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Perù

Pietro Tarallo
288 b/n
12.00 euro

Una guida che accompagna il lettore alla scoperta di un Paese che sorprende per le infinite bellezze e stupisce per i profondi contrasti.

Non solo Cuzco e Machu Pichu, le linee di Nazsca e il Lago Titicaca. Ma anche i musei e i palazzi coloniali di Lima, le piramidi di fango della costa centro-settentrionale con gli ori scoperti nelle tombe di re e principi e gli ori esposti nei musei di Lambajeque,  la selva ammazzonica con gli smeraldi verdi di Iquitos e di Puerto Maldonado. Quanto basta per innamorarsi del Perù, paese incantato e misterioso, sterminato ed infinito, incastonato nella storia e nel mito, che presenta una struttura orografica singolare: ad oriente la Selva con la foresta amazzonica, nel centro da nord a sud la Sierra con la Cordigliera Andina punteggiata dalle montagne più belle del mondo, ad est la costa affacciata sul Pacifico che rivela un deserto dalle alte dune degne del Sahara. 

La sua storia è complessa e intrigante: la presenza di popolazioni preincaiche, il dominio degli Incas che qui posero il centro del loro potente  impero, la conquista spagnola con le sontuose città coloniali, l’influenza della Chiesa Cattolica e le chiese sfolgoranti d’oro, la difficile strada verso la democrazia e il benessere, la dipendenza dagli Usa. Infatti, la presenza  de “los gringos” a partire dagli inizi del Novecento è stata via via sempre più pesante, sia sul piano politico sia su quello economico, tanto che la CIA e il Dipartimento di Stato hanno sostenuto sanguinarie giunte militari la quali hanno favorito gli interessi di industrie e società finanziare statunitensi e hanno reso il Perù una specie di “colonia” nord americana. La sua matrice culturale è particolarmente articolata: una lingua franca (il castigliano), un’arte pittorica e scultorea di grande pregio come la Scuola Cuzqueña, una letteratura immaginifica che ha prodotto scrittori di fama internazionale. 

La sua composizione etnica è singolarmente variegata: i discendenti dei conquistadores sono divenuti classe dominante, come in parte i meticci animati dall’ansia del riscatto sociale e dal desiderio di potere, mentre gli indios, con la loro cultura e le loro tradizioni millenarie, sono in gran parte oppressi e sfruttati. Una terra che sorprende per le sue infinite bellezze e stupisce per i suoi profondi contrasti. Tutta da scoprire. Ma non solo. E’ anche un angolo d’Italia in quel “grande pianeta” che è il mondo latinoamericano. Infatti, come nel resto dell’America Latina, anche in Perù ho incontrato numerosi Italiani. Figli dei figli dei figli dei figli di quegli emigranti, avventurosi e un pò spericolati che spinti dalla fame e dal desiderio d’avventura erano arrivati numerosi, verso la fine dell’Ottocento, nel Paese degli Incas a commerciare con il guano, frutto degli escrementi che gli uccelli depositavano copiosamente sulle isole all’argo della costa peruviana e che allora costituiva un prezioso fertilizzante. Oggi i loro discendenti, in gran parte con posizioni di tutto rispetto e “arrivati” socialmente, la fame l’hanno vinta e i soldi li hanno fatti. Ma la nostalgia per l’Italia è rimasta in loro. Anche se sono nati qui, tornano appena possono nel Bel Paese per le vacanze. Per poi rientare in Perù che si stà avviando a grandi passi verso la modernizzazione e lo sviluppo economico, affrancandosi da secoli di povertà, e che si sta inventando un futuro di benessere e prosperità buttando a mare i politici e i governanti corrotti del passato.