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I primi abitanti

La Giordania fa il suo ingresso ufficiale nella storia fin dal Paleolitico (approssimativamente dal 400.000 a.C.), quando i deserti erano abitati dall’uomo. Zona di passaggio e pertanto via di comunicazione privilegiata, questa terra, nel corso dei secoli, vide susseguirsi numerose civiltà che si spostavano, di pari passo coi mutamenti climatici, dal deserto verso le steppe più fresche, alla ricerca sempre più difficoltosa di sorgenti d’acqua.
Ognuna di queste civiltà ha lasciato testimonianze che il suolo giordano sta via via restituendo alla luce. Utensili, armi, giare, contenitori, forni, silos e frammenti di mura di cinta raccontano l’evoluzione degli insediamenti antichi e testimoniano la presenza di comunità di agricoltori e pastori ben organizzate.

Del Paleolitico non restano tracce di architettura, né scheletri umani, ma solo resti di utensili e armi in pietra. Il successivo periodo Neolitico (circa 8000-4500 a.C.) vide le prime forme di villaggi organizzati, sorti soprattutto nella zona della Valle del Giordano. Gli uomini vivevano di caccia e raccolta e si muovevano verso le zone in cui abbondavano le sorgenti d’acqua, seguendo lo spostamento degli animali che cacciavano.

Alla nascita dei primi insediamenti fecero seguito anche cambiamenti nell’alimentazione e nelle attività produttive: nuove colture cerealicole e leguminose, oltre che i primi allevamenti di capre, portarono a un aumento della popolazione. Il progressivo cambiamento climatico e la desertificazione delle regioni orientali ebbero come conseguenza una maggiore concentrazione della popolazione nelle zone occidentali, più umide e più ricche d’acqua.

Un sostanziale progresso si ebbe con la lavorazione della ceramica e la conseguente realizzazione di vasi di argilla (introdotta probabilmente da artigiani provenienti dalle regioni della Mesopotamia), usati per conservare i cibi.

Uno dei siti più importanti del Neolitico è Ain Ghazal, alle porte di Amman, in cui sorgevano numerosi edifici con case rettangolari a più ambienti e nel quale vennero rinvenute le celebri statuette antropomorfe, considerate le più antiche del mondo (oggi al Museo Archeologico di Amman e al Museo del Louvre).

Insediamenti strutturati (con case in mattoni di fango e tetti in legno, come a Tuleitat Ghassul, nella Valle del Giordano), allevamento di capre e pecore, colture di datteri, olive, lenticchie e frumento, caratterizzarono invece il Calcolitico, conosciuto anche come Età del Rame.

testi di: Carla Diamanti