Territorio

In posizione strategica (basti pensare che sul golfo di Aqaba, unico suo sbocco sul mare, oltre alla Giordania si affacciano tre Paesi: Arabia Saudita, Israele ed Egitto), confina a nord con la Siria (per 375 km), a nord-est con l’Iraq (181 km di confine), a est e a sud con l’Arabia Saudita (oltre 728 km), a ovest con Israele (238 km) e i territori dell’Autorità Palestinese (per un centinaio di chilometri). La lunghezza complessiva delle coste che si affacciano sul Mar Rosso è di appena 27 chilometri, ottenuti dall’Arabia Saudita in cambio di una porzione di deserto.

L’estensione territoriale della Giordania è di 89.342 kmq (di cui 88.802 di terra). Alcuni testi riportano una superficie totale maggiore, pari a circa 97.740 kmq. Il motivo di tale differenza sta nel fatto che quest’ultimo dato si riferisce alla vecchia configurazione del Paese, quando ancora comprendeva i territori della West Bank e della parte orientale di Gerusalemme. L’annessione non fu mai riconosciuta dalle Nazioni Unite, tranne che da Gran Bretagna e Pakistan, ma i territori furono mantenuti fino al 1988, anno in cui la Giordania ufficialmente rinunciò a tutti i legami amministrativi e giuridici sulla West Bank (oggi appartenente ai territori della Amministrazione palestinese).

Pur essendo nel complesso un Paese prevalentemente desertico (quasi l’80% del territorio, contro poco più dell’11% di terreni coltivabili), la Giordania vanta una notevole varietà di paesaggi.

Le regioni desertiche settentrionali, orientali e meridionali, pur avendo il medesimo clima e la stessa struttura geofisica, presentano delle differenze sostanziali. E tutte insieme sono nettamente distinte dalle regioni occidentali, caratterizzate dalla cospicua presenza di acqua (il Giordano e i suoi affluenti) e dalle zone montuose dell’interno. Queste in particolare si caratterizzano per essere composte di roccia arenaria a sud e di roccia calcarea a nord e a est (circa tre quarti della superficie del Paese). La differenza tra i due tipi di roccia sta nel fatto che l’arenaria è antica di 550 milioni di anni, ha una base di granito, è friabile ed è composta da accumuli sovrapposti; il calcare ha 250 milioni di anni e si trova nelle zone che in passato erano ricoperte dal mare.

La particolare conformazione territoriale della Giordania le conferisce un’altitudine estremamente variabile che va dai 1854 m della montagna di Um ad-Dami, al confine con l’Arabia Saudita (che ha strappato a Jabal Rum, 1754 m, il primato di montagna più alta), agli oltre 400 m sotto il livello del mare della depressione del Mar Morto.

Al Mamlakah al-Urduniyah al-Hashimiyah, cioè Regno Hashemita di Giordania. È questo il nome completo ed esatto della Giordania (al-Urdun in arabo), ex Transgiordania, Paese dalla rinnovata fisionomia che, seppure di estensione territoriale ridotta, svolge un ruolo fondamentale all’interno dello scacchiere mediorientale. La Giordania è un Paese giovane, nato agli inizi del XX secolo, ma con abitudini, storia e cultura millenari. Sul suo territorio l’uomo ha vissuto fin dagli albori dell’umanità, richiamato ora dalla disponibilità di acqua, ora dalla felice posizione di ponte tra mondi diversi, ora dai valori imponderabili della fede. Melting pot ante litteram e punto di convergenza di religioni, lingue, tradizioni, culture, la Giordania ha vissuto il succedersi di popoli e civiltà senza opporre resistenza, assorbendo e rielaborando i vari caratteri per arrivare a definire il proprio.

Che si può sintetizzare in generosità, ospitalità e tolleranza. Il sorriso è il primo approccio del popolo giordano. Seguito immediatamente dalla frase rivolta a ogni ospite straniero: «Ahlan wa sahlan», benvenuto!
La generosità, talvolta solare e aperta, talvolta più riservata, resta nel cuore dei visitatori. L’incontro casuale con un Beduino, sottolineato sempre dall’invito a dividere il tè sotto la tenda, o quello con un tassista, impegnato con tutte le sue forze nel tentativo di comunicare, sono alcune delle più comuni manifestazioni dell’ospitalità locale. Qui, dove la religione ha un ruolo importante (la casa reale hashemita è discendente di Maometto, i luoghi santi dell’Islam sono a breve distanza), vige la tolleranza e il rispetto per le altre fedi, che in questo stesso territorio ritrovano le proprie radici.
È un Paese piccolo per estensione e per popolazione, nel quale si passa dalle attività molteplici della capitale cosmopolita, al silenzio immoto del