Mar Morto

La depressione del Mar Morto occupa la parte centrale e meridionale del Rift, la grande spaccatura siro-africana che interessa la fascia orientale di Israele. Tale regione ebbe origine circa 30 milioni di anni fa, quando la Penisola Araba si staccò dal continente africano e si spostò verso nord-est.
L’acqua raccoltasi nel bacino formato dal Mar Morto, in realtà un grande lago, ha una salinità molto elevata, circa dieci volte superiore a quella degli oceani. Tale salinità è dovuta all’alto tasso di evaporazione, provocato dalla temperatura che si registra nella zona (che si trova 400 metri sotto il livello dl mare). Ogni anno infatti evaporano dal Mar Morto due miliardi di metri cubi di acqua, dei quali solo la metà viene restituita. Questo è inoltre il motivo per cui il lago salato più basso del mondo continua a ridursi di superficie, lasciando al posto dell’acqua enormi ammassi di sale lungo le sponde. Il bacino del Mar Morto ha come affluente principale il fiume Giordano, che qui termina il suo corso. Il lago non ha emissari: l’unico corso d’acqua che lo collegava al Mar Rosso si è definitivamente prosciugato in quanto la scarsa portata d’acqua e la forte evaporazione non gli permettevano di superare il dislivello e di risalire fino al mare. 
Il Mar Morto raccorda le valli del Giordano (a nord) e di Arava (a sud), con caratteristiche ben distinte l’una dall’altra. La prima è un grande bacino ricco di acqua, solcato dal Giordano e dai suoi affluenti, che si allarga trasformandosi in una fertile pianura confinante con il Mar Morto. Il paesaggio che caratterizza la valle di Arava, invece, è ben diverso: pur godendo dello stesso clima, ha una disponibilità più limitata di acqua. Nella parte più vicina al Mar Morto, che ancora beneficia del contributo delle acque raccolte nelle montagne laterali e convogliate a fondo valle, è ancora possibile praticare l’agricoltura, ma procedendo verso sud prendono il sopravvento sabbia e deserto. La valle di Arava ha un fondo piatto ed è chiusa tra il deserto del Negev a ovest e le montagne di Shara a est (nella zona giordana), ricche di giacimenti di rame sfruttati già in epoca biblica. Tutta la regione, posta interamente sotto il livello del mare, presenta caratteristiche fisiche e soprattutto climatiche molto particolari, di tipo subsahariano e tropicale.
L’estensione complessiva del Mar Morto è di oltre 1000 kmq. Ha una lunghezza di circa 75 km per una larghezza di 15. Non se ne conosce esattamente la profondità, ma si sa che non presenta alcuna forma di vita, né animale né vegetale, capace di sopravvivere all’elevata salinità. Fino a circa trenta anni fa si componeva di due bacini comunicanti e uniti tra di loro. Oggi, in seguito alla continua evaporazione e al minore apporto idrico dovuto alla variazione del corso del Giordano, il bacino meridionale si è completamente prosciugato, lasciando una vasta distesa di sale.
Il Mar Morto nella Bibbia
L’area a nord e a sud del Mar Morto è stata teatro di grandi movimenti religiosi descritti nei Libri Sacri. La regione, che si suddivide in varie zone ognuna con un nome diverso, nella parte subito a nord viene indicata dalla Bibbia come la zona in cui si concluse l’esodo degli Israeliti prima che attraversassero il Giordano nei pressi di Gerico; qui passavano inoltre i cristiani in pellegrinaggio dal Monte Nebo a Gerusalemme. Nella parte meridionale sorgeva Sodoma, una delle cinque città bibliche della zona, insieme a Gomorra (che secondo alcuni sarebbe l’odierna Qumran, il cui nome potrebbe essere una storpiatura di quello della località biblica), Admah, Zebouin e Zoar. La Bibbia si riferisce al Mar Morto chiamandolo Mare di Sale.