Mar Morto - ‘Ain al-Zara

A circa un chilometro e mezzo dalla fine della gola di Zarka’ Ma’in si trova questo sito che è stato individuato come l’antica Calliroe. Un’oasi in cui confluiscono piccole valli, alimentata da oltre quaranta sorgenti calde. Descritta da Plinio nella sua Historia Naturae, Calliroe era una celebre località balneare. La storia dell’oasi è legata a quella di Erode che la scelse come meta del suo ultimo viaggio da Gerico, come estremo tentativo di curarvi la sua malattia.

I lavori di ricerca degli archeologi hanno rivelato resti di insediamenti romani e bizantini. In particolare sono state rinvenute le tracce di una grande villa con terme, nei pressi di un piccolo porto. Costruita per volere di Erode il Grande verso la fine del I secolo a.C., Calliroe era destinata a diventare un’importante stazione balneare, strettamente collegata con gli altri insediamenti erodiani, quello invernale di Gerico e la fortezza di Macheronte.

La distruzione di Calliroe va attribuita alla prima rivolta giudaica. Rioccupata in seguito, continuò a essere frequentata come stazione termale, anche se delle terme callirrhoes riportate sul celebre mosaico della Mappa di Palestina (custodito nella chiesa di San Giorgio, a Madaba), non si sono ancora rinvenute le tracce.