Petra - Al-Khazneh, il Tesoro

È la costruzione più famosa e più impressionante di Petra, pur non essendo la più grande. Posto alla fine della parte stretta del Siq compare alla vista all’improvviso lasciando il visitatore senza fiato. Il nome con cui comunemente viene conosciuto questo monumento gli è stato attribuito nel IX secolo dai Beduini che abitavano la zona e che credevano che l’urna posta sulla cima della facciata contenesse il tesoro di un faraone.

La facciata del Tesoro è larga 30 metri e alta 43. La costruzione, in stile ellenistico del Vicino Oriente, venne scolpita nella roccia durante il primo secolo avanti Cristo come tomba per un re nabateo, probabilmente Aretas III, e, secondo alcuni studiosi, usata in seguito come tempio. Sulla facciata sono scolpite figure mitologiche e divinità nabatee. La parte alta della facciata è ornata di colonne sovrastate da capitelli nabatei, mentre le colonne della parte bassa, sovrastata da un frontone triangolare, terminano con capitelli corinzi. In alto, negli spazi tra le colonne, si trovano statue a coppie simmetriche. Nella parte centrale è stato scolpito un tholos, tempietto circolare con 3 statue e sormontato dall’urna nella quale si riteneva che fosse conservato il tesoro da cui prende il nome la tomba. La statua centrale rappresenta Tyche, mentre le statue laterali raffigurano le Amazzoni.

L’interno del Tesoro risulta piuttosto spoglio. Una grande sala centrale con nicchie laterali e un vano sul fondo. Il vano è ormai visibile solo dall’esterno, perché da poco è stato reso inaccessibile. A destra e a sinistra dell’accesso alla sala, dopo la scalinata, si aprono due celle laterali che accoglievano guardie e sacerdoti posti a custodia del mausoleo; le celle sono tuttora accessibili.

Sulla spianata di fronte al Tesoro si intravedono le punte a spiovente dei tetti di altre costruzioni che provano come il pavimento originale antistante il Khazneh fosse molto più basso rispetto al livello attuale. Ciò lascia altresì immaginare che la costruzione principale di fronte al Siq fosse preceduta da una lunga scalinata.

Il recupero del livello originale allo scopo di riportare alla luce le facciate che ora sono sepolte sotto la terra è uno degli obiettivi cui stanno lavorando gli archeologi della missione che si occupa di Petra.

Sulla destra del Khazneh ha inizio quella che viene chiamata la Via delle Facciate o Siq esterno, che porta fino al Teatro. Lungo questa strada, che è la continuazione della gola del Siq, si succedono costruzioni (tombe) con decorazioni singolari (44 facciate di tombe in totale). Sulla sinistra, dopo una prima parte crollata a seguito degli agenti atmosferici, si levano le facciate di tombe con decorazioni di influenza assira. Sul tetto delle costruzioni, infatti il celebre motivo a scale che salgono e che scendono evoca lo zigurat, che in genere si compone di sette gradini corrispondenti ai sette livelli per raggiungere il più alto paradiso.

Superate le tombe con decorazione assira, mentre sulla destra inizia la necropoli patrizia, sulla sinistra c’è l’indicazione per la salita che conduce al Sacrificio, o Luogo Alto (High Place). La salita da questo punto dura circa 45 minuti e conduce fino all’ara sacrificale da cui si gode un panorama incantevole sulla città di Petra.

Un viottolo sterrato subito a destra della scalinata per il Sacrificio conduce a una delle più spettacolari tombe di Petra, la Tomba degli Angeli. Di dimensioni non grandissime e senza alcuna facciata monumentale, la tomba potrebbe facilmente essere scambiata per una grotta scavata nella montagna. A causa di una frana non è più possibile accedere all’interno, dove si aprivano nicchie sepolcrali; ma dagli spiragl iesterni si può ancora ammirare uno degli esempi più belli degli effetti cromatici della pietra arenaria. Le sfumature multicolori disegnano movimenti e onde e sembrano opera dell’uomo per quanto sono perfetti. La Tomba degli Angeli si trova ai piedi della necropoli popolare, che però viene vista solo dal basso. Poco oltre, a sinistra, il Teatro.

testi di: Carla Diamanti