Gaza

Citata già in antichi testi egizi, Gaza era la stazione finale della Via delle Spezie, nonché il porto da cui venivano spediti i carichi alla fine del lungo percorso attraverso i deserti. Esistono varie teorie circa l’origine del suo nome: qualcuno lo fa derivare da una parola cananea che significa forza, altri invece sostengono che sia da attribuire ai Persiani, che chiamavano l’attuale Gaza Hazatote, cioè «tesoro», in quanto essi ritenevano che in questo luogo fosse appunto nascosto un tesoro. Secondo gli Arabi invece il nome deriva da quello del nonno del profeta Mohammad, che morì in questo luogo.
Gaza si trova all’interno della Striscia omonima, gestita dall’Autorità Palestinese, ma controllata in ingresso e in uscita dallo Stato israeliano. Per accedere alla città e al territorio circostante si deve superare il controllo di Eretz, un checkpoint israeliano con ingressi distinti per Palestinesi e non. Le formalità per gli stranieri non sono lunghe, ma richiedono comunque una buona dose di pazienza. Una visita a Gaza vale comunque la pena, non solo per la città stessa, ma per avere una visione di una realtà diversa, vissuta quotidianamente da coloro che vi risiedono. Sono in progetto la costruzione di un aeroporto internazionale e la realizzazione di un corridoio terrestre che unisca la Striscia di Gaza alla West Bank, alleviando in questo modo i Palestinesi dai controlli cui sono sottoposti per spostarsi da una parte all’altra del loro territorio.

L’impressione che si ha giungendo in questa città è quella di un luogo in cui vivono un gran numero di persone in condizioni economiche piuttosto precarie. Ciò è meno evidente nei quartieri più recenti, nati in seguito agli ultimi sviluppi politici ed economici. Il centro storico di Gaza si trova a pochi minuti da Palestine Square, nel cuore della città, mentre la strada principale, ‘Omar al-Mukhtar street, unisce il quartiere di al Shuja’iyya al mare.

L’antica Gaza sorgeva su un tell posto a 45 metri sul livello del mare. Estesa per oltre un chilometro quadrato, era circondata da possenti mura in cui si aprivano alcune porte. Quando il primo nucleo non fu più sufficiente a ospitare il crescente numero di abitanti, la città cominciò a superare i confini del muro di cinta e a estendersi verso nord, est e sud. Gaza merita una visita perché di per sé costituisce un’occasione per sperimentare la vita nella Striscia di Gaza. Tra i monumenti da visitare ci sono molti edifici religiosi islamici come la grande moschea di ‘Omar, ma anche la chiesa di San Porfirio e il forte di Napoleone (chiamato castello ar-Radwan). Questo imponente edificio in pietra è dedicato a Napoleone Bonaparte, che vi trascorse alcune notti. Può essere visitato anche se attualmente ospita una scuola femminile.

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