Mar Morto - Qumran

Qumran, sulla sponda nord-occidentale del Mar Morto è nota per il rinvenimento del 1947 di una serie di testimonianze molto importanti conosciute anche come i Rotoli del Mar Morto. La loro scoperta viene considerata uno degli eventi archeologici più rilevanti del ventesimo secolo. Si tratta di una serie di manoscritti di oltre duemila anni trovati all’interno di giare e nascosti negli anfratti di una montagna. Provano che in quella località esisteva una comunità ebraica (gli Esseni) che si opponeva alla gerarchia del tempio di Gerusalemme. All’epoca della pax romana di Gerusalemme, tra il 66 e il 73 d.C., alcuni membri di questa setta nascosero all’interno delle grotte alcuni manoscritti su teli di canapa, pelli e fogli di rame, con l’intenzione di proteggerli e poi di recuperarli in epoca successiva. Essi però non fecero mai ritorno e i manoscritti giacquero in quel luogo fino alla scoperta.
Il ritrovamento più importante consiste in due rotoli di rame, dei quali uno in origine misurava quasi due metri e mezzo per trenta centimetri. Dagli studi e dalle analisi si è arrivato a stabilire che autore e incisore dovessero essere due persone distinte; l’incisore probabilmente doveva essere analfabeta (le lettere non sono tracciate perfettamente e talvolta sono piuttosto confuse). Il testo non è in ebraico biblico, ma in una lingua che sembra un misto di vari idiomi, dialetti e alfabeti. Le pergamene e i rotoli di rame risalgono a periodi storici distinti, lasciati presumibilmente da persone diverse le quali ignoravano la presenza di altri manoscritti nello stesso anfratto. In quanto al contenuto, si tratta di elenchi e liste di oggetti preziosi e religiosi per un valore che corrisponde a una cifra favolosa. C’è chi sostiene che potrebbe trattarsi di un esagerato inventario del tesoro del tempio di Gerusalemme.

testi di: Carla Diamanti