Ebraismo

Se tutti gli Ebrei credono nelle leggi della Torah, il loro modo di vivere la religione è più o meno aperto alle interpretazioni dei Libri Sacri. 
Ebrei si nasce per trasmissione matrilineare, ma lo si può diventare per scelta dopo una lunga preparazione e un esame finale da parte del Rabbinato. La preparazione prevede nove mesi di studio approfondito della Torah e dei 613 precetti relativi, sui quali verterà poi la prova. Superato l’esame, colui che desidera convertirsi viene immerso totalmente in acqua (che deve ricoprire per tre volte la testa); all’abluzione seguono la preghiera e la benedizione. L’uomo dovrà poi essere circonciso. La conversione è del tutto scoraggiata e molte volte osteggiata.
Gli ebrei ortodossi pregano tre volte al giorno. Le preghiere sono dedicate ad Abramo, Isacco e Giacobbe. La preghiera del mattino (che il sabato dura circa il doppio degli altri giorni) si chiama Shacharit, quella del pomeriggio Minchah e quella della sera ‘Arvit o Ma‘ariv, e inizia all’apparire delle prime tre stelle. Ogni preghiera, che deve essere pronunciata in direzione di Gerusalemme, la città in cui sorgeva il Tempio, può essere individuale o corale. Perché abbia una funzione di celebrazione vera e propria è necessario che preghino insieme almeno dieci uomini adulti, che danno vita a quello che si chiama minyan, cui non è necessario che partecipi un rabbino purché uno dei fedeli sappia guidare la funzione. 
La vita religiosa si basa su 613 precetti, comandamenti e divieti legati per lo più alle vicende del Tempio. Dei precetti, delle regole, dello studio interpretativo delle Leggi si occupa il Rabbinato, che ha anche funzioni giuridiche e di cui fanno parte rappresentanti sia dei Sefarditi (Ebrei cacciati dalla Spagna nel 1412 e rifugiatisi nei Paesi del Nord Africa, fino a raggiungere in seguito la Turchia, la Grecia, Bulgaria e i Balcani; molti di loro parlano ancora il ladino, in cui si fondono ebraico e spagnolo medievale) che degli Ashkenaziti (Ebrei che vivevano in Germania e furono costretti a fuggire verso la Polonia, la Russia e altri Paesi dell’Europa dell’Est; parlano lo yiddish, misto di ebraico, slavo e tedesco medievale).
 
Non riconoscendo il Nuovo Testamento, i fedeli di religione ebraica considerano come testo sacro solo l’Antico Testamento, da loro chiamato TNK (la cui pronuncia è «Tanak»). Tale nome deriva dalle iniziali dei nomi dei tre libri che compongono appunto l’Antico Testamento: Torah, Neviim, Ketuvim. La Torah (o Pentateuco) si compone di cinque libri (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio) che raccolgono le leggi ricevute da Mosè; il Libro dei Profeti parla di quattro profeti principali (Isaia, Geremia, Daniele ed Ezechiele) e di dodici profeti secondari; le Scritture comprendono, tra gli altri, i libri dei Salmi, dei Proverbi e il Libro di Giobbe.
La Bibbia ebraica è stata ampliata dai testi conosciuti come Mishnah e Talmud (che ne è stata la codificazione definitiva). Il primo, codificato nel II secolo dal Rabbi Giuda il Patriarca, contiene la legge ebraica e una parte delle Scritture, mentre il secondo contiene la Mishnah e l’insieme delle altre norme tramandate oralmente, oltre alle dispute dei dotti sulle loro interpretazioni. Codificato nel III e nel IV secolo, il Talmud costituisce la base dell’etica ebraica. Quest’ultimo testo si divide in due libri, il Talmud Yerushalheim e il Talmud Babilonese, valido ancora oggi.