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Tel Aviv

È la città che forse meglio di tutte incarna lo spirito del moderno Israele. Dinamica, piena di attività, al passo coi tempi. Cento anni e passa (compiuti nel 2009) e non li dimostra: sia per l’aspetto esteriore, così attuale, sia per il lungo cammino che ha fatto pur senza un passato. Nacque per soddisfare le esigenze del forzato insediamento di innumerevoli immigrati che cercavano di stabilirsi in una zona facilmente accessibile e che offrisse qualche possibilità di riuscita. Oggi è proiettata verso il futuro e continua a essere all’avanguardia. La «città che non dorme mai», dalle molteplici sfaccettature, per alcuni è il centro degli affari e del commercio, per altri è la città della cultura e del divertimento; altri ancora la descrivono come una località balneare. In realtà è un po’ di tutto: ad alberghi di lusso, centri commerciali e locali notturni si affiancano musei, sale da concerto (tra cui l’Auditorium Mann, sede dell’Orchestra Filarmonica Israeliana), giardini e viali, molti dei quali abbelliti da palazzi in stile Bauhaus.
Con il nome di Ahuzat Bayit, Tel Aviv fu la prima città ebrea, fondata nel 1909 come sobborgo ebraico di Jaffa. Un anno dopo il nome venne cambiato in quello attuale, che significa «collina della primavera», ispirato al titolo di un libro di Theodor Hertzl. Qui venne dichiarata l’indipendenza di Israele il 14 maggio 1948, e qui ebbero sede il primo parlamento e i primi uffici governativi, essendo stata Tel Aviv nominata capitale temporanea del nuovo Stato. Nel centro urbano abitano 650.000 persone, ma con i sobborghi la popolazione raddoppia di numero.
testi di: Carla Diamanti