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Israele e Territori Palestinesi

Carta d'identità del Paese

Nome ufficiale: Stato d’Israele (Medinat Yisra’el)
Sigla nazionale: ISR
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Divisione amministrativa: 6 distretti principali (mehozot), 13 sub-distretti (nafot)
Capitale: Gerusalemme 
Superficie: 20.770 kmq
Popolazione: 7.473.052 ab.
Densità: 359 ab/kmq
Lingua: ebraico (ufficiale), arabo (ufficiale per le minoranze arabe)
Etnie: ebrei 76,4 % (nativi 67,1%, nativi europei e americani 22,6%, nativi africani 5.9%, nativi asiatici 4,2%), non ebrei (soprattutto arabi  23,6%)
Religione: ebrei 75,6%, musulmani 16,9%, cristiani 2%, drusi 1,7%, altre 3.8%
Moneta: La moneta nazionale è il New Israeli Shekel (NIS); 1 NIS = 0,20 Euro (media 2012)
Fuso orario: 1 ora in più rispetto all’Italia.
Corrente elettrica: 220 v ; è necessario un adattatore e un trasformatore.
Pesi e misure: è utilizzato il sistema metrico decimale.
Prefisso tel. internazionale: per telefonare in Italia comporre lo 00972

Tutto quello che d’istinto viene da scrivere a proposito di Israele è già stato scritto. Millenni di storia, innumerevoli tracce di civiltà, immenso peso della fede.
Indipendentemente dai confini geografici, dalle definizioni politiche, dalle bandiere che sventolano, su questa terra hanno camminato popoli con storie, lingue, religioni diverse. Millenni di eventi, di speranze, di credenze, di fede, di lotte, vi sono passati lasciando un segno che ancora la identifica immediatamente come Terra Santa.
Le molte anime del passato oggi vivono polarizzate in due realtà politiche e culturali ben distinte, ognuna delle quali con una propria identità e importanza. 
E, proprio per non far torto a nessuna delle due, e per comodità redazionale, quando parliamo di Israele in termini generali, ci riferiamo a un concetto geografico, storico, archeologico, naturalistico e non politico. Potremmo chiamarlo Palestina, in omaggio alla storia, potremmo chiamarlo Terra Santa, facendo però torto al passato archeologico. Ci piace precisare che la scelta operata non vuole dimenticare mai l’anima araba che affonda salde radici in questi luoghi e che riesce a trasmettere un senso di tradizione culturale che fa da contrappeso al melting pot dei popoli immigrati. 
Oggi il Paese esprime un bipolarismo sfaccettato. Da una parte lo Stato di Israele, dove religione è sinonimo di appartenenza nazionale, dall’altra la Palestina, dove l’unione culturale e la costante presenza territoriale rivendicano ufficialità e autonomia per uno stato di fatto. Due anime profondamente distinte. 
La Terra contesa da Egizi e Nabatei, Fenici e Filistei, Greci, Romani, Bizantini, oltre a Israeliti, Musulmani, Cristiani desiderosi via via di dominare la porta commerciale sul Mediterraneo, di sfruttare le ricche miniere di rame e i terreni fertili della valle del Giordano, oggi è un Paese che pur esercitando un richiamo soprattutto religioso, ha da offrire molti altri interessanti aspetti. 
Il dinamismo tecnologico cammina di pari passo con la tutela delle risorse naturali. Paesaggi desertici e colline verdeggianti fanno da sfondo a vestigia storiche e a un’eccellente rete di servizi che rendono agevole la visita di luoghi dove il passato convive con un brillante e innovativo futuro. 
Ma anche questo, alla fine, soccombe alla maestosità spirituale delle preghiere ritmate ai piedi del Muro del Pianto, sui tappeti della moschea di Al Aqsa o nella Grotta della Natività. Momenti nei quali al di là delle differenze, si sente più forte il fascino di questa terra dove cristiani, musulmani ed ebrei, tutti, almeno una volta dovrebbero andare alla ricerca delle proprie radici spirituali.
 

 

testi di: Carla Diamanti