Deserti - Wadi Rum

Arenaria, granito, basalto. È di questi tipi di roccia che si compongono le montagne di Wadi Rum, dando luogo a una vera e propria meraviglia geologica, alla cui formazione ha contribuito in larga parte anche l’erosione dei venti. Il paesaggio lunare di Wadi Rum è un susseguirsi di maestose formazioni rocciose che si innalzano tra dune e distese di sabbia bianca, arancio, rossa e rosa, dando vita a giochi cromatici infiniti che mutano col cambiare della luce. L’aspetto attuale del deserto di Wadi Rum è stato prodotto da una serie di sconvolgimenti geologici antichi che hanno modificato l’uniforme paesaggio sabbioso interrompendolo, spingendo possenti massicci rocciosi fuori della crosta terrestre. Le montagne di arenaria, con i loro pinnacoli e nicchie prodotti dal lavoro del vento e dell’acqua, poggiano su basalto vulcanico e roccia granitica. La base della valle si trova a un’altitudine di circa 900-1000 metri sul livello del mare e Jabal Rum, la vetta più alta della zona e la seconda del Paese, raggiunge i 1754 metri. La posizione strategica della regione che l’ha resa da sempre via di comunicazione privilegiata tra il nord e il sud dell’Arabia, e tra questa e il Sinai e l’Egitto ha forgiato il carattere delle popolazioni che hanno cominciato a vivere di commerci. Del loro passaggio sono rimaste tracce visibili sulle pareti dei massicci di Wadi Rum a segnalare percorsi e sorgenti d’acqua, oltre a scene di vita. Delle migliaia di iscrizioni, molte risalgono a mille anni prima di Cristo, a opera di pastori tamudici, mentre altre sono state lasciate dai Nabatei durante i loro attraversamenti del deserto e sono quindi di epoca più recente, dal 300 a.C. al 200 d.C. circa. La testimonianza del passaggio dei Nabatei assume la forma anche di piccole dighe, di cisterne, di canalizzazioni, di luoghi santi, di scalinate scolpite nella roccia e di incisioni rupestri. I Nabatei, nel I secolo a.C., ricostruirono anche un tempio edificato dalla tribù di Ad (ai piedi del Jebel Rum) e fondarono accanto ad esso un piccolo villaggio con annesso un complesso termale. Ma gli archeologi hanno rinvenuto tracce di insediamenti risalenti a 4500 anni prima di Cristo, oltre a tracce di epoca Neolitica, quando ancora questa regione era conosciuta come Wadi Iram. Il costante passaggio di popolazioni in epoca pre-islamica è documentato dalle numerose iscrizioni rupestri, molte delle quali si sovrapposero a quelle nabatee. All’inizio del Novecento Wadi Rum divenne il quartier generale delle forze del principe Feisal Bin Hussein e di T.E. Lawrence, conosciuto come Lawrence d’Arabia, nel corso della Rivolta Araba contro gli Ottomani.  Oggi Wadi Rum è abitato ancora da tribù nomadi beduine, conosciute per il grande senso di ospitalità. Non è raro, nel corso delle escursioni nel deserto, incontrare una tenda e ricevere l’invito a bere il caratteristico caffè beduino aromatizzato al cardamomo.

Il circuito del Wadi Rum  

Le mete classiche di un circuito minimo all’interno di Wadi Rum sono la sorgente Ayn Abuaynah, più comunemente conosciuta come «sorgente di Lawrence», e il sito di Khazali, all’interno del quale si possono ammirare gli stupendi graffiti preistorici. Questo tipo di escursione ha la durata di due ore circa, per un totale di 30 km tra andata e ritorno al Visitors’ Centre.Avendo più tempo a disposizione si consiglia di effettuare un’escursione che tocchi anche altri siti naturali all’interno di Wadi Rum. Spettacolari sono i due ponti di roccia, Um Fruth e quello di Burda che richiedono un circuito totale rispettivamente di tre ore e mezza e di cinque ore in fuoristrada (molto di più a dorso di cammello). Suggestiva anche la zona delle dune rosse (chiamate rimal) e quella in cui si trovano i resti di una fortezza, il palazzo di Lawrence d’Arabia. Alle spalle della Rest House si trova invece il Tempio Nabateo, raggiungibile a piedi. Il tempio venne costruito dalla tribù di Ad e dedicato alla dea Allat, ma i Nabatei lo ricostruirono nel I secolo a.C.; il santuario rimase in uso fino al III secolo, con l’avvento di altre popolazioni. Accanto al tempio i Nabatei costruirono anche un complesso articolato in varie stanze e affiancato da una struttura che lascia supporre l’esistenza di un sistema di canalizzazioni. Alle spalle del tempio si trova la Sorgente di Lawrence. Per concludere egregiamente il circuito di Wadi Rum non si deve perdere l’occasione di ammirare il tramonto. Lo spettacolo è indimenticabile e i siti migliori (Sunset Sites) sono conosciuti perfettamente dai beduini che guidano i fuoristrada.

testi di: Carla Diamanti