Contatti

La Strada dei Re - Storia

La parte centrale della Strada dei Re, molto tempo prima dell’arrivo dei Romani, nella metà del IX secolo a.C. circa, era occupata dai Moabiti che avevano stabilito la propria capitale a Dhibon. Essi furono i primi a usarla e a darne notizia: nelle iscrizioni della stele di Mesha, il documento più importante  pervenutoci dal loro regno, si legge, fra l’altro «Io sto pavimentando la strada fino ad Arnon» (Arnon era il nome con cui si conosceva la valle di Mujib). Prima dei Moabiti la strada era stata percorsa dagli Ebrei durante il loro cammino attraverso il Sinai e il Mar Rosso. Dopo il 106 d.C. venne ribattezzata Via Nova Traiana, in onore dell’imperatore romano Traiano che ne decise la ristrutturazione totale e il completamento. La Strada dei Re venne pavimentata, segnalata con pietre miliari e collegò definitivamente Bosra con Aqaba. I motivi principali che spinsero i Romani a portare a termine una tale impresa monumentale erano di carattere commerciale e militare. Lungo la rotta nord-sud non transitavano solo spezie e sete, quindi, ma anche le truppe romane di stanza nella Provincia Araba (fondata anch’essa da Traiano).
Dal punto di vista commerciale, l’asse della Strada dei Re consentiva facili collegamenti con le popolazioni circostanti e, nella parte sud, rappresentava un ponte ideale per attraversare il Sinai, l’Egitto e per giungere fino in Africa. Il controllo della Strada dei Re era parte del disegno strategico dei Romani, i quali durante la loro avanzata occuparono tutte le strade più importanti del Paese. Ciò costrinse i Nabatei a spostarsi verso est di circa quaranta chilometri, uscendo di proposito dal tracciato romano per evitare di pagare i tributi imposti per l’utilizzo delle strade.

testi di: Carla Diamanti