Dintorni di Amman - Qusayr Amra e i Castelli omayyadi

In Giordania esistono molti castelli, in vario stato di conservazione, di epoca e funzioni diverse. Alcuni, come Shobak e Karak, erano fortezze crociate, altri, come Ajloun o il forte di Aqaba, sono castelli arabi; ognuno aveva proprie caratteristiche e scopi, anche se  la successione di epoche storiche ha lasciato inevitabili apporti del passaggio degli uni e degli altri.

Il maggior numero di costruzioni fortificate giordane risale al periodo dell’espansione islamica, conosciuto come epoca omayyade, dai califfi che per primi portarono la nuova religione oltre la Penisola Arabica e che sconfissero i Bizantini. Queste costruzioni, quasi tutte nella steppa desertica a est e a sud di Amman, sono conosciute come «i castelli del deserto» e sono dunque quelli a cui si fa riferimento quando si parla comunemente di castelli di Giordania.

I castelli del deserto vennero costruiti (o ricostruiti) all’inizio dell’VIII secolo per volere dei califfi omayyadi che dominarono tutta l’area per circa un secolo, dalla metà del VII secolo fino al 750 d.C., quando vennero sostituiti dagli Abassidi. Da Damasco, capitale del loro potere, gli Omayyadi governarono su un vasto territorio su cui costruirono fortezze, tenute e padiglioni di caccia, caravanserragli e palazzi, edifici diversi per funzione, oltre che per struttura e stile architettonico. I complessi realizzati dagli Omayyadi si componevano in genere di un palazzo, di una moschea, di bagni termali ed erano dotati di un sistema idraulico utilizzato per l’agricoltura e per l’allevamento. Nessuna delle strutture aveva importanti mura di protezione perché i califfi non temevano il deserto, che abitavano, né le sue popolazioni nomadi, con cui erano abituati a trattare.

Oggi i castelli più visitati sono anche i tre più conosciuti e in migliore stato di conservazione: Kharaneh, Amra e Azraq. Si trovano tutti a est di Amman e in genere sono meta di un’unica giornata di escursione.
Tutti gli altri sono in uno stato di conservazione peggiore, ma qualcuno (come Mshatta o Hallabat) consente ancora di immaginare l’imponenza della struttura. Esistono poi alcune strutture omayyadi meno conservate, più distanti dalla capitale e più comodamente raggiungibili dalla Strada dei Re.

A sud della capitale
Uno dei più antichi castelli e anche uno dei più completi è Qastal. Ancora oggi rimangono tracce di una serie di edifici e di una moschea, di un palazzo centrale, di un cimitero, di case, bagni, di un serbatoio e di una diga. Si trova a 25 km da Amman, vicino all’aeroporto, sulla via per Ma‘an nelle immediate vicinanze della strada principale.

Mshatta sorge a sud di Amman, nei pressi dell’aeroporto internazionale Queen Alia. Subito prima della svolta per l’aeroporto si trova il cartello che indica la deviazione per Mshatta, il cui nome significa «accampamento invernale». Il castello consta di una immensa struttura incompleta di mattoni cotti, dalla forma quadrata e delle dimensioni di 144 metri per lato. Il periodo di costruzione è l’inizio dell’epoca islamica. Straordinario per le dimensioni e per la grandiosità della costruzione. Del castello è visibile il muro di cinta con torrette e la parte finale con stanze dalle volte a botte. Interessante la costruzione e il lavoro in mattoni. Curiose le colonne con capitelli corinzi.

Il circuito dell’Est
Muwaqqar si trova lungo la strada da Sahab ad Azraq (meno di 30 minuti in auto). Sorge su una vetta e domina una strada anticamente crocevia di tutte le piste che portavano ai castelli. Mushash sorge al centro di un complesso che rivela un antico insediamento omayyade, composto di 18 edifici. Si trova a 20 km a nord-est di Muwaqqar. Una stradina conduce alle rovine, a nord della strada da Sahab ad Azraq. Poco resta di questi due castelli, visitati solo raramente.

Kharaneh
è situato a sud della strada da Sahab ad Azraq, in modo da formare quasi una linea con Mushash e Muwaqqar. Dista da Amman circa 55 km, in direzione est. Ancora in buona condizione, è interessante soprattutto per la struttura delle sue mura imponenti e per la posizione. Pur avendo l’aspetto di una fortezza, secondo gli esperti Kharaneh venne costruito come residenza o caravanserraglio. Costituiva un punto di sosta per le carovane di mercanti che dalla Siria viaggiavano verso sud e verso est. Le camere del piano superiore sono abbellite da raffinate decorazioni. Un’iscrizione islamica su uno degli archi del secondo piano data la costruzione al 711 d.C. Dalla sommità dell’edificio lo sguardo può spaziare sul deserto circostante.

Qusayr Amraì, patrimonio dell'Umanità Unesco, è uno dei più bei monumenti di tutta la Giordania, situato a est della capitale (65 km), unico nel suo genere per gli affreschi che decorano le volte e i bagni; dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale. L’architettura, ma soprattutto le decorazioni del castello fanno pensare che questo fosse un luogo di piacere e non una fortezza. Il complesso originale comprendeva anche una fortezza di cui restano solo poche rovine ed era circondato da giardini irrigati con un sistema alimentato da una ruota ad acqua. La costruzione che ancora oggi è visibile rappresenta la sala delle udienze con il bagno e il vestibolo. Amra costituisce un esempio unico di affreschi in epoca islamica. Gli affreschi della palazzina risalgono ai primi secoli dell’Islam. Esempio unico nel loro genere, riproducono oltre 250 tra personaggi e animali. Sono inoltre rappresentati nelle pitture murali quadri allegorici tra i quali da notare la volta celeste. Nel complesso Amra possiede 350 metri quadri di affreschi murali di arte antica e islamica. Si entra dal Visitors’ Centre, presso cui si trovano anche dei bagni pubblici.

Azraq è il più distante dalla capitale: 115 km a est. Situato all’incrocio delle principali strade che si intersecano nel Medio Oriente, Azraq si trova in un’oasi del deserto. Il suo nome in arabo significa blu e lo deve all’acqua che sgorga dalle quattro sorgenti principali della regione.
Si ritiene che sia stato costruito dai Romani durante gli ultimi anni del III secolo d.C., ma ha subito numerose alterazioni in epoca mamelucca ed è stato utilizzato anche da Omayyadi e Bizantini. Si tratta di una fortezza costruita in pietra basaltica di colore scuro e rimaneggiata durante il periodo ayyubida (circa 1236 d.C.), come attesta l’iscrizione all’ingresso. Lawrence d’Arabia ne fece il suo Quartier Generale durante la Prima Guerra Mondiale.

Hallabat si trova circa 60 km a nord-est di Amman. Molto facile da raggiungere, poco oltre la strada che porta da Zarqa ad Azraq. Era la fortezza più completa di ogni altro complesso in Giordania.
Fino a non molto tempo fa si credeva che fosse stato costruito dai Nabatei per respingere le incursioni delle tribù del deserto, e che fosse poi stato occupato dai Romani a partire dal II secolo d.C. Si riteneva inoltre che nel successivo periodo omayyade fosse stato ricostruito e trasformato in complesso residenziale. Alcune fonti, tuttavia, basandosi su nuove teorie emerse dagli ultimi lavori di scavo, hanno sovvertito questa ipotesi. Queste infatti sostengono che il castello sia stato costruito nell’VIII dagli Omayyadi i quali si servirono di pietre con iscrizioni nabatee, greche e latine provenienti da siti vicini (forse Umm al-Jimal e Khirbet al-Samra), occupati durante il precedente periodo bizantino.
A pochi chilometri da Hallabat (5, in direzione sud-est) si trova un piccolo bagno (Hammam el-Sarah), costruito durante il periodo omayyade e ricostruito grazie all’importante intervento del Dipartimento di Antichità di Giordania.

testi di: Carla Diamanti