Beit Shean

Beit Shean fa parte dei parchi nazionali di Israele. L’antica Scythopolis della Lega delle Decapoli, una confederazione di città ellenistico-romane, è oggi un sito archeologico in cui sono state individuate venti stratificazioni di insediamenti di varie epoche, il più antico dei quali risale al V millennio a.C., mentre le rovine più imponenti sono quelle che risalgono al periodo romano e bizantino. Il continuo insediamento abitativo di Tell Beit Shean fu possibile grazie alla ricchezza d’acqua del luogo, alla fertilità del terreno e alla sua posizione strategica sulle vie di comunicazione e di commercio. Governata dagli Egizi nel tardo periodo cananita, Beit Shean venne conquistata da re Davide divenendo successivamente il quartier generale amministrativo di suo figlio, il re Salomone. La città, distrutta dall’arrivo degli Assiri che conquistarono il nord del Paese verso la metà del XVIII secolo a.C., venne fondata come Scythopolis in epoca ellenistica. Passata nelle mani dei Romani, venne annoverata nella Lega delle Decapoli e divenne quindi la città più importante del nord di Israele. In questo periodo Scythopolis crebbe e si arricchì di splendidi edifici pubblici decorati con statue e iscrizioni e la sua popolazione, composta già da pagani, israeliti e samaritani, arrivò a contare 40.000 persone. I Bizantini la protessero con un muro di cinta e vi costruirono chiese e monasteri, ma la città cadde in rovina a seguito della conquista araba e del grave terremoto che sconvolse l’intera regione nel 749 d.C. Il sito divenne noto con il nome di Beisan, poco più di un villaggio di campagna fino al periodo ottomano.
 
La visita al sito archeologico
Superato l’ingresso con la biglietteria si può procedere per la visita verso il teatro romano, sulla destra, per poi tornare indietro e proseguire il circuito in senso orario.
Il teatro risale al I secolo e rimase in uso per tutto il periodo bizantino. Poteva accogliere 7000 spettatori divisi su tre ordini di posti a sedere, dei quali solo quello inferiore è rimasto intatto. La scena originale, di 20 metri, era adorna di colonne di marmo e granito e decorata con statue. Tornando verso l’ingresso si raggiungono le terme occidentali, primo complesso lungo quella che gli archeologi hanno chiamato Palladius street, un tempo colonnata, che, costruita in epoca romana, partiva dal teatro. In base a un’iscrizione rinvenuta sui mosaici del portico, era dedicata a Palladio, governatore della provincia. Lungo la via si aprivano negozi e porticati. Le terme, strutturate nella maniera classica, avevano pareti affrescate e ricoperte di stucco e pavimenti di marmo e mosaico. Più avanti, subito dopo le terme, si apriva un emiciclo con varie stanze, detto Sigma. Qui venne ritrovato un mosaico che riproduceva Tyche, dea protettrice della città, recante una cornucopia e coronata con le mura della città. 
Di fronte al Sigma si trovava l’agora di epoca bizantina che segnava il centro della città. L’angolo tra Palladius e Silvanus street (cui giunge peraltro anche la via detta settentrionale che in epoca romana conduceva alla porta nord-occidentale) è il luogo del tempio romano, risalente al II secolo d.C. e distrutto in epoca bizantina. Aveva una struttura semicircolare e una facciata con quattro colonne che sorreggevano il tetto a 15 metri d’altezza. La via intitolata dagli archeologi a Silvanus, un uomo di legge di cui si parla in un’iscrizione, venne costruita dai Romani. Le vicende storiche e il terremoto la distrussero, e di essa restano visibili solo alcune colonne, le uniche rimaste di una fila monumentale che correva lungo un lato della strada. La collina di fronte al ninfeo è il sito dell’antica Tell Beit Shean dove vennero scoperti i venti insediamenti abitativi dal periodo Neolitico. Tra le scoperte più importanti cinque templi di epoca cananita, costruiti uno sull’altro, oltre a edifici pubblici e monumenti in basalto con varie iscrizioni risalenti al periodo egizio. Sulla sommità del tell i Bizantini costruirono una chiesa che poi, in epoca crociata, venne circondata da mura, così come tutta la collina. La strada perpendicolare a Silvanus street e che delimita il tell, si chiama Valley street e conduceva verso la porta nord-orientale della città. In origine era pavimentata e fiancheggiata da portici e negozi. Superate le terme orientali e i vicini bagni pubblici, a uso degli spettatori del teatro, si raggiunge il recinto sacro in cui si trovavano un tempio costruito su un podio cui si accedeva da una scalinata, alcuni altari decorati e un ninfeo.
Volendo proseguire la visita fuori della parte monumentale, si possono raggiungere da una parte il ponte tronco e dall’altra l’anfiteatro romano, sorto nel II secolo come ippodromo e successivamente trasformato in anfiteatro, del quale non rimane molto sia a causa dei danni del tempo, sia perché durante il Medioevo molti dei 5000 sedili originali vennero utilizzati per costruire la fortezza crociata.
In estate è consigliabile evitare di visitare il sito nelle ore più calde. All’interno della zona archeologica si trovano comunque alcune fontane con acqua potabile. 

 

testi di: Carla Diamanti