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Brasilia, Brasil
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BRASILE

Un Paese dalle mille anime, che riunisce una grande quantità di etnie, religioni, climi, realtà sociali, politiche e culturali.

 

Nome ufficiale: Brasil
Sigla nazionale: BRA
Forma di governo:
Rep. Presidenziale
Divisione amministrativa:
26 Stati e un Distretto  Federale
Capitale: Brasília
Superficie: 8.514.205 kmq
Popolazione: 213.527.436 ab.
Lingua: Portoghese
Religione: Cristianesimo (cattolici 73,6%, evangelici 15,4%), spiritismo, giudaismo, culti afro-brasiliani e altro (10,8%)
Documenti:  richiesto il passaporto, con validità residua di almeno sei mesi, visto d’ingresso non necessario, per turismo fino a 90 giorni di permanenza nel Paese.
Valuta: Real (BRL)

SCENARI

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Mauro Cicchetti

Tecnico di professione, scrittore e viaggiatore per passione, Mauro “Cik” Cicchetti, ha collaborato con varie testate quali Sabor, Ritmo Latino e altre. Organizza da 30 anni concerti ed eventi culturali legati non solo al Brasile. Ha nel suo “portfolio” la direzione artistica di ben 21 Festival dedicati alla Cultura Brasiliana, di altri 8 festival dedicati alle Ance libere (per oltre 700 concerti di artisti di varia notorietà, tra i quali Richard Galliano, Chico Cesar, Airto Moreira, Mart’nàlia, Frank Marocco, Maria Gadu, Gilberto Gil, Trio Madeira, Arthur Maia, Guinga, Antonello Salis e tanti altri, con tutte le notizie sui siti www.livetime.it e www.brasilfestival.org). Ha realizzato 8 mostre dedicate alla straordinaria figura di Oscar Niemeyer. Nel 1994, insieme a Mario Ventimiglia ha fondato l’associazione M.A.M.B.O. (Musica Arte Media Bologna Organizzazione) con la quale ha creato la prima scuola di percussioni e di samba di Bologna; ha editato la rivista Café Latino; ha partecipato alla realizzazione artistica del Festival Latino Americano di Modena; ha ideato e condotto per 22 anni il programma radiofonico Balangandà, musiche e culture attraverso l’Atlantico sulla nota e ora estinta Radio Città del Capo - Popolare Network, con ben 381 live radiofonici. Oltre alle 6 edizioni della guida sul Brasile (tutte pubblicate con il marchio storico Guide Moizzi) ha realizzato anche vari reportages e pubblicato un “vademecum” sul Brasile. Sta attualmente progettando nuove iniziative artistiche e letterarie.

 

Il clima

Essendo nell’emisfero opposto al nostro, il Brasile ha stagioni invertite rispetto all’Europa e, date le dimensioni, risente di un’infinità di fattori atmosferici, non ultimi i venti, che rendono complessa l’interpretazione del clima. Si può comunque, con buona approssimazione, dividere il Paese in dieci regioni climatiche.

  1. Litorale da Bahia a Rio: clima tropicale umido, caldo, con piogge irregolarmente distribuite durante l’anno, ventilato sulla costa.
  2. Amazzonia occidentale e centrale: clima equatoriale monsonico con ridotta stagione secca durante l’inverno (agosto-ottobre).
  3. Brasile centrale, Minas Gerais, estremo ovest di Bahia: clima tropicale umido, piovoso d’estate (novembre-marzo), secco d’inverno (giugno-settembre).
  4. Belém, est del Pará e Maranhão: clima tropicale con piogge da fine dicembre a maggio, senza stagione secca.
  5. Costa nordestina (da João Pessoa ad Aracaju): clima tropicale con piogge da marzo a settembre.
  6. Coste di Ceará e Rio Grande do Norte: clima caldo tutto l’anno, ventilato e piacevole sulla costa, con scarse piogge irregolari.
  7. Sertão (interno di Bahia, Pernambuco, Rio Grande do Norte): clima arido, caldo a tratti insopportabile, scarsissime piogge.
  8. São Paulo (e altopiani del Sud): clima tropicale d’altura con piogge ben distribuite durante l’anno e stagioni ben definite.
  9. Coste e pianure del Sud: clima subtropicale con piogge da marzo a ottobre, inverni rigidi, estati molto calde e rare ma possibili nevicate sui maggiori rilievi.
  10. Pantanal: clima diviso in due stagioni, una piovosa (dicembre-aprile) e una secca (maggio-novembre).

La natura

Il Brasile è sicuramente tra le nazioni con la maggior presenza di sistemi ecologici del pianeta. La difficoltà di conservazione di questo patrimonio è da decenni materia di dibattito mondiale ed ha avuto nel convegno internazionale Ecorio del 1992 e nella Coop 30 del 2025 i suoi momenti più alti. A gestire parchi e riserve inizialmente era stato creato, nel 1989, l’IBAMA, Istituto brasiliano dell'ambiente e delle risorse naturali rinnovabili; affiancato nel 2007 dall’Istituto Chico Mendes per la conservaione della Biodiversità. Hanno funzioni diverse (il primo è più focalizzato sulla protezione dell’ambiente mentre il secondo gestisce aree specifiche) e entrambi sono coordinati dal Ministero dell’Ambiente.

In Brasile è la più ricca biodiversità del mondo, con quasi 130.000 specie animali conosciute (120.000 invertebrati, 9.000 vertebrati), quasi il 20% del pianeta. La concentrazione più elevata si verifica in Amazzonia, poi nel Pantanal, nella Foresta Atlantica e nel Cerrado/Caatinga.

Il taglio e l’incendio delle foreste, la distruzione degli ecosistemi, l’inquinamento dei fiumi e il traffico illegale sono le principali cause della minaccia di estinzione di ben 220 specie animali, tra mammiferi, uccelli, insetti, rettili e coralli. Su alcune specie ad alto rischio di estinzione si concentrano i maggiori sforzi: l’ararinha-azul (pappagallo azzurro, ne resistevano poche decine nel 2005, oggi sono 300), il mico leão preto (felino protetto nel Parco di Monte Pascoal a Bahia, ne erano rimasti 200 esemplari nel 1970, ora sono 1.800) e il peixe-boi (specie di tricheco, il Projeto Tamar ha protetto gli ultimi 400 esemplari dal 2008 e ora sono circa 1.100 tra Alagoas e Piaui).

Nonostante occupino solo lo 0,2% di area oceanica, le barriere coralline sono considerate le «foreste tropicali del mare», accogliendo circa un milione di specie viventi e ben un quarto delle specie conosciute di pesci marini. Le barriere coralline sono presenti lungo tutta la costa di Alagoas e Pernambuco, a Fernando de Noronha, ad Abrolhos e a nord del Maranhão. Come in tutto il mondo, nonostante i severi controlli, rischiano la distruzione a causa delle vandaliche raccolte. Grave è anche la situazione della fauna endemica, che vede a rischio la sopravvivenza di specie come il Pau Brasil, il Jacarandá e molte piante medicinali.

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La gastronomia brasiliana

L’unico comune denominatore dei piatti tipici brasiliani è la bontà; per quanto riguarda, infatti, sapori, metodi di cottura, condimenti e spezie ci sono differenze notevoli tra regione e regione, o addirittura tra una città e l’altra. A Bahia c’è sicuramente la gastronomia più «meticcia» del Paese, con tanti piatti cucinati mescolando antiche tradizioni africane a fantasia «verde-oro» con addirittura risvolti religiosi. Nel Sud e all’interno trionfano succulenti diete a base di carne dai tagli originali, mentre ottimi piatti di pesce dominano la cucina della lunga costa e dei grandi fiumi della foresta. Caratteristico è l’uso originale di verdure e piante autoctone (ad esempio il tacacá del Pará) e una enorme varietà di frutta che esiste solo qui. Solo per quanto riguarda salumi e formaggi la strada è ancora lunga per rivaleggiare con altre realtà mondiali, ma si sta sperimentando.

Ottime le birre, anche artigianali, le mille varietà di cachaça (la grappa brasiliana) e i cocktail, su cui regna la splendida caipirinha.

Dove mangiare
Nelle grandi città brasiliane si possono trovare tutti i tipi di ristoranti, da quelli modesti a conduzione familiare a quelli internazionali, lussuosi e magari panoramici. Grande diffusione hanno avuto in tutto il Brasile le «praças de alimentaçao» dei centri commerciali; a fianco dei classici fast-food che offrono hamburger e hot dog, ci sono anche self service a buffet e veri e propri ristoranti dove si mangia generalmente bene con ottimo rapporto qualità-prezzo.
A São Paulo e a Rio de Janeiro sono molto in voga i butequins, ovvero tradizionali ristorantini e birrerie che da almeno quaranta anni (alcuni da oltre cento!) non hanno cambiato il loro aspetto originale.
Grande successo hanno anche le lanchonetes (paninoteche, dall’inglese lunch) e miriadi di bancarelle che preparano frittelle di riso e spiedini di carne, talvolta con risultati da non sottovalutare. Molto diffusa la Comida a Kilo (cibo a peso), variabile interessante dei self-service occidentali. Inizialmente rivolta solo alla clientela meno abbiente, la Comida a Kilo ha finito per imporsi, con una scelta più raffinata di cibi, anche presso la classe media.
Nelle grandi città si trovano ristoranti aperti tutto il giorno e fino a tarda sera. Dopo mezzanotte, fino alle tre, restano comunque aperti birrerie e chioschi per ovviare alle crisi di fame e, dove, ovviamente, dissetarsi. Nei piccoli centri poco turistici dopo le 23, specie nei giorni feriali, difficilmente si incontrano ristoranti aperti. Qui è anche raro incontrare ristoranti che eccedano nelle ricercatezze stilistiche, ma si mangia quasi sempre piuttosto bene e a prezzi più contenuti rispetto alle località più frequentate.

Itinerario ideale

Avete un mese a disposizione? Un tour ideale non può prescindere dall’acquisto del Brasil Pass e lo sfruttamento delle sue tratte aeree.

Arrivando a Salvador, dopo avervi trascorso almeno cinque giorni (otto se si vuole visitare anche Morro de São Paulo), si può partire per Recife (tre giorni sono sufficienti per visitare anche Olinda, ne occorrono cinque per andare anche a Porto de Galinhas). Poi tre giorni a Natal, per godersi in tranquillità e sicurezza le splendide dune di sabbia sulla spiaggia; quattro a Manaus, per passare almeno un paio di giorni nella foresta; quattro a Foz do Iguaçu e terminare poi a Rio de Janeiro, da dove poi ripartire per l’Italia. Una decina di giorni a Rio permettono di godere ottimi bagni nell’oceano e di apprezzare la scoppiettante vita serale e notturna dell’ex capitale brasiliana. Da Rio con brevi escursioni, anche organizzate, si può facilmente visitare Paraty, Ouro Preto e Mariana, Búzios e Cabo Frio.

Varianti di questo tour possono essere la megalopoli São Paulo, che seppure non possa offrire bellezze comparabili alle altre località, offre sicuramente la vita culturale più ricca del Paese e una sorpendentemente bellissima costa a meno di cento chilometri di distanza; São Luís de Maranhão, misteriosa e affascinante, vitale come il reggae giamaicano che si suona nelle sue calde notti equatoriali. Per non parlare del meraviglioso arcipelago di Fernando de Noronha, segnalato da Darwin come il secondo ecosistema marino più ricco del mondo dopo le Galapagos. Insomma, se si aggiungono l’altro stupendo ecosistema terrestre e fluviale del Pantanal, la splendida Isola di Santa Catarina, le sorprendenti architetture della capitale Brasília, e l’imperdibile Museo di arte contemporanea a cielo aperto di Inhotim nel Minas Gerais... c’è di che organizzare per almeno una decina di viaggi.

In Brasile con i bambini

Il Brasile è il Paese dei Bambini! Questa affermazione ha diversi tipi di interpretazione: è il Paese dei bambini perché ce ne sono tantissimi; è il Paese dei bambini perché sono tali e tante le bellezze naturali e architettoniche da far viaggiare costantemente i piccoli con il nasino all’insù fino a cadere tramortiti a fine sera. È il Paese dei bambini perché anche gli imprenditori del turismo se ne sono accorti costruendo nell’ultimo decennio una gran quantità di giganteschi parchi giochi che attraggono milioni di piccoli, e ovviamente di genitori, all’anno. Infine, è il Paese dei bambini perché, se è facile per un adulto far amicizia in questo Paese, per un bambino entrare in sintonia con i piccoli del luogo è la cosa più naturale che ci sia.
Una volta che si è deciso di partire per una vacanza in Brasile con bambini e ragazzi, può essere una buona idea guardare in compagnia uno dei numerosi video di immagini o documentari sul Brasile che si trovano sul web, prima della partenza: può aiutare a scegliere cosa privilegiare durante il viaggio e a comprendere quali sono paesaggi e situazioni che si potranno incontrare una volta sul posto.
Per bambini e ragazzi le attrazioni del Brasile sono tante. Su tutte il Carnevale, sorseggiato a piccole dosi, che rimarrà indelebile ricordo impresso nella mente anche dei più grandi; soprattutto quello di Rio de Janeiro a causa della straordinaria fantasia dei costumi e delle coreografie delle sfilate del sambodromo e della facile fruizione dei servizi. Anche assistere alle interminabili sfilate di trio eletricos e folla a Salvador faranno brillare gli occhietti dei fanciulli, ma è da tenere in dovuta considerazione che, se a Rio il Carnevale è localizzato in alcuni punti e si può sfuggirgli per riposare, a Salvador le masse in perenne movimento non lasciano tregua e ci si può più facilmente stancare. Carnevale a parte, si può poi scegliere tra mare, natura, costumi, musiche, gastronomia, frutta tropicale, genti e poi tanti parchi di divertimento acquatici e non.

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Il Carnevale

Senza aver partecipato a un Carnevale almeno una volta non si può affermare di conoscere veramente lo spirito del Brasile, e soprattutto dei Brasiliani. Non è facile assegnare delle graduatorie di merito ai vari carnevali del Paese. Rio e Salvador sono decisamente quelli più importanti dal punto di vista storico, ma anche per dimensioni, partecipazione, qualità intrinseca e rinomanza mondiale. Molto differenti tra loro anche per scelte musicali diverse, sono entrambi imperdibili. Al terzo posto Recife, soprattutto per la magica atmosfera che Olinda riesce a donare alla festa più pagana del Brasile, ma anche per il grande bloco di oltre due milioni di persone del Galo di Madrugada.
Ma il Carnevale viene festeggiato con grande gioia, utilizzo di risorse e... abbondanza di cerveja e cachaça ovunque nel Brasile. Interessanti sono anche i carnevali di Ilheus, Porto Seguro, Fortaleza, São Luís de Maranhão. A Itabuna il carnevale si festeggia una settimana prima ed è una vera e propria prova generale per quello della vicina Salvador. Esiste poi il fenomeno delle micaretas, ovvero carnevali fuori epoca, formula inventata a Feira de Santana (Bahia) per avere la propria grande festa non soffocata dalla fama di un evento simile nelle vicinanze (in questo caso Salvador).

La lingua

Il portoghese brasiliano, pur avendo avuto un’evoluzione propria influenzata da lingue indigene, africane e di altri paesi europei, ha mantenuto una unità linguistica sorprendente, al di là di qualche differenza di fonetica, vista l’ampiezza del territorio.

Dalla lingua tupí guaraní, ufficiale fino a metà del secolo XVIII, il portoghese brasiliano ereditò tante parole, fra cui i nomi di piante carnaúba, mandioca, jacarandá, cipó, maracujá, caju; i nomi di animali capivara, sagüi, sucuri, piranha, urubu, sabiá; i toponimi Aracaju, Guanabara, Tijuca, Niterói, Pindamonhangaba, Itapeva; e nomi propri quali Jurandir, Ubirajara, Maíra.
Lo iorubá, parlato dagli schiavi venuti dalla Nigeria lasciò un vocabolario legato al Candomblé (Exu e Iansã) e nomi di ricette afro-brasiliane (vatapá, abará, acarajé). Il quimbundo angolano introdusse parole generali quali caçula (ultimogenito-cadetto) e moleque (negretto, mascalzone) e termini relativi alla schiavitù quali bangüê (canapa indiana), senzala (casa degli schiavi), mocambo (capanna), maxixe e samba (entrambi ritmi musicali).

La lingua portoghese brasiliana è relativamente facile da leggere anche per il neofita, ma difficile da comprendere, specie nelle sue inflessioni provinciali. Frase fondamentale da imparare per i primi tempi è por favor, pode falar mais devagar? («per favore, può parlare più lentamente?»).

Errata corrige

Avete trovato refusi o errori nella guida? Segnalateceli per favore a info@guidemoizzi.it, li riporteremo in questa sezione e saranno corretti nella prossima ristampa.

Cominciamo noi:

pag. 19 > il Consolato onorario di Bari si trova in via Melo da Bari 218 e non in via Mello di Bari 218.

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