Gerusalemme - Quartiere Armeno

Il quartiere armeno confina con quello ebraico. Il punto di interesse principale è la chiesa di San Giacomo. Secondo gli Armeni, sotto l’altare principale si trovano i resti di San Giacomo minore, «fratello del Signore», probabile autore dell’Epistola di San Giacomo (Nuovo Testamento), sotto la cui direzione venne tenuto, proprio in questo luogo, il Concilio Apostolico di Gerusalemme, nel 49 d.C. Nella seconda cappella a sinistra si trova inoltre la reliquia della testa di San Giacomo maggiore, fratello di San Giovanni evangelista, decapitato da Erode Agrippa I nel 44 d.C.
Gli Armeni furono i primi ad abbracciare il Cristianesimo come religione di Stato, nel 301 d.C., e subirono, all’inizio del XX secolo, un feroce genocidio a opera dei Turchi Ottomani, durante il quale vennero massacrati oltre un milione e mezzo di fedeli. La comunità armena che vive nella città vecchia occupa un quartiere interamente circondato dalle mura. L’unica porta di accesso (che consente l’ingresso anche alla chiesa) viene aperta dalle 6.30 alle 7.30 e dalle 15 alle 15.30. Nel territorio armeno si trova il Monte Ararat, dove la tradizione vuole che si fosse arenata l’Arca di Noè. Oggi in territorio turco, tale sito è ancora considerato sacro dagli Armeni, al punto che sembra che il cappuccio a punta portato dai preti armeni voglia proprio simboleggiare il Monte Ararat.
Accanto alla cattedrale si trova il piccolo museo Mardigian (aperto dalle 9.30 alle 16.30), che custodisce testimonianze del passato del popolo armeno, oltre a stampe, libri e qualche modesto reperto archeologico. Da notare la prima Bibbia armena stampata nel 1666 e pubblicata ad Amsterdam, e un planisfero del 1695.