Mar Morto - Ghor Safi, il santuario di Lot

Il sito del Santuario di Lot si trova nel Ghor Safi, un centinaio di chilometri circa a sud di Amman. Da Amman si segue la strada per il Mar Morto, costeggiandolo fino alla deviazione sulla strada principale. Da qui una stradina di un paio di chilometri in salita arriva fino ai piedi del santuario, poi si deve proseguire a piedi sulla montagna, lungo una scalinata per circa 10 minuti.

Di recente, nella località dell’odierna Safi (Ghor Safi), considerata l’antica città di Zoar, è stato identificato il luogo in cui si trova la grotta dove trovarono rifugio Lot e le sue due figlie per sfuggire, secondo la Genesi, alla distruzione della città di Sodoma. La scoperta, davvero degna di nota, è stata per anni l’obiettivo degli archeologi che, sulla base delle indicazioni desunte dalla Mappa di Madaba, tentavano di individuare l’antica Zoar. La posizione del santuario corrisponde perfettamente alle descrizioni della Mappa di Palestina. Nel corso dei lavori di scavo sono stati rinvenuti anche reperti risalenti a circa 5000 anni orsono a prova del fatto che questa zona fu popolata già da millenni prima di Cristo.

La grotta, accanto alla quale è stato costruito un santuario, si trova nei pressi di una sorgente, su una collina che domina il Mar Morto. Secondo la Bibbia, qui venne consumato l’incesto tra Lot e le sue figlie, atto dal quale nacquero Moab e Ammon, capostipiti di due degli antichi regni principali della regione nell’Età del Ferro. Nella regione anticamente sorgeva un monastero bizantino sul cui mosaico veniva citato anche il nome di Lot.

Gli scavi hanno portato alla luce una chiesa con triplice abside, notevole non solo per le decorazioni architettoniche, ma anche per la sua posizione sulla scarpata. La parte corrispondente al versante orientale della montagna conserva ancora alti muri in discreto stato, mentre la parte con l’ingresso principale del santuario sono crollati. Alla chiesa si accedeva tramite una scalinata. All’interno del santuario restano tracce di tre mosaici con iscrizioni in greco bizantino. In una di esse, oltre all’elenco di persone che contribuirono alla realizzazione dell’edificio, si legge anche la data: maggio 691. I ritrovamenti archeologici provano inoltre che sul sito sorgeva un santuario precedente, risalente al V-VI secolo, corrispondente probabilmente alla rappresentazione sul mosaico di Madaba.

Sulla sinistra del santuario, del quale si può ammirare soltanto un’abside con tre colonne tronche, si apre una grotta il cui ingresso è sottolineato da un arco decorato con tre medaglioni recanti una croce e due rosette.
Raggiunto il sito, si lascia l’auto al termine di una salita, dove si trova anche il capanno con il custode, e si procede a piedi per una scalinata che si inerpica su per la montagna, tra antichissime rocce e sassi che, in base all’iscrizione apposta sul luogo, risalgono a oltre 600 milioni di anni orsono.

Al termine della scalinata (circa una decina di minuti di strada in salita) si giunge sul luogo in cui, dietro una protezione di ferro, si vedono la grotta e il santuario. Ai piedi della salità è possibile visitare un piccolo museo, con ingresso gratuito.

testi di: Carla Diamanti