Cesarea

A sud di Haifa, a metà strada tra il celebre porto e Tel Aviv, si trova Cesarea, una città di origine fenicia, abitata nel corso dei secoli da Romani, Bizantini e Israeliti. Portata al massimo splendore da Erode il Grande, che la dedicò all’imperatore Cesare Augusto, Cesarea nacque durante il periodo della dominazione persiana come un piccolo insediamento fenicio lungo la costa mediterranea. Il villaggio cominciò ad assumere importanza in epoca ellenistica, prima di essere conquistato da Alessandro Ianneo nel 103 a.C., per poi essere annesso al regno asmoneo fino all’arrivo dei Romani che lo cedettero a Erode. Ci vollero 12 anni per realizzare il progetto della città portuale che questi aveva in mente, iniziato nel 22 a.C. 
Attraversata da un dedalo di stradine, adorna di un tempio, un teatro e un anfiteatro, oltre che di un centro commerciale e di quartieri residenziali, Cesarea nel 6 a.C. divenne la sede del governo romano di Palestina. La sua posizione e la sua importanza la portarono a diventare la prima città del Paese, allorché Gerusalemme venne distrutta a seguito della rivolta israelita. 
Continuò a essere prospera anche durante il periodo bizantino, quando si estese e si arricchì di un muro di cinta. 
Il declino arrivò dopo la conquista araba, e con esso vennero meno il peso economico e politico detenuto per molti anni. La riscoprirono nel 1100 i Crociati di Baldovino I, che oltre un secolo dopo, nel 1251, guidati da Luigi IX, la cinsero di nuove mura che tuttavia cedettero alla conquista dei Mamelucchi, guidati dal sultano Baybars, che distrusse nuovamente la città.
 
La zona archeologica è Parco Nazionale (in estate apertura dalle 8 alle 18, in inverno dalle 8 alle 16, il venerdì chiusura anticipata di un’ora); vi si può accedere da tre ingressi distinti: nei pressi del teatro, a sud della cittadella crociata, nei pressi della porta orientale della città crociata.
All’interno del sito archeologico si può optare per tre diversi percorsi di visita, di diversa durata: il percorso breve, che tocca i punti principali e che dura da una a due ore; quello medio, di tre ore; quello completo, che richiede circa sei ore. Le informazioni sui circuiti e la piantina per seguirli possono essere richiesti presso la biglietteria.
Tra i monumenti principali del sito archeologico si trova il teatro, risalente all’epoca di Erode e trasformato in castello durante la dominazione bizantina: è il più antico di tutto il Paese. Aveva due ordini di posti a sedere e poteva accogliere 4000 spettatori. Alle spalle dell’orchestra si ergeva il palcoscenico, chiuso da una scena riccamente decorata, composta da un muro a tre piani con colonne. È in una splendida posizione sul mare. 
Il grande anfiteatro veniva probabilmente usato al tempo di Erode per le corse di cavalli o per manifestazioni sportive; misura oltre 250 metri di lunghezza e 50 di larghezza, e in origine poteva accogliere 10.000 spettatori. 
Erode costruì un porto artificiale che poi fu restaurato dall’imperatore bizantino Anastasio, prima di cadere in disuso in epoca araba. Lo ricostruirono in seguito i Crociati, utilizzando materiale prelevato dalle rovine della città bizantina. 
Si apre di fronte alla fortezza medievale, che durante la dominazione araba circondava il porto. Tale fortezza venne poi inclusa nell’imponente muro perimetrale costruito dai Crociati. 
Oltrepassato il porto, continuando lungo il mare verso nord si raggiunge la sinagoga bizantina, decorata con un pavimento di mosaico. La presenza di questo edificio lascia pensare che in questa parte della città si trovasse il quartiere ebraico di Cesarea. 
Procedendo verso est, cioè verso l’entroterra, superata di circa mezzo chilometro la cinta muraria si possono raggiungere l’anfiteatro romano, risalente probabilmente al II secolo d.C., le mura bizantine, l’ippodromo del II secolo d.C., di vaste dimensioni (450 metri di lunghezza e 90 di larghezza per 30.000 spettatori) per le corse dei carri e, continuando, gli acquedotti che portavano l’acqua in città dalla fonte di Shuni.
 
Inaugurato nel 1951, il museo raccoglie reperti archeologici rinvenuti nella zona di Cesarea e risalenti alle epoche romana, bizantina, crociata e araba. Tra gli oggetti si possono ammirare monete, statue di marmo, sarcofagi, vetri e i resti dei mosaici della sinagoga di Cesarea. In un’ala del museo sono esposti i ritrovamenti effettuati sul fondo del mare, prova dei numerosi scambi commerciali durante molti secoli (Kibbutz di Sedot Yam, tel. 04/6364367, fax 6362211. Aperto tutti i giorni dalle 10 alle 16, il venerdì dalle 10 alle 13)..
 
testi di: Stefano Bartoli