Contatti

Età del bronzo

L’Età del Bronzo si suddivide in varie fasi, dal 3300 al 1200 a.C. A questo periodo risalgono molti degli insediamenti dell’attuale Giordania, sia lungo la Valle del Giordano che sugli altipiani.

Le popolazioni, ormai stanziali, vivevano in villaggi fortificati (le prime «città-stato») per proteggersi dagli attacchi delle tribù nomadi. I progressi erano sensibili e continui sia nelle attività quotidiane che nelle abitudini. La produzione di oggetti in rame e in ceramica si avvalse dell’introduzione della ruota da vasaio.

Il ritrovamento di sigilli cilindrici nelle aree più popolate e risalenti a un periodo in cui le attività di scrittura non erano ancora diffuse in Giordania, lascia supporre che ci fossero continui contatti commerciali con le popolazioni dell’Egitto e della Mesopotamia. Si verificarono anche alcuni sostanziali cambiamenti nelle sepolture: nella zona di Bab al-Dhra, nella regione meridionale del Mar Morto sono state rinvenute tracce di un vasto cimitero con circa 20.000 tombe, molte delle quali multiple.

Una serie di catastrofi naturali, nonché alcuni sensibili cambiamenti climatici (diminuzione delle precipitazioni e incremento delle temperature) portarono, attorno al 2000 a.C., all’abbandono dei centri maggiori e alla decadenza della rete di piccole «città-stato». In seguito, però, ci fu una nuova fioritura di insediamenti e un rinnovato impeto nei commerci e nei contatti con le popolazioni del Mediterraneo, avvenuti durante quello che sembra coincidere con il periodo biblico dei Cananei. Ebbe inizio quindi la fase conosciuta come Bronzo Medio, caratterizzata da un rinnovato incremento dei commerci e degli scambi culturali tra i popoli delle regioni circostanti. In questa fase, l’attuale Giordania presentava due volti distinti: nella fascia settentrionale continuavano a moltiplicarsi comunità stabili e definite, mentre in quella meridionale si muovevano tribù nomadi, alcune delle quali conosciute come gli Shasu.

Gli insediamenti principali (l’attuale Cittadella di Amman, Pella e anche Gerico, oggi in Palestina) delle regioni del nord, vennero protetti da un nuovo tipo di fortificazione, costituito da ripide pareti di terra rivestite da una sorta di intonaco che le rendeva inaccessibili agli invasori. La fine del Bronzo Medio viene fatta coincidere con l’arrivo (circa metà del XVI secolo a.C.) degli Hyksos, conosciuti anche come «re pastori» o «re stranieri», provenienti, forse, dal nord della Mesopotamia. Essi, avvalendosi del carro da guerra e dei cavalli, guidarono la popolazione locale contro i nomadi che minacciavano i Cananei. Gli Hyksos si spinsero fino in Egitto, che dominarono per circa un secolo, prima di essere definitivamente annientati da Thutmosi III che condusse 17 campagne nel paese di Canaan. I testi egizi e i ritrovamenti archeologici risalenti al 1500-1200 a.C. provano che l’area era tornata a quell’epoca sotto il controllo diretto delle popolazioni locali. Tra tutti i documenti, particolare importanza rivestono le lettere di Tell al-Amarna, 350 tavolette d’argilla scritte in cuneiforme accadico scoperte negli archivi reali dell’antica Akhetaten, nuova capitale di Amenofi IV, conosciuto come Akhenaton.

Per prevenire ulteriori aggressioni esterne, gli Egizi, avvalendosi del supporto di governatori locali, ripresero il controllo della Palestina, della Siria e della Transgiordania, scontrandosi tuttavia a nord con gli Ittiti. Il contatto con l’Egitto ebbe come conseguenza un discreto incremento del commercio internazionale che si protrasse fino all’arrivo di nuovi invasori. Tra questi, c’erano i cosiddetti «Popoli del Mare», conosciuti come Filistei, che si stabilirono sulla costa meridionale dell’attuale Palestina, che da loro prese il nome (Filastin, in arabo Palestina).

Durante l’Età del Bronzo le produzioni artistiche non furono molto prodighe, ma ciò che resta dimostra un elevato livello qualitativo. Agli oggetti in ceramica lavorati al tornio si unirono quelli in bronzo (una lega di rame unito all’arsenico o allo stagno), comparso verso la fine del terzo millennio. I sigilli e i timbri cilindrici, trovati in grande quantità soprattutto nell’area a nord dell’attuale Irbid, sono di provenienza siriana e mesopotamica, o in altri casi, sono imitazioni locali che rivelano influenze esterne (alcuni, infatti, hanno anche decorazioni egizie).

All’ultima fase dell’Età del Bronzo risalgono le prime iscrizioni su tavolette di argilla, rinvenute nella Valle del Giordano, nella zona di Deir Alla.
testi di: Carla Diamanti