Petra - Ingresso alla città Nabatea

Circa un migliaio sono i monumenti conosciuti a Petra. Di questi, oltre 600 sono tombe rupestri. Ciò portò a credere per diverso tempo che si trattasse solo di un sito adibito a necropoli. Ma l’ipotesi venne ribaltata quando furono scoperte case decorate, templi e betili (testimonianza della grande religiosità della gente). La maggior parte di essi sono scolpiti per lo più in arenaria, materiale duttile ma friabile. Altri sono stati realizzati utilizzando blocchi di pietra tagliati dalle vicine cave.

Petra si trovava all’incrocio delle vie che univano l’Arabia antica al Mediterraneo. La prosperità della città tuttavia non era dovuta solo alla posizione strategica, ma anche alla concomitanza di una serie di fattori geografici vantaggiosi. Sorgeva al fondo di una valle protetta da accessi reconditi e in posizione favorevole per la raccolta delle acque (sono state rinvenute oltre 200 tra cisterne e bacini), inoltre era circondata da terreni che permettevano anche la coltivazione di prodotti per la sussistenza della popolazione, ormai stanziale (nella vicina zona di Beida sono state trovate 20 macine).

Un fatto singolare per un centro tanto ricco era che la capitale nabatea non era circondata da mura difensive. Secondo Diodoro Siculo (I secolo a.C.) i Nabatei in caso di pericolo si rifugiavano nella zona di Umm al-Biyara (sito di un insediamento antichissimo), disseminando la zona di vedette che segnalavano l’arrivo del nemico con segnali di fumo.

La strada di accesso
La strada che dal cancello d’ingresso conduce fino all’inizio del Siq non è priva di interesse. Tra le costruzioni principali che vi compaiono, sulla destra a un centinaio di metri dall’entrata, si trovano i cosiddetti Blocchi di Ginn (che nella tradizione araba sono gli esseri soprannaturali), o Tombe Torri. Si tratta di tre massicci monumenti la cui funzione non è stata ancora determinata. Potevano essere tombe o una sorta di betili dedicati alla divinità nabatea Dushara.

Quasi di fronte, sul lato opposto e poco più avanti, si trova la Tomba degli Obelischi con il Triclinio di Bab as-Siq. Il nome dell’edificio funerario deriva dai quattro obelischi che decorano il piano superiore della facciata. I Nabatei adottarono l’obelisco dagli Egizi e lo utilizzarono come simbolo funerario. Il triclinio era invece una costruzione tipicamente nabatea, così chiamata in quanto aveva tre stanze, in genere una centrale e due laterali, utilizzate per funzioni religiose o per banchetti in onore del defunto.
Prima della diga che si trova subito a destra dell’ingresso del Siq, si può salire al Luogo Alto di al-Madras, centro di culto nabateo, così come at-Tunub, più facile da raggiungere. La diga è una costruzione del I secolo d.C., realizzata per evitare le inondazioni durante le piogge. La costruzione attuale risale al 1964.

testi di: Carla Diamanti