresso museo: 4R. Ingresso monumento: 3R).
La Franschloek Wine Route tocca 29 aziende vinicole, di cui le più rinomate sono l’Ormarins, la Motte, la Dieu Donné e la Couronne. La Boschendal Winery (tel. 8741031), invece, è ritenuta dagli esperti la migliore per la sua Manor House d’epoca, dotata di un’importante collezione di oggetti antichi, per la sua produzione di vini rari e per la squisitezza dei piatti di carne e di pesce serviti nel suo ristorante con prezzi medi. Seguendo per 20 km il corso del fiume Berg, che lambisce le Montagne della Tartaruga, come le chiamavano gli Ottentotti, i primi abitanti della regione, si arriva al centro vinicolo più importante di tutta la zona. Paarl, fondata nel 1720, roccaforte degli Afrikaner, è stata la prima città del Sudafrica a introdurre gli autobus divisi in due parti, una per i bianchi e una per i neri. Sulla Main Street si allineano ombrose querce, imponenti edifici storici e si trova il Paarl Museum, che espone oggetti e mobili riguardanti la storia della città (303 Main St, tel. 8722651. Orario: lunedì-venerdì, 10-13 e 14-17. Ingresso: 5R). Nella via parallela si trova l’Afrikaans Language Museum, dove sono custoditi i documenti che riguardano la storia di questa lingua (Orario: lunedì-venerdì 10-13 e 14-17). Un alto obelisco, l’Afrikaans Language Monument (1870), posto su una collina ricorda la nascita della lingua afrikaan.

testi di: Pietro Tarallo