Prima dell'Islam

L’aspetto religioso dell’Islamismo deve essere letto di pari passo con quello storico, cui è legato. I contenuti dogmatici assumono in questo modo una valenza più ampia e forse anche più facilmente comprensibile ai profani.

L’epoca storica precedente all’avvento di Mohammad fu profondamente diversa da quella successiva, da quella cioè che si sviluppò con la diffusione dell’Islam. Il concetto di nazione, prima del 622 d.C., corrispondente all’anno 1 dell’Egira (cioè la fuga di Mohammad e dei suoi seguaci da Mecca a Medina), non esisteva nel mondo arabo. La società nel suo complesso, infatti, non era altro che un esteso sistema tribale con gruppi più o meno potenti e rivalità più o meno esasperate.

Le varie tribù avevano a disposizione un territorio (quello della penisola arabica) tanto vasto quanto impervio a causa delle condizioni desertiche. La concentrazione della popolazione avveniva in prossimità dei luoghi in cui c’era maggiore disponibilità di acqua. Le attività cui le popolazioni si dedicavano erano legate alla pastorizia e al commercio, quindi a una vita nomade, dettata dalle condizioni naturali. I rapporti tra popoli nomadi e sedentari erano limitati alla compravendita e allo scambio. I nomadi transitavano attraverso le terre in cui vivevano Beduini stanziali, pagavano dazi per il passaggio e vendevano le bestie o le merci trasportate sulle carovane. Con l’aumento delle attività commerciali gli insediamenti cominciarono a ingrandirsi e a dar vita ad alcuni centri urbani, il cui tessuto sociale si basava sempre sul nucleo originale del clan e della tribù allargata. Mancava tuttavia uno Stato centrale e mancavano quindi delle leggi. Si viveva seguendo delle norme comportamentali non codificate, ma basate sulle consuetudini tribali.

La religiosità si manifestava in un atteggiamento animista. Le divinità erano innumerevoli, tutte sullo stesso piano e nessuna superiore alle altre. Alcune erano legate agli astri, altre invece incarnavano concetti astratti. Agli dei si dedicavano santuari, si offrivano merci, in tempi remoti si sacrificavano esseri umani, più avanti solo animali.

Il sud della penisola arabica viveva una situazione diversa. Le condizioni ambientali erano più favorevoli, la vicinanza del mare, i rilievi e il contatto con popoli che provenivano da lontano e con i quali si commerciava, rendevano le persone più aperte. Gli Arabi del Sud, che si rivelarono abili architetti, realizzarono sofisticati sistemi per incanalare le acque e utilizzarle per l’irrigazione dei campi. Vivevano in modo sedentario, conducevano una vita molto agiata, si dedicavano alla produzione di incenso, mirra e profumi. Parlavano una lingua dello stesso ceppo dell’arabo, avevano raggiunto un elevato grado di civiltà ed erano molto religiosi. Furono pronti ad abbandonare immediatamente le loro divinità per abbracciare la fede musulmana e impegnarsi per diffonderla nel mondo.