Petra - I dintorni

Al-Wu’ayra  
Al-Wu’ayra e il suo castello facevano parte di un unico complesso cui apparteneva anche la Fortezza di al-Habis. Questa fortezza si trova un solo chilometro a nord di Petra (262 km a sud di Amman e 134 a nord di Aqaba). La si può raggiungere in venti minuti dalla fine del villaggio di Wadi Musa (cioè dall’ingresso del sito archeologico di Petra). Si segue la strada asfaltata che parte dall’Hotel Forum verso Umm Seihun e Beida. Il sito si individua facilmente a ovest della strada. Un sentiero sterrato porta dalla strada asfaltata fino a una costruzione nabatea scolpita nella roccia. Qui si possono lasciare le auto, eventualmente, e proseguire a piedi.
Una stradina attraverso la roccia sulla sinistra della costruzione porta fino al ponte all’ingresso del sito.
I
l sito sul quale sorge il castello fu abitato durante l’Età del Bronzo fino al periodo nabateo, svolgendo la funzione di necropoli monumentale e di zona sacra per Petra. Lo provano in particolare sette grandi tombe in pietra, cisterne e altari e una specie di sedili in pietra. In seguito sullo stesso luogo venne realizzata una fortificazione crociata in cui successivamente si stabilirono insediamenti di gruppi di Beduini.

Sono visibili i resti della torre quadrangolare e parte dell’abside della chiesa. Questa aveva una sola navata, una volta a botte e due entrate, una a sud, la principale, e una a ovest. Sul lato meridionale della chiesa c’era un cimitero crociato con due tombe scavate nella roccia.

La Chiesa di al-Wu’ayra ricorda molto la cappella del castello crociato di Shobak: entrambe hanno una sola navata e la volta a botte. Sono in pratica due copie della stessa chiesa, tutte e due poste sul muro di confine e collegate con il resto della struttura difensiva, quasi a esserne parte. Questo particolare, unito al fatto che entrambi gli edifici religiosi sono dotati di una cisterna e di un sistema idrico che passa all’interno della chiesa (giustificato con la necessità di poter imporre il battesimo), lascia supporre che all’occorrenza e in caso di attacco le chiese fossero anche luoghi di rifugio.

I resti della fortezza crociata si raggiungono entrando attraverso un tunnel scavato nella roccia e collegato a un ponte sul Wadi al-Wu’ayra. La fortezza misura 100 per 80-64 metri. Il principale muro difensivo è in gran parte distrutto, ma le due torri sono facilmente identificabili, una lungo il muro di cinta e l’altra nell’angolo nord-orientale. Di epoca nabatea sono una scalinata scolpita nella roccia e una stanza anch’essa scavata nella pietra e decorata con nicchie. La fortezza fu sede di una guarnigione crociata nel 1144.

Beida
È un sito neolitico risalente a 9000 anni fa, uno dei più importanti della Giordania. Venne scoperto in varie fasi, dal 1958 al 1983. I lavori di scavo hanno portato alla luce sette livelli stratificati, a partire dal Mesolitico, con case, botteghe e forni. Sono state rinvenute iscrizioni fenicie ed edomite risalenti al VII secolo a.C.

Non distante da Beida (a circa un chilometro), si trova l’ingresso a Siq al-Barid, popolarmente conosciuto come «la piccola Petra», preceduto da una zona di cisterne. Siq al-Barid era un prospero centro nabateo posto in posizione strategica sulle vie carovaniere che univano la zona di Petra a Wadi Araba e al Mar Morto, per continuare poi verso Gaza, Egitto e Mediterraneo.

Nella zona, l’acqua veniva conservata all’interno di enormi cisterne di centinaia di metri, utilizzate ancora oggi. Il Siq, che misura 350 metri di lunghezza, era anticamente protetto da una porta che consentiva l’accesso alle tombe, templi, triclinia, case, cisterne, acquedotti, nicchie e siti religiosi. L’ingresso al Siq è annunciato, sulla destra, da un notevole triclinium. All’interno del sito, molto bello in particolare il Biclinio, con resti di affreschi e imitazioni di pannelli murali. Il soffitto ricoperto di affreschi con motivi floreali, animali e soggetti mitologici, risale probabilmente al I secolo d.C.

Da Petra dista circa 15 km e si raggiunge in taxi (di rado partono minibus da Wadi Musa). Il percorso, molto bello, si snoda tra le rocce color ocra modellate dagli agenti atmosferici.

La preistoria a Basta
Lasciando Petra dalla strada che congiunge il villaggio di Wadi Musa all’Autostrada del Deserto (seguire il cartello che segnala la direzione per Aqaba, all’incrocio dopo le Sorgenti di Mosè), sulla sinistra si incontra la deviazione segnalata per il villaggio di Basta. Si svolta a sinistra al cartello, si prosegue dritto, poi dopo l’ufficio postale si gira a destra, si prende la prima a sinistra e poi subito a sinistra.

Si raggiunge così questo sito risalente al periodo neolitico, che nonostante sia abbandonato e circondato dal villaggio moderno, ha comunque un fascino per la struttura originale ancora visibile, con abitazioni a pianta quadrata, vicoli e per le dimensioni, che pur senza essere monumentali, sono comunque di discreta entità.

testi di: Carla Diamanti