Il periodo ellenistico

Durato oltre 250 anni, il periodo ellenistico iniziò con la vittoria di Alessandro Magno sui Persiani e terminò nel 63 a.C. con l’invasione romana.

Fu un periodo di grande fermento artistico e architettonico, durante il quale vennero realizzati palazzi e templi, si coniarono monete e si diffuse la ceramica di importazione greca: la Giordania subì in pieno l’influenza della cultura ellenistica. Il greco divenne la lingua ufficiale, anche se tra il popolo continuava a essere parlato l’aramaico. Sorsero nuove città, mentre altre vennero ampliate e ribattezzate (l’odierna Amman cambiò nome da Rabath Ammon a Philadelphia).

Alla morte di Alessandro Magno, nel 323 a.C., l’impero venne diviso tra i generali suoi successori. A uno di essi, Tolomeo, spettarono Giordania, Palestina, Siria meridionale ed Egitto, mentre la regione settentrionale (dalla Siria alla Mesopotamia) passò sotto il controllo dei Seleucidi, dinastia che ebbe origine da un altro luogotenente di Alessandro Magno, Seleuco Nicatore.

Intanto, nella regione meridionale della Giordania, in precedenza controllata dagli Edomiti, si andava sempre più rafforzando la presenza di un popolo di commercianti, i Nabatei. Erano Arabi nomadi che si spostarono dal nord della Penisola Arabica fino al sud della Siria. Giunsero per la prima volta sul territorio dell’attuale Giordania verso la fine del VII e l’inizio del VI secolo a.C., quando il regno di Edom stava attraversando un momento di difficoltà. Verso la fine del IV secolo, spinti gli Edomiti verso la Palestina, i Nabatei erano ormai ben insediati e vivevano di allevamento, commercio, estrazione di bitume e, sembra da alcuni studi, anche di sfruttamento delle miniere di rame. Essi, nel 311 a.C., dopo la vittoria sulla spedizione del seleucide Antigone, che aveva mosso dalla Siria, stabilirono la propria capitale a Petra, divenuta centro di una florida fortuna economica e che cominciò a destare l’interesse delle potenze dominanti. I ripetuti attacchi dell’esercito greco si rivelarono sempre fallimentari e portarono quindi alla stipula di un accordo tra i due imperi. Un secolo prima di Cristo, il regno dei nomadi dell’Arabia, ormai sedentarizzati, batteva moneta propria, segno questo di grande potere.

Nel 198 a.C. i Seleucidi strapparono ai Tolomei il controllo della Giordania e della Giudea, che dominarono in modo autoritario, reprimendo duramente le ribellioni dei popoli locali. Nel 164 a.C. i Giudei, dopo una strenua resistenza, ripristinarono a Gerusalemme il culto del tempio; successivamente si dichiararono indipendenti, controllando anche una parte delle antiche terre dei Moabiti.

Il crescente potere politico ed economico dei Nabatei, divenne motivo di preoccupazioni per i Romani, che – giunti a Damasco – volgeranno subito lo sguardo a sud.