Itinerari

Nel complesso si può affermare che dal punto di vista geografico in Giordania si individuano due zone principali: il Rift e l’altipiano, di cui fanno parte anche i deserti.

La regione conosciuta come Rift è al di sotto del livello del mare (dai 209 ai 408 m). È la porzione giordana della Rift Valley, il grande sistema di fosse tettoniche che inizia a nord della Siria e attraversa tutta l’Africa fino al Mozambico per un totale di 4830 chilometri: la sua origine è molto antica e si attribuisce alla deriva dei continenti. È di sicuro la parte più calda della Giordania (nei mesi estivi si sfiorano i 50°C). È anche la zona in cui si concentra la maggior parte delle acque, soprattutto a nord del bacino del Mar Morto, nel territorio cioè dove scorrono il fiume Giordano e gli altri corsi d’acqua.

All’interno del Rift si distinguono varie zone: la Valle del Giordano, il Mar Morto, le regioni del Ghor (a nord e a sud del Mar Morto) e Wadi Araba. Viaggiando verso sud, l’ultima zona conosciuta come «Ghor» (Ghor as Safi) si trova a sud del Mar Morto, al confine con Wadi Araba. La Valle del Giordano, segnata dal corso del fiume omonimo, è caratterizzata dalla cospicua presenza di acqua, di una rigogliosa fascia verdeggiante e di aree dedicate all’agricoltura, quindi anche da una discreta densità di popolazione, presente in insediamenti fin dalle epoche preistoriche.

L’apporto idrico alla regione è dovuto non solo al fiume biblico, ma anche ai suoi affluenti, soprattutto lo Yarmuk, che segna in parte il confine con la Siria, e lo Zarqa, le cui acque vengono raccolte dalla diga che porta il nome del re Talal bin Abdullah. Più a sud, sia lungo le sponde del Mar Morto che nella Wadi Araba, il paesaggio muta completamente e, pur se di grande suggestione, diventa completamente brullo. Wadi Araba, che unisce il Mar Morto al Mar Rosso e che segna il più lungo confine terrestre tra Giordania e Israele, ha un aspetto tipicamente desertico a causa della scarsa disponibilità idrica. Nessun corso d’acqua riesce a percorrerla fino al Mar Rosso, penalizzato dalla elevata evaporazione e dal forte dislivello che dai meno 408 metri torna al livello del mare ad Aqaba.

La zona dell’altipiano, più estesa, occupa tutta la fascia a est del Rift, spingendosi fino ai confini con l’Iraq e l’Arabia Saudita, presentandosi di volta in volta con delle notevoli differenze morfologiche. La regione nord orientale, in corrispondenza dell’Howran siriano di cui è considerata un prolungamento, a causa di antichi fenomeni vulcanici ha una composizione di tipo lavico ed è ricca di basalto, che dà al terreno un caratteristico colore scuro. La ricchezza degli apporti della lava, inoltre, ne rende una parte molto fertile (anche se lo sfruttamento per l’agricoltura non è intenso come nella Valle del Giordano).

L’estremità nord-orientale dell’altipiano digrada verso la steppa semiarida del deserto siriaco. Se la grande porzione orientale dell’altipiano è occupata da aree di tipo desertico (pur di diverso tipo), la striscia occidentale presenta rilievi di tipo collinare e montuoso, solcati dalle gole dei fiumi che nei secoli hanno occupato il fondo delle gole originate al tempo del Rift. Qui si addensa la maggior parte della popolazione e si trovano le città principali, tra le quali Amman, che ha un’altitudine che varia dagli 820 ai 1072 metri sul livello del mare. La zona a nord della capitale, in particolare lungo la fascia a ridosso della Valle del Giordano, è caratterizzata dalla presenza di colline ricoperte di pinete e di piantagioni di olivi. Procedendo verso sud diminuisce il verde e, in particolare dopo i Wadi Mujib e Hasa, i rilievi si fanno più importanti e culminano con la catena di Shara, le cui vette calcaree tra Tafila e Ras an Naqab raggiungono i 1500 metri.

La parte più estesa dell’altipiano, tutta quella a oriente delle catene montuose occidentali, è occupata dal deserto. Questo viene distinto in tre tipi diversi, in base alle caratteristiche geologiche e geografiche.

Nella zona nord-orientale della Giordania si trova il deserto nero, il cui nome è dovuto al colore della roccia che ne costituisce l’elemento principale. Si tratta del basalto di origine vulcanica, proveniente soprattutto dalle eruzioni del Jabal al Arab (monte degli Arabi) o Jabal al Druz (monte dei Drusi), in Siria. In questa zona l’acqua è piuttosto scarsa e le antiche falde sotterranee della zona di Azraq si sono drasticamente ridotte, come anche le oasi, oggi quasi scomparse.

A sud del deserto nero, e a oriente dell’antica linea ferroviaria dell’Hijaz, che correva da Damasco a Medina, si trova il deserto piatto (deserto di Hamada). Composto di rocce calcaree, è sempre stato attraversato nel corso dei secoli da pellegrini, eserciti e commercianti perché collegava Mecca e Medina con Damasco e Gerusalemme, e Baghdad con la Palestina e l’Egitto. In questa regione restano ancora molte tracce del passaggio dei califfi omayyadi, che regnarono per un secolo e che vi costruirono le loro residenze.

La parte meridionale della Giordania è occupata dal deserto di sabbia (deserto di Osma), composto da rocce multicolori modellate dall’effetto dell’erosione che per secoli ha forgiato granito, gneiss e arenaria. Lo spettacolo della natura che da Ras an-Naqb a Disi e a Wadi Rum (e fino ad Aqaba) diventa maestoso e la particolarità dell’ecosistema sono stati sottolineati anche dalla costituzione dell’area protetta di Wadi Rum.