Il nord - Tell al-Sa’idiyeh

La Valle del Giordano è una terra ricca di tracce del passaggio di antiche popolazioni. Molte di queste aree sono ancora in fase di studio, devono ancora essere scavate e sono spesso difficili da visitare e da raggiungere perché prive di segnaletica. In questo tratto, a ridosso del confine con i Territori dell’Autonomia Palestinese e Israele, quella che oggi è chiamata la «valle della pace» fino a pochi anni fa era zona militare.

Molti siti sono impossibili da visitare, ma qui citeremo lo stesso quelli più significativi, consigliando poi volta per volta, di rivolgersi al Dipartimento di Antichità per verificare se c’è bisogno o meno di un permesso di visita.
Tell al-Sa’idiyeh è uno di quei posti per i quali è richiesto ancora un permesso di visita, perché si trova in una zona militare. In questo caso ci si deve rivolgere al Dipartimento di Antichità di Amman (tel. 06/4644336, fax 06/46415848) e verificare prima di procedere (se ci si muove dalla capitale solo con questa unica meta). Il permesso di visita (necessario per chi voglia visitare il sito, ma non richiesto a chi volesse solo dare uno sguardo da lontano) si può ottenere anche tramite il guardiano del sito, o rivolgendosi alle autorità di Deir Alla.
 
La località, che si raggiunge in circa un’ora e mezza da Amman, si trova nella Valle del Giordano, a nord-ovest della capitale e a circa 8 km a nordest del villaggio di Deir Alla. Lasciata Amman in direzione della Valle del Giordano, arrivati in prossimità del villaggio di Kreimeh si deve seguire la strada che comincia di fronte alla moschea e che porta direttamente su una collina (1 km da Kreimeh).

Per visitare il sito si deve attraversare un piccolissimo canale di irrigazione. In questo luogo sorgeva una delle più importanti città antiche della Valle del Giordano.

Raggiungendo il sito da nord si scorge immediatamente uno dei monumenti più impressionanti già portati alla luce. Si tratta di una scalinata in pietra che segue il fianco della collina e che faceva parte del sistema di approvvigionamento idrico della città durante l’Età del Ferro, nel XII secolo a.C. Alla base della collina, la scalinata fa un angolo di 90° e continua verso est, per terminare in un bacino d’acqua alimentato da una sorgente. La parte superiore della collina venne occupata da numerose popolazioni in varie epoche storiche fino al periodo ellenistico e romano (di cui però resta solo traccia di una torretta di avvistamento). I lavori di scavo hanno rivelato che il sito aveva una notevole importanza nel corso del XII secolo a.C., quando era posto sotto il controllo egiziano, testimoniato da un possente muro di difesa e da resti del palazzo del governatore egizio.

Tranne qualche traccia di mura fortificate di epoca successiva e di rovine di un palazzo persiano gravemente danneggiato, sulla collina superiore non ci sono molti resti monumentali. La parte inferiore, invece, anticamente sede di un villaggio dell’Età del Bronzo, nel corso del XIII secolo a.C. venne trasformata in necropoli. Vi sono state individuate circa 280 tombe che hanno svelato informazioni preziose sulle pratiche funerarie e che lasciano supporre qualche influenza (o presenza) dei Popoli del Mare.

Tra le iscrizioni rinvenute nella zona, alcune erano in lingua aramaica, fenicia e semitica occidentale. Le fondamenta di pietra sul lato settentrionale sono molto più recenti e appartengono a un caravanserraglio di epoca islamica.

testi di: Carla Diamanti