Dintorni di Amman - Grotta dei Sette Dormienti

A pochi chilometri dalla capitale si trova questo sito di grande importanza per i credenti musulmani che vi si recano in visita ogni qual volta transitano dalla Giordania per proseguire verso Mecca.

Della Grotta si parla infatti nel Corano, che narra di alcuni ragazzi cristiani che rifiutarono di obbedire a un imperatore romano (forse Traiano o addirittura Decio) che li aveva obbligati a rendere omaggio alle divinità pagane. Durante la fuga i ragazzi si imbatterono in un pastore cristiano che li accompagnò, insieme al suo cane, in una grotta dove Dio li fece cadere in un sonno profondo. Quando giunsero i soldati romani li credettero morti e sigillarono la grotta. Secondo il Corano i giovani rimasero addormentati per 309 anni. Il risveglio avvenne probabilmente durante il regno di Teodosio II, in epoca bizantina, quando il cristianesimo era ormai diventata la religione ufficiale dell’Impero Romano.

La Grotta di Kahf al Raqim è una delle tante tombe scavate nella pietra che compongono un vasto cimitero bizantino. La facciata è decorata con colonne semicircolari e nicchie a forma di conchiglia attorno all’ingresso.
All’interno si apre una camera circondata da tre nicchie con la volta a botte. Le due a destra e a sinistra contengono gli otto sarcofagi di pietra decorati con motivi geometrici e floreali. Un’apertura rettangolare di circa quattro metri unisce la terza nicchia con il pavimento della moschea sovrastante. Sull’intonaco che riveste le pareti sono ancora visibili iscrizioni greche e arabe, oltre ad alcuni disegni. Sul sito si trovano due moschee. La prima subito sopra l’ingresso della grotta, la seconda di fronte, nel cortile.

Entrambe hanno subito varie ricostruzioni durante tutto il periodo islamico.

testi di: Carla Diamanti