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Amman - Come spostarsi

Pur essendo strutturata attorno ad alcuni assi stradali principali che collegano i vari «circoli» (rotatorie che fungono da veri e propri snodi del traffico), le strade secondarie, o anche quelle non direttamente vicine ai circoli, non sono ben segnalate, anche se i nomi sono scritti in arabo e in inglese. Da considerare inoltre che, dovendo chiedere indicazioni di direzione, nessuno conosce il nome della strada, ma si deve sempre far riferimento a un albergo, a un centro commerciale, a un’ambasciata e via dicendo. Tutti i quartieri nuovi, guidando, sembrano uguali e, se non si tengono a mente dei riferimenti precisi, si perde facilmente l’orientamento. Certo, queste difficoltà non sono uguali per tutti, ma si presentano spesso a chi non conosce bene la città. Il modo migliore per muoversi ad Amman è quello di usare i taxi: non costano molto, circolano in continuazione ed è molto semplice trovarne uno libero. Ma, cosa ancora più importante, usare un taxi evita il rischio di prendere il service o il bus sbagliato (le indicazioni di percorso e i numeri sono in arabo) e di perdersi, guidando, nei quartieri della città.

Il servizio di trasporto pubblico urbano è molto economico: una corsa nella zona di Amman costa dai 150 ai 250 fils. I bus urbani fanno capolinea nei pressi della stazione ferroviaria; le linee di trasporto urbane non sono molte, i veicoli sono semplici ed è uso non sedersi accanto a persone di sesso opposto: se accanto a una donna c’è un posto libero, nessun uomo si siederà, anche se il pullman è pieno. Nel caso contrario, succederà che l’uomo seduto accanto a un posto libero si alzi per lasciare entrambi i sedili a una donna in piedi. Per avere informazioni, in genere non si chiede di un numero di bus, ma della zona in cui è diretto poi ci si fa aiutare per scendere alla fermata giusta (sempre, però avendo un riferimento ben preciso di cui chiedere: la tale moschea, il tale albergo, ecc.). Andare verso il centro è molto più semplice che tornare, perché chiunque sarà in grado di aiutare un turista e indicargli il bus che va verso il suq, o il Teatro Romano o downtown. Le stazioni di partenza dei collegamenti extraurbani sono tre: Abdali (per il nord, ma da qui parte anche la JETT per Aqaba), Raghadan e Wahdat (per il sud).

Il suo profilo muta con grande velocità, incarnando così lo spirito di rinnovamento e di apertura che si respira soprattutto nelle zone a maggiore vocazione turistica, tuttavia mantenendo l’anima tradizionale che è propria del Paese. Qualcuno dice che Amman si candidi a diventare il polo di attrazione per le conferenze e per i summit dell’area mediorientale. Quali che siano gli obiettivi, se i grattacieli continuano a crescere (le due torri gemelle di vetro e acciaio sono visibili a molti chilometri di distanza), lo fanno anche le infrastrutture: tunnel e ponti uniscono i quartieri e alleggeriscono il traffico. Il turista guarda ammirato, sebbene i punti di interesse per la visita della città siano concentrati nel vecchio nucleo urbano. 

Il passato storico e archeologico della Giordania continua a regalare tracce di sé. Nel mese di settembre 2010 a una quarantina di chilometri a sud della capitale sono stati portati alla luce i resti di un tempio risalente a 3000 anni orsono. Si tratta infatti di un luogo di culto dell’epoca del regno biblico di Moab, quindi di un’epoca compresa tra il 1200 e il 539 avanti Cristo. Dai primi rilievi sembra che il tempio avesse tre piani, comprendesse un santuario composto di varie logge e di un cortile, tanto da essere considerato il più grande e il più completo di tutta l’area.

testi di: Carla Diamanti