Mar Morto

La depressione del Mar Morto occupa la parte centrale e meridionale del Rift, la grande spaccatura siro-africana che investe la Giordania occidentale fino al golfo di Aqaba. La regione, formatasi circa 30 milioni di anni fa, quando la Penisola arabica si staccò dal continente africano e si spostò verso nord-est, presenta un paesaggio molto vario e un clima eccezionale di tipo tropicale che si presta alla coltivazione di prodotti agricoli estranei al resto del Paese.
Protetto a ovest dalle colline che digradano dall’altipiano orientale e poi a sud dalla catena delle montagne di Shara, il bacino del Mar Morto ha come affluente principale il fiume Giordano che termina il suo corso gettandosi nel grande lago salato. Le acque del Mar Morto non hanno nessuna via d’uscita e anche l’unico emissario che lo collegava al Mar Rosso si è definitivamente prosciugato perché a causa della scarsa portata d’acqua e della forte evaporazione non riusciva a superare il dislivello e a rimontare la vallata di Araba, da quattrocento metri sotto il livello del mare fino al Mar Rosso.
Il Mar Morto è quindi un punto di collegamento tra le valli del Giordano (a nord) e di Araba (a sud). Queste hanno caratteristiche ben distinte l’una dall’altra. La prima è un grande bacino ricco di acqua e percorso dal Giordano e dai suoi affluenti. Stretta nella parte settentrionale, la Valle del Giordano si allarga nella pianura confinante con il Mar Morto. Lungo la valle abbondano le coltivazioni dovute alla possibilità di irrigazione e al clima tropicale.

Il paesaggio che caratterizza la Wadi Araba, invece, è ben diverso. Pur godendo dello stesso clima, ha una disponibilità più limitata di acqua. Nella parte più vicina al Mar Morto, quindi, quella in cui riceve ancora il contributo delle valli laterali che raccolgono l’acqua e che la convogliano a fondo valle, è ancora possibile praticare l’agricoltura. Ma procedendo verso sud il deserto e la sabbia prendono il sopravvento sul verde. La valle ha un fondo piatto ed è chiusa tra il deserto del Negev a ovest e le montagne di Shara a est, ricche di giacimenti di rame e dalla conformazione rocciosa piuttosto varia, dallo gneiss al granito e al calcare

L’estensione complessiva del Mar Morto è di oltre 1000 kmq, lungo circa 75 chilometri e largo circa 15. Fino a circa trenta anni fa si componeva di due bacini comunicanti e uniti tra di loro. Oggi, in seguito alla continua evaporazione e al minore contributo idrico dovuto alla variazione del corso del Giordano, il bacino meridionale si è quasi completamente prosciugato, lasciando al posto dell’acqua una vasta distesa di sale. La costante evaporazione e la particolare consistenza dell’acqua ne rendono difficili le misurazioni di profondità. Il lago vero e proprio e la salina sono separati dalla penisola di Lisan.
Il Mar Morto ha un proprio passato storico e spirituale. Si crede infatti che fosse il luogo in cui sorgevano cinque città bibliche: Sodoma, Gomorra, Admah, Zebouin e Zoar. Il nome è dovuto al fatto che non esistono forme di vita a causa dell’elevatissima salinità. Nella Bibbia il Mar Morto è conosciuto come Mare di Sale.
Oggigiorno la sua sponda orientale è una zona tranquilla e non molto densamente popolata, cosa che ha contribuito a mantenere il paesaggio praticamente immutato. La differenza tra le sponde occidentale e orientale (versante giordano) è notevole. 
Costeggiata da alti rilievi di origine calcarea, la sponda orientale riceve un maggiore apporto di acqua piovana, ma la controparte israeliana, pianeggiante, ha falde di arenaria impermeabile che impediscono alle acque di penetrare nel sottosuolo e creano così delle oasi affioranti che contribuiscono alla fertilità del suolo.
La costa orientale del Mar Morto ha un fascino particolare. Bordata verso l’entroterra dalle alte vette calcaree color aragosta, dalla parte del mare ha dei colori cangianti e spettacolari. Al verde smeraldo del mare fanno da cornice i bianchi cristalli del sale accumulatosi lungo la riva. La scogliera che affianca la strada (aperta al traffico civile dopo la firma degli accordi di pace  con Israele del 1994) è interrotta solo dallo sbocco dei wadi che alimentano il Mar Morto. Spettacolare a questo proposito è la parte finale del Wadi Mujib, profondo canyon che si apre nella sua parte iniziale lungo la Strada dei Re. Finisce nel Mar Morto, apportando il suo contributo di acque, soprattutto del fiume Arnon, il principale affluente del lago salato dopo il Giordano. Il corso dell’Arnon, profondo e potente, ha per secoli segnato il confine del regno dei Moabiti. 
L’area a nord e a sud del Mar Morto è stata teatro di grandi movimenti religiosi descritti nei libri sacri. La regione del Ghor, che si suddivide in varie zone ognuna con un nome diverso, nella parte subito a nord del Mar Morto, viene chiamata nella Bibbia pianura di Moab ed è la zona in cui si concluse l’esodo degli Israeliti prima che attraversassero il Giordano. Di qui inoltre passavano i cristiani nel corso dei loro pellegrinaggi dal Monte Nebo a Gerusalemme, durante i quali sostavano in vari siti religiosi, primo fra tutti quello di Betania sul Giordano, dove avvenne il battesimo di Cristo.