Dintorni di Amman - Le riserve naturali di Azraq

Una visita alla località di Azraq non sarebbe completa se si limitasse alla sola fortezza. Nelle immediate vicinanze, infatti, si trovano due delle riserve naturali protette dalla Royal Society for the Conservation of Nature.

L’oasi di Azraq (Azraq Wetland Reserve) è uno straordinario esempio di bacino idrico (oggi ridotto per dimensioni), nel cuore del deserto orientale della Giordania. Il suo nome, Azraq, in arabo significa «azzurro» e testimonia l’antica abbondanza di acque dell’oasi. Ciò che resta del vasto complesso idrografico sono vari specchi d’acqua e una palude stagionale che si stendono attorno a un’antica muraglia, conosciuta come Qa’a, che funge da camminamento nella riserva.

L’oasi è stata dichiarata dalla Convenzione di Ramsar una importante stazione di sosta per la migrazione di uccelli, presenti in quest’area in oltre 380 specie. In primavera e autunno, il flusso dei volatili che si ritrovano sugli specchi d’acqua di Azraq, protetti da un fitto canneto, è considerevole. Li si può osservare, in silenzio e senza disturbarli, da una torretta di avvistamento raggiungibile attraverso un sentiero in legno che percorre parte della palude. La singolare sensazione di trovarsi immersi in un paradiso d’acqua circondati dal deserto è unica. Nell’oasi sono presenti anche bufali d’acqua.

Le visite sono guidate e partono dal Centro Visitatori, presso il quale sono illustrate fauna e flora locali e sono descritte le pazienti attività necessarie al mantenimento di questa eccezionale oasi. I momenti migliori per visitare l’oasi sono i mesi invernali o la primavera, quando le piscine naturali sono alimentate dalle piogge invernali. Presso l’oasi non sono presenti possibilità di ristoro: il cibo (che può essere consumato in aree attrezzate), deve essere acquistato in precedenza nel vicino villaggio.

Nella località di Azraq si trova inoltre una seconda riserva naturale, protetta dalla RSCN, la riserva di Shaumari, nota per essere stata destinata alla tutela e alla riproduzione dell’orice arabo. Questo animale, un’antilope bianca tipica della Penisola Arabica, fu oggetto di una spietata caccia che ne comportò la quasi totale estinzione attorno al 1920. Prima della definitiva sparizione della specie, venne lanciato un programma di recupero, raccolto e ampliato dalla RSCN che, presso il centro di Shaumari, aperto dal 1975 proprio con lo scopo di proteggere le specie in via di estinzione, ha fatto registrare uno straordinario successo. All’inizio del 2002 alcuni esemplari vennero trasferiti in uno speciale recinto a Wadi Rum, allo scopo di reinserirli gradualmente nel loro habitat naturale.

Nei 22 kmq della piccola riserva vengono organizzati dei safari per ammirare i risultati degli sforzi compiuti dal programma di ripopolamento: esemplari di orice bianco, ma anche di gazzelle, struzzi e onagri. I tour partono dal Centro Visitatori, dove è allestita un’esposizione fotografica e informativa sulla fauna protetta. Nella riserva si trova un’area per il pic-nic (bisogna provvedere a portare il cibo, in quanto non ci sono possibilità di ristoro) e una sorta di piccolo zoo per i bambini.

testi di: Carla Diamanti