Musica

Molto antica è la tradizione della musica araba, sviluppatasi presso le corti dinastiche degli imperi islamici da Damasco a Baghdad, fino all’Andalusia. Nata dall’armonia di sistemi melodici e ritmici, attinge a un vasto apparato di modelli melodici, conosciuto come maqabat. I testi arabi sulla musica ne citano almeno 52, dei quali circa 12 sono usati correntemente.

Parole e musica sono strettamente collegate, fin da quando vennero musicate le qasidah, poesie che narravano di natura, religione, vita quotidiana. In Giordania tale antica tradizione è mantenuta viva dai Beduini, che si raccolgono e recitano nenie accompagnati da uno strumento tipico a corde, chiamato rababah.

Ma della tradizione musicale araba fanno parte anche strumenti come l’ud, il liuto, il mijwiz o lo shubaba, flauti a canna doppia o singola, e il tamburo, chiamato darbuka.

Nel mondo arabo la musica non conosce frontiere e ogni Paese, pur mantenendo una propria tradizione musicale, ascolta brani di altri interpreti arabi. Tra i più famosi in Giordania, l’egiziana Umm Kulthum e il siriano Sabah Fakhri.