La Strada dei Re - Dana

A una settantina di chilometri da Petra (e circa 200 da Amman) si trova la Riserva Naturale di Dana nella quale sono stati istituiti centri di ricerca per l’utilizzo di erbe medicinali. Questa oasi di pace si raggiunge da Amman seguendo la Strada dei Re svoltando per Qadessya, oppure con l’Autostrada del Deserto uscendo a Husseinya in direzione di Rahedya. La riserva naturale di Dana non è solo natura. Al suo interno sono stati rinvenuti 98 siti, che spaziano dall’Epipaleolitico al periodo nabateo, romano, bizantino e islamico. Nella parte meridionale della riserva si trova il sito di Feinan, dove sono state rinvenute delle miniere di rame di epoca nabatea, è uno dei siti archeologici più importanti della Giordania. 

La Riserva Naturale di Dana, realizzata grazie all’impegno della RSCN è inserita in un comprensorio che include anche il vecchio villaggio di Dana, costruito interamente in pietra e i cui abitanti sono stati coinvolti nella produzione di alimenti biologici e oggetti artigianali realizzati con materiali della natura, in vendita presso la bottega del centro. Gli amanti della natura hanno a disposizione varie proposte di visite guidate e non all’interno della riserva e nei vicoli del villaggio. Il Centro Visitatori, che si occupa dell’accoglienza degli ospiti, delle visite, delle informazioni, della vendita di prodotti naturali, distribuisce un codice di comportamento per la tutela dell’ambiente. 

Le escursioni nel parco sono di diversa durata e difficoltà in base al percorso scelto. Alcuni itinerari si possono compiere solo con una guida, altri possono essere effettuati da tutti. I sentieri partono dalla torre di ingresso dove si trova il Centro Visitatori. Quello di tre ore parte dalla guest house e arriva fino al camping, da dove poi il pullmino del parco riporta indietro fino al Centro Visitatori (se poi da qui si desidera essere ricondotti al villaggio, si deve pagare un biglietto, altrimenti il trasporto è gratuito). Il percorso di tre ore è abbastanza ben segnalato, ma bisogna fare attenzione a cercare sempre di seguire il sentiero, in quanto non ci sono cartelli di indicazione. Un altro percorso, più lungo, ma molto particolare, scende dalla guest house fino a raggiungere Wadi Araba, a sud del Mar Morto, quindi sotto il livello del mare. Circa 14 km in tutto, con guida, che si percorrono in circa 6-8 ore, annoverato tra quelli più semplici. Dana si articola lungo un complesso sistema di wadi e di montagne, sviluppandosi in senso verticale dagli altipiani che dominano la Rift Valley fino alle aree desertiche di Wadi Araba, sotto il livello del mare. Uno straordinario sbalzo di altitudine di circa 1600 metri che comporta anche notevoli variazioni dell’ecosistema climatico che si traducono in un’alternanza di habitat naturali di flora e fauna. Questa singolare realtà ospita circa 700 specie di piante (tra cui gli ultimi esemplari di cipresso e tre nuove specie: Silene danaensis, Rubia danaensis e Micromeria danaensis)  e poco meno di 500 specie di animali, alcune delle quali molto rare o in via d’estinzione. Mammiferi (tra cui il lupo e il leopardo, già estinto in Giordania), roditori, oltre 200 specie di uccelli, anfibi, invertebrati e rettili (camaleonti e tartarughe di terra, tra gli altri), costituiscono il patrimonio faunistico della riserva.  La salvaguardia della biodiversità di Dana ne hanno fatto un esempio di modello di sviluppo e di tutela dell’ambiente, cui si sono ispirate anche le altre riserve naturali della Giordania. Alcune escursioni permettono di raggiungere anche le aree in cui sono custodite piante millenarie (un cipresso gigantesco, querce e ginepri, tra le altre) e inavvicinabili senza guida naturalistica perché protette. Chi non se la sente di tentare l’avventura per conto proprio può farsi accompagnare da una guida naturalistica, che saprà anche illustrare flora e fauna del posto. Per informazioni ci si può rivolgere direttamente al Centro Visitatori (i gruppi molto numerosi devono prenotare in anticipo anche solo per visite di una giornata), che sorveglia anche il numero delle presenze perché non superino il limite che potrebbe recare disturbo alle specie protette e alla tranquillità del villaggio. 

 
testi di: Carla Diamanti